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Tanta Calabria nel matrimonio di Giuseppe Zeno e Margareth Madè

zenoUn matrimonio da favola quello celebrato nella splendida Siracusa tra Giuseppe Zeno e Margareth Madè. Bellezza, classe, eleganza hanno contraddistinto la cerimonia e i festeggiamenti che gli sposi dell’anno hanno preparato in gran segreto per loro e per i loro 100 invitati. In mezzo a tanta Sicilia (terra della sposa) e tanta Napoli (terra dello sposo) anche tanta Calabria era presente all’evento e ciò sia per gli amici dello sposo arrivati dalla provincia di Vibo Valentia sia, soprattutto, per la presenza del Soprano Nunzia Durante (nella foto con gli sposi) che ha animato con il suo canto la messa solenne celebrata nel quartiere Giudecca dell’isola di Ortigia e che è stata coinvolta anche nello spettacolo con cui sono stati deliziati – tra un piatto e l’altro dell’abbondantissimo menù – i fortunati invitati.Di grande impatto emotivo e da brividi l’esecuzione della celebre “Ave Maria” di Schubert da parte della cantante lirica calabrese durante la consacrazione. Giuseppe e Margareth hanno, così, dimostrato che è possibile coniugare la spiritualità e la bellezza con la mondanità di un evento che ha richiamato l’attenzione delle più importanti riviste italiane del settore, prima fra tutte l’esclusivista “Vanity Fair”.

Reggio, il teatro greco e gli scavi di piazza Garibaldi

akrai.JPGDi Gabriella Lax

“Come i greci hanno cambiato il mondo”. Questo è il titolo di un meraviglioso documentario trasmesso da History, uno dei miei canali prediletti. Il programma elogiava lo spirito col quale, dalla piccola Atene venne partorito lo spirito della “democrazia”, il governo del popolo (ormai parola quasi astratta), contrapposto alle tirannidi, intese come monarchie delle tante popolazioni che avevano vissuto precedentemente (non ultimi gli egiziani). Tra le novità tanto care ai greci c’era il teatro, non solo nel senso immateriale del termine, bensì proprio come la struttura che veniva creata in ogni città, persino nelle più piccole. E mi torna in mente Palazzolo Acreide, un paesino di poche anime in provincia di Siracusa, in cui ho trascorso in parte la mia infanzia. Poco fuori dal paese ecco il teatro greco di Akrai (l’antico nome di Palazzolo), riemerso dalla terra grazie al lavoro di Gabriele Iudica nella fortunata campagna di scavi del 1824. Vedendo quelle immagini e tirando fuori i ricordi, la domanda che mi è venuta naturale è stata: ma Reggio così ricca di delizie archeologiche, piene di gustose sorprese (le ultime quelle emerse dagli scavi di piazza Garibaldi) come poteva non avere un teatro greco? Ed alle mie domande prudente è arrivata la risposta di Franco Arillotta, prezioso storico, in procinto di partorire una nuova pubblicazione. “Certo – mi spiega – a Reggio doveva esserci un teatro greco, ma non ne è venuta fuori nessuna traccia, molto probabilmente perché non abbiamo scavato nel punto giusto e alla profondità giusta”. E chiarisce “piazza Garibaldi ci sta insegnando che la nostra idea sull’organizzazione urbanistica della polis è distorta e stantìa. forse dovremmo riscrivere e ridisegnare tutto”. E proprio nel suo prossimo libro, anche rispetto a queste idee, ci saranno nuove e rivoluzionarie risposte, che forse non piaceranno a tutti. Sicuramente non piaceranno a chi è abituato a seguire filoni di ragionamento. Dal nostro punto di vista il filone è un’ottima forma di pane da imbottire adeguatamente. “Le frontiere nuove le tracciano quelli che non amano le incrostazioni e le assuefazioni”…

(la foto del teatro greco di Akrai è presa dal sito www.comune.palazzoloacreide.gov.it )

Le Tragedie al teatro greco di Siracusa

Teatro-di-SiracusaC’è un posto in cui la cultura resta un elemento di primissimo piano, fonte di ricchezza e di prestigio per il territorio. Un luogo in cui si riesce a pieno a sfruttare lo scenario naturale per trasformarlo in scenografia dei luoghi che hanno dato origine al mito: il teatro greco di Siracusa. La solidità dell’organizzazione ha fatto si che si registrato, in due lustri, un crescendo di presenze quintuplicato. Festeggia il 49° anno il “Ciclo di Rappresentazioni classiche al Teatro Greco di Siracusa”, il più importante evento al mondo dedicato al dramma antico.

Inizia l’11 maggio, per concludersi il 23 giugno, la stagione in cui andranno in scena le tragedie “Edipo re” e “Antigone di Sofocle” e la commedia “Le donne al Parlamento” di Aristofane. I cast d’eccezione annoverano, tra gli altri, stelle della recitazione italiana quali Isa Danieli, Ilenia Maccarrone, Daniele Pecci e Anna Bonaiuto, e, tra i compositori, il maestro Stefano Bollani.
Tanti grandi protagonisti della scena teatrale italiana come Mauro Avogadro (Servo e Sacerdote in Edipo re), Anna Bonaiuto (Prassagora in Le donne al parlamento), Isa Danieli (Tiresia in Antigone), Maurizio Donadoni (Creonte), Ilenia Maccarrone (Antigone), Laura Marinoni (Giocasta), Ugo Pagliai (Tiresia in Edipo re), Daniele Pecci (Edipo), Graziano Piazza (Secondo Nunzio in Edipo re). Mentre tra i compositori troviamo il celebre Stefano Bollani per Antigone di Sofocle, Marco Podda che firma le musiche di Edipo re e Luca Mauceri quelle della commedia di Aristofane.

E’ cresciuto nel tempo il prestigio che ha portato Siracusa a essere uno tra i maggiori centri di cultura del mondo classico e meta tra le più ambite per i cultori di teatro all’aperto. Un successo testimoniato dai dati che mostrano un aumento degli spettatori del 500% negli ultimi 10 anni, con una media annua di 150.000 presenze durante le circa 35 recite della rassegna, una struttura organizzativa che coinvolge oltre 400 persone tra attori, tecnici e maestranze, che creano un rilevante indotto economico per la città siciliana.

La produzione degli spettacoli è realizzata interamente e direttamente dall’Istituto Nazionale del Dramma Antico (Fondazione Inda Onlus), che ne cura ogni singolo particolare, anche le scene e i costumi dei drammi in cartellone sono realizzati presso i laboratori di sartoria e scenografia della Onlus. Ma non solo, alla produzione degli spettacoli, l’Inda affianca un’intensa attività scientifica e si occupa costantemente di formazione, dai master universitari alla collaborazione con le sedi universitarie italiane e straniere.

Costante anche la produzione scientifica con la rivista Dioniso e I Quaderni di Dioniso. Altissima poi è l’attenzione dell’Inda per le future generazioni. In concomitanza della Rassegna siracusana, va in scena anche il Festival internazionale del Teatro Classico dei Giovani, nel 2013 alla sua XIX edizione, che impegna centinaia di scuole nella rappresentazione dei classici e nella loro rielaborazione, nella preziosa cornice del teatro antico di Palazzolo Acreide.

Ps: Anche in questo caso, come per Pantelleria, è l’altra metà del mio cuore, il nido di ricordi che mi aiuta e mi sostiene nella scrittura.

Gabriella Lax
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