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JLo regina ai Golden Globes

A sinistra l'abito del 2000, a destra quello del 2013

A sinistra l’abito del 2000, a destra quello indossato ai Golden Gobes

Ci sono persone che sembra abbiano fatto un patto col diavolo. Il tempo passa e, su alcuni personaggi, non porta alcun mutamento. Jennifer Lopez ne è un esempio. Il suo corpo scultoreo, col lato B sempre da record, continuano a primeggiare, anche sulle giovanissime, come se nulla fosse. Tutti ricordano, dopo tanti e tanti anni, quell’ingresso della diva, nel febbraio del 2000, alla serata dei Grammy Awards. Si era presentata al braccio di Puff Daddy, JLo, tredici anni fa, con un abito Versace tutto spacchi e trasparenze, tanto da lasciare ben poco all’immaginazione. Le sue foto avevano fatto, all’epoca, il giro del mondo, facendo salire alle stelle le sue quotazioni. La stessa scena si è ripetuta qualche sera fa. La Lopez, insieme a Miranda Kerr, Eva Longoria ed altre splendide quarantenni, all’evento dei Golden Globes hanno fatto impazzire i fotografi, per un red carpet che non era mai stato così hot.

Jennifer Lopez è fatta immortalare sempre bellissima, con un abito da capogiro, fatto ancora di scollature vertiginose, da un lato e dall’altro, insieme al “toy boy”, il fidanzatino Casper Smart, mostrando di essere davvero in forma smagliante. D’altro canto per un fidanzato giovane ci vuole una donna in forma e scattante e questo la volpina JLo, lo sa bene…

Gabriella Lax

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Cento alberi d’autore in beneficienza

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«Donare un albero diventa un simbolo di quanto sia importante sentirsi responsabili anche della vita degli altri». Parola di Franca Sozzani, madrina d’eccezione, insieme a Sofia Loren, della diciannovesima edizione della manifestazione “Il Natale dei 100 alberi d’autore”, svoltasi qualche giorno fa a Roma, nello spazio espositivo di via Borgognona 38B, gentilmente concesso dalla famiglia Fendi, organizzata da Edoardo Tasca e Simona Gabrielli, presentato dalla giornalista di “Moda” Cinzia Malvini, con Anna Laura Ribes e Tosca D’Aquino.

C’è l’albero preparato coi biscotti, quello decorato con la carta velina o con rosse e festose forme di scarpe, fino ad arrivare alle sedie animalier, agli orsetti, gli angeli d’argento ed i cappottini. Spazio alla fantasia per la mostra evento dell’Associazione presieduta da Sergio Valente, con l’obiettivo di contribuire fattivamente alla ricostruzione di beni artistici (restauro del Teatro Borgatti di Cento danneggiato dal sisma che ha colpito il territorio emiliano), a progetti di ricerca scientifica,sostenendo situazioni di indigenza (in particolare, spiega il patron, si è pensato alle popolazioni dell’Africa), grazie alla generosità e alla sensibilità dei grandi protagonisti della moda, del design, del cinema e dell’arte.

Hanno partecipato all’evento Missoni, Pierre Cardin, Fendi, Bulgari, Ferrari, Custo Barcelona, Luis Vuitton, Raffaella Curiel, Renè Caovilla,Tod’s, Hogan, Bagutta, Paladini, Emilio Pucci, Damiani, Max Mara, Fratelli Rossetti, Borsalino, Gucci, Tom Ford, Valentino, Gianfranco Ferrè, Versace, Alberta Ferretti, Mila Schon, Roberto Cavalli,Blumarine, Fausto Sarli, Etro, Paul Smith, Salvatore Ferragamo, Krizia, Agata Ruiz de la Prada, Ernesto Esposito, Alessandro Dell’Acqua, Antonio Marras, Ermanno Scervino, Costume National, Jimmy Choo, Calvin Klein, Elie Saab, Renato Balestra, Givenchy, Moschino.

