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Penelope Cruz in rosso per Campari

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Tredici scatti all’insegna di un 2013 contro la superstizione. Dopo aver superato indenne la fine del 2012 senza nessuno dei disastri previsti dai Maya, Penelope Cruz si mette in posa per sfatare ogni mito e catastrofe, infondendo certezze e sicurezza sull’anno che si è aperto. La bella ed esuberante attrice spagnola è la protagonista del calendario “Campari 2013”, firmato dal fotografo di moda Kristian Schuller.

In camera coi cappelli ben in vista appoggiati sul letto; in trench con l’ombrello aperto in salone; circondata da una marea di splendidi gatti neri; in posa davanti ad un grande specchio frantumato, con un prezioso corvo nero appoggiato al braccio e tra i ferri di cavallo sotto la scala così via… E’ il rosso intenso ed esaltante, il colore distintivo del celebre cocktail a fare da coprotagonista sul set, insieme alle mise della bella Penelope, infondendo positività. Trecidi scatti non scaramantici e tutti interpretati con un sorriso radioso. Marchesa, Vivianne Westwood, Michael Kors, Emilio Pucci per gli abiti, scarpe Casadei, Salvatore Ferragamo Alaia, e gioielli disegnati per l’occasione dalla maison Chopard. Il nuovo anno insomma apre secondo i migliori auspici, mettendo al bando ogni forma di superstizione.

«Come attrice sono chiamata ad interpretare l’inesplicabile, così come è successo sul set del calendario. Abbiamo dato vita ad un personaggio forte e positivo in grado di affrontare ogni superstizione incoraggiando le persone ad avere fiducia in sé stesse» spiega l’attrice.
E, per il fotografo di origine romena, conosciuto per le sue immagini surreali e d’avanguardia «Lavorare con la Cruz è stato meravigliosa ed ha incarnato perfettamente il tema del calendario». Solo 9999 copie per un calendario ad edizione limitatissima per pochi fortunati…

Gabriella Lax

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Largo alle borchie!

Pronti a fare impazzire i metal detector?!!Grandi o piccole. Poco importa. E’ l’invasione delle borchie. E le passerelle dei mesi scorsi, come adesso le vetrine dei marchi trandy ne fanno un uso smodato.

Una valanga di borchie, vanno oltre i semplici intenti décor, per venire incontro a sogni e desideri di fashion addict. Borse, cinture, calzature e oggetti di pelletteria e, sistematicamente, pantaloni, camicie e giubbotti, queste le vittime dei punti luce. E le borchie nascono come piccoli “pois” in metallo dorato per diventare anche coni dorati.

Il loro battesimo risale agli anni Settanta, dettato dallo stile al punk in embrione negli Stati Uniti, che di seguito troverà terreno fertile nel Regno Unito, soprattutto a Londra, il luogo in cui il linguaggio e la musica del genere verranno istituzionalizzati. E per le borchie la madrina d’eccezione nel campo delle stile, nella capitale mondiale delle tendenze, sarà proprio Vivianne Westwood che, insieme all’inseparabile Malcom McLaren, ne farà un mod intramontabile.

Se però, fino a quel momento, quello delle borchie nell’abbigliamento era stato un linguaggio legato a derivazioni musicali e proseliti di punk e metal, negli anni Ottanta ci pensa lo stilista Gianni Versace a “sdoganare” l’uso di questi piccoli accessori inserendoli nel taglio di abiti di uso anche quotidiano e mischiandoli all’uso di materiali inediti. Le passerelle hanno mostrato di recente le borchie illuminare ancora jeans, cappotti e persino i cerchietti. A questo si uniscano le linee d’intimo interamente borchiate.

E per completare il quadro nasce una tendenza ancor più singolare quella del “borchiato vintage” ossia vecchie scarpe, vecchie giacche, i vecchi blue jeans, vengono stravolti nella forma e nel colore con l’immancabile tocco borchiato.
Un accessorio borchiato sdrammatizza un abbigliamento troppo serio; un paio di jeans con le borchie e una giacca daranno grinta a tutto il look. Il consiglio è sempre quello di non esagerare.