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Nick D’Aloisio, miliardario con un’app

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Basta un’app per diventare milionari. Anche se si non si è neanche maggiorenni. L’inventiva, lo insegnano i grandi geni del passato, non ha età. E’ il caso di Nick D’Aloisio giovane talentuoso, ma anche un giovane molto fortunato. A 12 anni ha cominciato a programmare online e adesso, ad appena 17 anni, sta per diventare milionario. E tutto questo grazie alla sua invenzione, un’app chiamata Summly che serve ad abbreviare i testi per smartphone. Niente di ufficiale ma, i rumors, parlano di più di 30 milioni di euro per la a cifra pagata da Yahoo!. Il tutto sarà conservato in un fondo di investimento finché il giovane, figlio di un dipendente della “Morgan Stanley” e di una mamma avvocato, non sarà maggiorenne.

Leggenda narra che ancor prima della nuova app, l’intraprendente programmatore aveva lanciato “Trimit”, un’applicazione pensata per gli stessi scopi: ossia condensare testi, solo con un’interfaccia più rudimentale che, paradossalmente giudicata malissimo. Nonostante i giudizi negativi, ironia della sorte, tanti investitori hanno comunque creduto nel suo progetto e tra questi il milionario Li Ka-Shing, Aston Kutcher, Yoko Ono, Mark Pincus di Zynga e Brian Chesky di Airbnb. Così Nick ha potuto rivedere “Trimit”, creando “Summly” e facendosi notare da Yahoo!.

In pratica, Summly è un algoritmo per abbreviare articoli e renderli fruibili per i telefonini. Tutto questo consentirà all’adolescente di lavorare con Yahoo part –time fino a quando dovrà frequentare le lezioni all’università. Resta coi piedi ben piantati per terra il giovane che ha dichiarato ad un quotidiano inglese: «Amo le scarpe da ginnastica e credo proprio che mi comprerò un nuovo paio di Nike e forse anche un nuovo computer. Ma al momento punto a risparmiare e a tenere i soldi in banca. Non amo spendere soldi e vivo bene così».

Gabriella Lax

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