Gabriella Lax

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La tuta protagonista in passerella

lady-gaga-in-gianni-versace-x-the-edge-of-glo-L-wf4JVSChi l’ha detto che si tratta di un capo sportivo? A guardare ciò che gli stilisti hanno immaginato per il prossimo inverno proprio non si direbbe. Mai come in questa stagione i coutumier hanno mostrato al mondo la versatilità della tuta, un capo troppo spesso relegato allo sport o al tempo libero.
E il video “End of glory”, di Lady Gaga ne è il perfetto esempio. Per l’occasione, qualche mese fa, Donatella Versace aveva aperto gli archivi della maison per mettere a disposizione dell’artista americana quanto di meglio fosse stato, a suo tempo, frutto del genio creativo di Gianni Versace. Il risultato porta, nel caso dell’eccentrica Germanotta, ad un tripudio di borchie, cristalli e pelle nera più hot che mai, come si addice ad una super eroina della pop music (vedi foto).
Dai video alle passerelle di tutto il mondo il passo è breve. Valentino immagina, come è nel suo credo, leggiadre eroine di uno stile elegantemente dedicato che lascia spazio ad una creazione nera, intensa e misteriosa, un tuta che, in passerella, diviene espressione tangibile di preziosa forza femminile.
Si affida al fascino della tuta anche il direttore di Biblos, Manuel Facchini, facendola risplendere di riflessi argentei e lunari. Così come brilla di luce propria perché tutta spruzzata d’oro anche la versione proposta da Alviero Martini per Prima Classe.
Max Mara stravolge un classico dei classici di tutti i tempi come il cappotto color cammello che si lascia contagiare e trasformare dal fascinoso taglio della tuta.
Per Frankie Morello la tuta torna ad essere un inno allo sport che sostituisce però alle snakers tacchi e zeppe che svettano.
E’ Yves Saint Laurent che predilige oniriche signorine che sembrano volare in tute dai colori intensi della notte, sofisticate nel taglio ma comode e facili da indossare. Sarà forse questo, la comodità, il segreto del loro intramontabile successo?

Gabriella Lax

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Eleganza, sinonimo di stile

Aleatorio, ma mai banale. Il concetto di eleganza è sinonimo di stile. Un aspetto universale che, naturale e sempre uguale a se’ stesso, ma che, nel tempo, riesce inesorabilmente ad evolversi. Eleganza viene dal latino “eligere” ossia “scegliere”, dunque elegante è “colui sceglie bene” o “colui che sa scegliere”.

Eleganza è qualcosa che si può coltivare. Sorta di attributo che si rende visibile solo attraverso una determinata scelta. Evidentemente la scelta deve poter essere riconosciuta nel tempo e nel luogo in cui si trova la persona. Per comprendere bene il concetto a cui ci riferiamo i parametri di eleganza saranno differenti se ci si prende in considerazione un uomo del Quattrocento, rispetto ad uno di una tribù della Papuasia, così via. Lo stesso riconoscere se una persona è elegante o meno dipenderà anche dal fatto se la scelta sia o meno appropriata alla circostanza.

L’uomo è una creatura che vive in un determinato tempo e in un determinato luogo, non si può sfuggire dalle circostanze. Ciò che conta è che una buona scelta esteriore del soggetto manifesti il suo ordine interiore, il suo amore alla vita, la positività che rappresenta per lui quella circostanza. L’eleganza si raggiunge con l’esperienza. Per questo è raro che un adolescente sia elegante. Nonostante la varietà delle scelte e delle opzioni, i più giovani tendono all’uniformità, all’omologazione per sentirsi parte della società. Essere eleganti implica un certo grado di raffinatezza e quella sicurezza di sé che consente di fare delle scelte.
Ma in un epoca fatta di fast food, di comunicazioni via e-mail e di abbigliamento casula, c’è ancora spazio per l’eleganza? Lungi dall’essere fashion victim la risposta non può che essere affermativa: eleganza è uno stile di vita che ci consente di mettere in risalto, ciascuno a modo suo, la bellezza che risiede dentro e nel mondo che ci circonda. Vivere con eleganza dunque significa aggiungere verve alla vita quotidiana, senza lasciare che le giornate si trascinino stancamente, assaporandone così ogni istante.

Gabriella Lax