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Gas, il primo push- up per il lato “b”

gas-pop-up_225X349La natura non è sempre buona con tutti. Non a caso Leopardi parlava di lei come di una matrigna. Le moderne tecnologie hanno mostrato però, ed in tanti modi, come sopperire alle “naturali” imperfezioni. Per avere un lato “b” da urlo, modello J Lo per intenderci, e sconfiggere la forza di gravità nasce “Pop-Up Jeans”.

Si tratta di un modello particolare di jeans, prodotti dalla casa italiana, con tagli e cuciture strategici, tessuto elasticizzato che modella e definisce fianchi e glutei, ai quali si aggiunge (per rasentare la perfezione) un piccolo trucco “invisibile”.

Il Gas Pop-Up Jeans regala due invisibili coppe anatomiche in materiale anallergico da inserire in due taschine interne posizionate sopra i glutei in modo da renderli pieni. Il segreto strategico sono un paio di coppe, di diverse dimensioni a seconda della taglia del jeans, che donano una curva invidiabile al fondo schiena. Insomma una sorta di “Wonderbra” per il lato “b”.

«Il Pop-Up Jeans è un brevetto internazionale che arriva dopo un anno di test del laboratorio di ricerca e sperimentazione» chiarisce spiega Barbara Grotto, Head of Communication di Gas, l’azienda fondata dal padre Claudio nei primi anni Settanta e che si trova nel cuore pulsante e laborioso del Nord-Est d’Italia.

Gabriella Lax

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Reggiseno, dalle origini al Wonderbra


Dalle due fascette incrociate ai più moderni push-up. Il reggiseno compie cento anni e non li dimostra. Ma prima di essere un indispensabile accessorio di bellezza, non tutti sanno che il reggiseno è il sogno primigenio di tutte le bambine: indossare un reggiseno (ancor prima del menarca) vuol dire essere diventate donne.

Simbolo di seduzione per eccellenza, il reggiseno ha fatto un lungo viaggio per arrivare alle tecnologie dei nostri tempi. La primitiva forma consisteva in una sorta di tracolla in grado di separare il seno, servendosi di due fazzoletti e di fasce per neonato. E lei, Mary Phelps, nipote di Robert Fulton, inventore del battello a vapore, non aveva ben compreso che la sua trovata avrebbe cambiato il futuro della vita delle donne e si era nascosta timidamente dietro un «Non posso dire che il reggiseno cambierà il mondo come il battello a vapore del mio antenato, ma quasi…».

Quella che inizialmente non era stata apprezzata divenne una geniale intuizione per le donne che, durante la Grande Guerra, volevano somigliare in tutto agli uomini ed avevano dunque bisogno di “tenere a bada il seno”, appiattendolo… Saranno, tessuti forti e resistenti, come la seta, nylon e il rayon a fare il resto negli anni successivi, fino ad arrivare agli anni Cinquanta in cui il reggiseno prende la vera parvenza di arma di seduzione grazie al prototipo “Very Secret” che, coi suoi cuscinetti d’aria modifica forma e volume al decolleté.

Nel ’68 invece si assiste ad un capovolgimento di fronte: i reggiseni vengono bruciati in piazza dalle donne in segno di ribellione contro i luoghi comuni che le vedevano solo “angeli del focolare”. Il boom dei reggiseni è il 1980 con un exploit di colori e forme . La svolta, per le “piatte” arriva nel 1990, con l’avvento del magico “Wonderbra”, ossia il reggiseno delle meraviglia, capace di aumentare il seno di una taglia e regalare forme generose anche alle più minute.
E per gli uomini? Nonostante l’alto tasso di seduzione dell’oggetto dei desideri, il reggiseno continua a rappresentare un difficile esame per la difficoltà nello sganciarlo…

Gabriella Lax