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In biblioteca il pane della cultura

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Mentre il pane nutre il corpo, i libri sostengono la mente. Per questo, ceste di pane collocate in biblioteca assumono un grande significato simbolico. Ed è questa l’idea di due maestri riconosciuti a livello internazionale, Jannis Kounellis e Bizhan Bassiri, che hanno creato appositamente due opere nell’antico Salone Vanvitelliano della Biblioteca Angelica che, per la prima volta, si apre all’arte contemporanea. Nella parte sinistra dei grandi tavoli (la destra rimane a disposizione dei lettori) sono stati posizionati venticinque sacchi di juta con dentro un profumato pane appena sfornato.

Il contributo di Bassiri è invece un grande sole rosso (formato da due cerchi sovrapposti e carichi di una materia) e immobile che sormonta la scena: il sole fonte di luce, calore, motore primigenio di sviluppo e di crescita. L’astro resta sospeso nel vuoto tra gli scaffali disegnati a metà del Settecento da Vanvitelli riportando al cuore pulsante dell’universo.

Una sorta di percorso di arte povera con la peculiarità che il maestro greco Kounellis non pretende che le sue creazioni siano immobili a fare il loro tempo anzi, spontaneamente afferma «Sarei contento se si portassero da casa un coltellino e un pò di burro per far merenda nelle pause dello studio». Il pane (al naturale, non trattato), come se fosse una scultura, sosterà sui tavoli della biblioteca. Ed alla fine dell’esposizione, non verrà buttato, ma sarà dato in pasto agli animali.

«Quando il pane sarà finito, o ammuffito, o sarà diventato troppo duro da masticare lo porterò nel pollaio della mia casa in Umbria e lo darò alle galline». Parola di Kounellis.
I due artisti giurano di non aver concordato i loro interventi nella biblioteca. Invitati dalla direttrice Fiammetta Terlizzi e coordinati da Isabella de Stefano, Bassiri e Kounellis hanno avuto carta bianca per il loro progetto, che rientra negli eventi organizzati dal periodico quadrimestrale Mozart fondato dal critico Bruno Corà.

Gabriella Lax

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