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Valentino ed il look per le feste

ValentinoLe abbiamo aspettate anche solo per sfoderare quelle pump rosse che aspettavano con pazienza. Arrivano le scintillanti feste natalizie, un’occasione per esibire, anche nel look quotidiano, la gioia che dovrebbe illuminare gli animi.

«Semplicità con gusto». E’ questo l’input assoluto per il mood delle prossime feste che ci regala Tonino Serranò, responsabile di Valentino, in corso Garibaldi a Reggio Calabria.
«Cominciamo dal colore per il look festivo che, nella boutique di Valentino non può che essere, immancabilmente, il rosso». E per chi non vuole abbandonarsi al rouge di Valentino? Niente paura, nella moda, come nella vita, c’è sempre una seconda chance.
«L’ottima alternativa sarà in bianco e nero, idea assolutamente chic, e che vale sia per il giorno che per la sera. Ovviamente variando gli accessori: una collana o un colletto di pelliccia. Per la sera, in particolare, si possono abbinare dei guanti alti».
Per le più giovani scelte in libertà. «Si può tranquillamente optare per il nero, quindi per un look basic, in tessuti come il velluto, la crêpe di seta. L’importante sarà rispettare i volumi che devono essere morbidi, mai aderenti, proprio per dare quella giusta essenza di romanticismo». E, l’idea del romanticismo, passa soprattutto dagli accessori. «Si possono scegliere, per esempio, per colletti ricamati o ancora fiocchi o cerchietti per i capelli».
Tornando allo stile per la donna più “agèe”.«Lasciamo i mini abiti alle più giovani e optiamo per un abito longuette, sempre molto femminile. La seconda scelta può essere la sempre attuale salopette». E per un Natale dal sapore più austero rispetto agli anni precedenti «Anche per la donna il tubino nero in velluto o in crêpes di seta è sempre molto chic e, soprattutto, si può riciclare per altre occasioni. Da indossare rigorosamente con calze velate. Anche in questo caso gli accessori determinanti possono essere guanti alti, orecchini importanti e, ai piedi, tronchetti che danno quel tocco rock. Da accompagnare ad una clutch o ad una pochette». E per scatenarsi l’ultimo giorno dell’anno invece «Bisogna sempre ricordare che l’originalità è semplicità che, unita ad un dettaglio (un accessorio o un gioiello), rende l’abito chic». Parola di stylist.

Gabriella Lax

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Voglio sposare la cultura!

Sorpresona in libreria! Entro e mi imbatto (spiazzata) in una lista nozze. Che dire se non che si tratta di uno stupefacente investimento sulla cultura? Non li conosco ma li adoro. Invece che ordinare frigorifero, lampade, stoviglie, crociere e compagnia danzante due giovani sposi hanno scelto di fare la lista dei regali in libreria. Serenamente sono andati in questa grande rivendita di una catena nazionale ed hanno scelto un centinaio di volumi dei generi più svariati. Con grande stupore, chi entra nel negozio, trova, proprio davanti alla cassa, un apposito scaffale “dedicato” e la scritta “Lista nozze” con il nome della coppia di sposi. Giusto il tempo di stropicciarsi gli occhi e la commessa sorridente spiega: «Si, anch’io la prima volta che mi è stato chiesto della lista nozze di libri ho pensato che avessero sbagliato negozio». In realtà si tratta si una scelta bene precisa ed oculata per lo meno a giudicare dai titoli delle opere che compaiono nella lista. Dando una rapida occhiata allo scaffale, ci si accorge dei titoli: un mix di vecchio e nuovo “Il giovane Holden” per esempio tra i classici con “I racconti del mistero” di Poe, “Il valzer degli addii” di Kundera e poi ancora “Il talismano della felicità di Ada Boni”, “A sangue freddo” di Truman Capote, “Ieri” di Agata Kristof. Scelte variegate, ma molto impegnative, anche se non mancano i testi divertenti e quelli di utilità domestica come la guida alla “1001 birre da provare nella vita”, “Il cucchiaio d’argento”. Fiori d’arancio e letteratura, un mix che mi ha conquistata completamente. In conclusione, tornando alla coppia di giovani “alternativi” (e qui ci vuole proprio) che nel momento generale di crisi, ha deciso di mettere da parte oggetti personali e per la casa (soliti, utili, ma a volte pallosi, regali), non posso che complimentarmi: certamente, nel loro caso, si può dire che hanno deciso di sposare la cultura.
Ps: Un’unica nota dolente. Tra i libri in lista nozze, sullo scaffale più altro, risplendevano nel loro grigiore le “Cinquanta sfumature…”, trilogia completa. Cari sposi, questa non ve la perdono.

Gabriella Lax