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Hasta siempre “Komandante” Vasco

image002«Ciao a tutti, bentornati, ben trovati, tutto è bene ciò che finisce bene». Comincia così rivolto alle mantelline colorate che svolazzano tra la pioggia.

Aveva promesso che sarebbe tornato. Si era fatto persino filmare durante la corsa per la preparazione al tour. Ed eccolo finalmente li sul palco. A Torino nemmeno la pioggia fortissima è riuscita a fermarlo. Ritorno in pompa magna per Vasco Rossi. Dopo i problemi fisici che lo avevano costretto ad interrompere i live due anni fa grande era l’attesa per il ritorno sul palco di Vasco. All’Olimpico di Torino, sotto la pioggia battente,, il rocker di Zocca ha incantato per due ore gli oltre quarantamila fan in delirio, senza mai mostrare il minimo segno di cedimento fisico e vocale.

Rispetto al tour del 2011 (bruscamente arrestato a causa del batterio killer che colpì il cantautore) molte cose sono cambiate ma non il palco, che punta sempre verso l’alto grazie all’incrocio di triangoli con al centro la scritta “Vasco”, il logo che lo accompagna la star ormai da tanti anni, e poi ancora due maxischermi alta definizione, ai lati del palco, di quasi 80 metri. Accanto alla rock star italiana, sul palco la band (senza dubbio una delle migliori band in circolazione) con Maurizio Solieri alla chitarra, Stef Burns chitarra ritmica, il “Gallo” al basso, Matt Laug alla batteria, Alberto Rocchetti alle tastiere, Frank Nemola alla tromba, Andrea Innesto al sax e Clara Moroni ai cori.

Un crescendo musicale che prende il via con “Siamo vivi, domani non si sa” de L’uomo più semplice, e proseguita fino ai suoi grandi successi come C’è chi dice no, Vita spericolata, Sally e Albachiara. Una prima parte davvero da brividi con Vasco annuncia «Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a ballare» e canta “Gli spari sopra” e “Stupendo” e che si fa trascinatore nella seconda con “I soliti”, “Siamo solo noi” che accompagna con il dito medio alzato trascinando nello stesso gesto tutto lo stadio. The end straordinaria da applausi “spella mani” e standing ovation, “Sally”, “Un senso”, “Vita spericolata”. Il bis, sempre lo stesso, è con “Albachiara”. Il messaggio di Vasco è giunto a destinazione «Non cedere, mai. Domani è un altro giorno: e arriverà». Una cosa è certa: l’energia, dopo il black out di due anni, è la stesa. Il Komandante, unico, irresistibile, irrefrenabile, con le sue scorrettezze e la sua poesia, è tornato.

Il concerto del 9 giugno è stato il primo di sette live da sold out distribuiti tra il capoluogo piemontese e Bologna (22,23 e 26 giugno), con cui concluderà il tour del 2011 “interrotto per cause di forza maggiore”.

Gabriella Lax
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