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Reggio, il teatro greco e gli scavi di piazza Garibaldi

akrai.JPGDi Gabriella Lax

“Come i greci hanno cambiato il mondo”. Questo è il titolo di un meraviglioso documentario trasmesso da History, uno dei miei canali prediletti. Il programma elogiava lo spirito col quale, dalla piccola Atene venne partorito lo spirito della “democrazia”, il governo del popolo (ormai parola quasi astratta), contrapposto alle tirannidi, intese come monarchie delle tante popolazioni che avevano vissuto precedentemente (non ultimi gli egiziani). Tra le novità tanto care ai greci c’era il teatro, non solo nel senso immateriale del termine, bensì proprio come la struttura che veniva creata in ogni città, persino nelle più piccole. E mi torna in mente Palazzolo Acreide, un paesino di poche anime in provincia di Siracusa, in cui ho trascorso in parte la mia infanzia. Poco fuori dal paese ecco il teatro greco di Akrai (l’antico nome di Palazzolo), riemerso dalla terra grazie al lavoro di Gabriele Iudica nella fortunata campagna di scavi del 1824. Vedendo quelle immagini e tirando fuori i ricordi, la domanda che mi è venuta naturale è stata: ma Reggio così ricca di delizie archeologiche, piene di gustose sorprese (le ultime quelle emerse dagli scavi di piazza Garibaldi) come poteva non avere un teatro greco? Ed alle mie domande prudente è arrivata la risposta di Franco Arillotta, prezioso storico, in procinto di partorire una nuova pubblicazione. “Certo – mi spiega – a Reggio doveva esserci un teatro greco, ma non ne è venuta fuori nessuna traccia, molto probabilmente perché non abbiamo scavato nel punto giusto e alla profondità giusta”. E chiarisce “piazza Garibaldi ci sta insegnando che la nostra idea sull’organizzazione urbanistica della polis è distorta e stantìa. forse dovremmo riscrivere e ridisegnare tutto”. E proprio nel suo prossimo libro, anche rispetto a queste idee, ci saranno nuove e rivoluzionarie risposte, che forse non piaceranno a tutti. Sicuramente non piaceranno a chi è abituato a seguire filoni di ragionamento. Dal nostro punto di vista il filone è un’ottima forma di pane da imbottire adeguatamente. “Le frontiere nuove le tracciano quelli che non amano le incrostazioni e le assuefazioni”…

(la foto del teatro greco di Akrai è presa dal sito www.comune.palazzoloacreide.gov.it )