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Al Museo Ferragamo apre il bookshop

Stefano Frasconi all'opera

Stefano Frasconi all’opera

Resteranno immortali le décolleté confezionate per Marilyn Monroe in “A qualcuno piace caldo”e, fino al 28 gennaio ci sarà tempo per visitare l’esclusiva mostra dedicata alla grande attrice americana. Il Museo di Salvatore Ferragamo a Firenze inaugura il bookshop e lo fa con una bella cerimonia dal titolo “Artiginalità in musica”, durante la quale, nell’androne di Palazzo Spini-Feroni, hanno coinciso le abilità musicali del pianista Danilo Rea per un concerto di musiche anni Trenta e Quaranta e l’arte artigianale sulla quale, tuttora, si fonda la grandezza del Made in Italy. I visitatori hanno ammirato dal vivo nella boutique fiorentina, il maestro calzolaio Stefano Frasconi intento a confezionare l’iconico “Sandalo Invisibile” quello con la zeppa ad “F” per intenderci, che valse nel 1947 a Salvatore Ferragamo il premio “Neiman Marcus”.

E’ proprio la “Ferragamo’s creations” che rappresenta il meglio del brand disegnato dal pittore futurista Lucio Vrenna nel 1930. Si tratta, in molti casi, di un accessorio esclusivo, un oggetto da collezionisti perché i prodotti del marchio sono riedizioni in serie limitata e numerata di alcune storiche calzature esposte al museo e borse che hanno fatto la storia della moda italiana. Modelli costosi, frutto del lavoro manuale, con costruzioni, pellami e forme originali.

Oltre alla zeppa “f”, ed alle scarpe tanto care alla Monroe, ci sono le ballerine in camoscio con punta arrotondata di Audrey Hepburn ed il sandalo “Kimo”, ispirato alla cultura giapponese. All’interno del nuovo bookshop dedicato al museo Ferragamo ci sarà una lounge, dove sarà possibile consultare e acquistare libri e cataloghi sulle mostre ospitate nella struttura nel corso degli anni oltre ad una selezione di monografie di celebri fotografi e icone dell’eleganza e dello stile.

Gabriella Lax

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Stiletto, “arma” di seduzione

Il suo nome ricorda una delle armi bianche più infide e pericolose: lo stiletto. Quel che è certo è che la calzatura dal tacco ultrasottile deve il suo nome al pugnale, tanto in voga nel Rinascimento, costituito da una lunga lama affilata, proprio come il tacco della scarpa che ha conquistato le più incallite shoe addict.

Lo stiletto alza notevolmente il tasso di sensualità di una donna e rappresenta uno dei pezzi fetish che il gentil sesso preferisce poiché ne esalta la figura, mettendo in primo piano le gambe.

Si parla di “stiletto aerobic”, ginnastica sui tacchi a spillo, nata in America, che ha l’obiettivo di tonificare i muscoli ed accrescere il sex appeal femminile.

La storia vuole che l’inventore dello stiletto sia stato lo stilista francese Roger Vivier nel 1954, riportando nel mondo delle calzature l’essenza della femminilità e della seduzione, proprio come Christian Dior con il “New Look” del secondo dopoguerra. Il segreto delle creazione di Roger Vivier è un’anima di metallo racchiusa tra strati di seta e stoffa, di un’altezza che può variare da un paio centimetri fino ai 20 per un diametro generalmente inferiore a un centimetro, abbastanza per far deflagrare l’immaginazione di ogni feticista che si rispetti.

Scomparso nel 1998, Roger Vivier ha lasciato un erede di tutto rispetto. Infatti, sebbene negli anni ’70 Manolo Blahnik abbia rinverdito i fasti dello stiletto (è stato soprannominato il “re dello stiletto”), il vero discendente del padre dello stiletto è il francese Christian Louboutin, appassionato di scarpe orientato principalmente verso il mondo delle calzature femminili. Allievo di Vivier fin da giovane, il designer parigino ha aperto la propria boutique nella Ville Lumière nel 1992 dove proprio nello stesso anno nacque Il suo marchio di fabbrica: l’inconfondibile e amatissima suola rossa rende le sue scarpe tra le più amate ed indossate sui red carpet. I tacchi che preferisce sono spesso arricchiti da preziosi cristalli.

Gabriella Lax