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Immigrati, a Reggio collocata una delle sei nuove strutture mobili per l’accoglienza

immigrati arrivoReggio Calabria si stringerà domani per l’ultimo saluto agli immigrati morti in mare lo scorso fine settimana. Alle 10:30 presso il Cimitero di Armo – Gallina si svolgerà la cerimonia di commemorazione delle 45 vittime di naufragio recuperate in mare dalla nave militare “Vega”. Nel frattempo il Viminale cerca le misure da proporre all’Unione Europea per contenere gli arrivi sempre più numerosi. E lo fa con una lettera che, in queste ore, sta per essere inviata alla Commissione Europea. Gli sbarchi delle ultime settimane hanno messo in crisi il sistema che, per ora, si fonda su quattro hotspot: Lampedusa, Trapani, Pozzallo e Taranto in cui mettere in pratica le procedure di identificazione e fotosegnalamento di chi sbarca. A causa del previsto incremento estivo dei flussi migratori l’Italia conta di attivare due nuove strutture fisse a Mineo e Messina, più sei mobili, una delle quali proprio nella città dello Stretto. Oltre alle esigenze legate ai rimpatri, il nostro Paese pone l’accento sulla “relocation”. Al  momento solo poco più di 600 sono i profughi trasferiti dall’Italia agli altri Paesi europei da ottobre 2015, ma il piano Juncker prevedeva lo spostamento di 20mila persone dall’Italia in due anni. (foto Marco Costantino)

Madonna a Roma il 4 ottobre?

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L’avete segnato sul calendario? Dopo chiacchiere e pseudo inaugurazioni adesso si fa sul serio. Si mette in moto il meccanismo e fra qualche giorno si inizierà il lavoro nella location capitolina “Hard Candy Fitness” che aprirà a fine agosto. Madonna invece, la regale proprietaria, della catena di palestre in tutto il mondo, potrebbe arrivare il 4 ottobre prossimo. A Roma, per il party di pre-apertura arriva Craig Smith direttore artistico e coreografo di celebrità come Shakira e Rihanna.

«Madonna è instancabile, è un onore lavorare con lei. E’ una perfezionista e ha un energia incredibile, stare al suo fianco è stata l’esperienza più bella della mia vita» spiega il ballerino. Insieme a lui volti noti della scena nazionale ed internazionale come Demetra Hampton, Emanuela Rossi, la corista di Madonna, e molti altri. La palestra di Lady Ciccone aprirà al pubblico a fine agosto in via Capo d’ Africa, in attesa dell’inaugurazione ufficiale il 4 ottobre. Il ballerino non si sbilancia, ma lascia intendere che Madonna sta lavorando a qualcosa di nuovo.

«Tenete gli occhi ben aperti» spiega Craig Smith facendo intuire che dopo, aver presenziato alle aperture delle altre quattro sedi mondiali delle palestre, la regina del pop a ottobre potrebbe venire a Roma, città che tra l’altro adora e che ha visitato più volte. Certo è che al momento c’è da registrare un boom di iscrizioni, soprattutto da parte dei vip. L’agenzia Tmnews rivela che tra questi ci saranno Valeria Golino, mentre altre fonti parlano di Ilary Blasi e Sabrina Ferilli. A tenere le lezioni, oltre a Craig Smith (che nel frattempo ha tenuto corsi intensivi per formare i trainer romani sulle rivoluzionarie tecniche d allenamento Addicted to Sweat by Madonna) ci sarà anche Maura Paparo, l’insegnante di Amici, che ha selezionato altri ballerini dei talent e non solo, per insegnare balli cool, modern street e nuove tecniche.

Gabriella Lax
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Il cinema che visse di pop art

popTrenta sono le macro stampe che accompagnano il visitatore in un percorso fotografico, destinato ad illustrare i gusti dell’epoca, tra moda, arredi, arte e design, elaborati sapientemente dalle mani di registi e scenografi che, sotto l’influenza della pop art, hanno fatto la storia del nostro cinema da Federico Fellini, Antonio Pietrangeli, Michelangelo Antonioni, interpreti come Marcello Mastroianni e Liz Tylor e Monica Vitti.

Un viaggio a ritroso nel tempo, negli anni Sessanta e Settanta, alla scoperta della cultura pop e del suo impatto nel cinema italiano. Fino al 30 giugno, a Roma, è possibile visitare, alla Biblioteca Angelica (in Via S. Agostino), la mostra “Pop film Art”. E’ possibile ritrovare all’interno della rinomata Biblioteca Angelica, immagini e foto relative a Film d’epoca e volti che hanno fatto la storia del cinema italiano di quegli anni. Idea originale e innovativa, che permette ai visitatori di ammirare l’estrosità delle immagine Pop Art di un’epoca estremamente innovativa in campo artistico-culturale, e al contempo di conoscere le bellezze architettonica (con il loro stile in netto contrasto) della biblioteca romana.
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L’evento è stato curato da Simone Casavecchia, che trae spunto dal libro “Pop Film Art” di Dario Edoardo Viganò e Stefano Della Casa, presentato nel settembre scorso alla Mostra del Cinema di Venezia. Lo stesso Casavecchia sottolinea «Questa mostra nasce innanzitutto per raccontare il cinema anni Sessanta e Settanta che è stato estremamente prolifico e straordinario per la sperimentazione e per l’arte figurativa che, in quel periodo, si muoveva tra grande cinema d’autore ed arte povera».Tra le immagini da ammirare si va da “B” movie di Mario Bava e tanti altri che sperimentavano, fino a Fellini, Elio Petri che, all’interno dei loro capolavori introducevano, con naturalezza la lampa “Artemide”, la poltrona Frau, ossia elementi di design italiano che oggi chiamiamo pop ma che gli artisti dell’epoca non riconoscono come tale.

Gabriella Lax
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Zero per un mese al Palalottomatica

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“Bella è la vita che se ne va”. Sulla sabbia fine ed appiccicosa del lido di Noto ascoltavo le parole di questa canzone. Per me la vita era appena iniziata. Del testo non capivo nulla ma, certamente, ricordo che il brano mi attaccava addosso una gran malinconia.

Sono passati tanti anni, tanti sorcini sono cresciuti (si son trasformati in Zeromani?) ma Renato Zero è ancora li, sulla cresta dell’onda (per rimanere in tema marittimo).
Da qualche giorno, il Palalottomatica di Roma si è trasformato nel “PalaZero”. Quindici concerti che diventeranno probabilmente venti (le richieste ci sono già) per lo showman, cantautore che batterà un record: per un mese nella struttura sportiva andrà avanti con le date del suo “Amo” Tour. E sinora non era mai accaduto nella storia della musica italiana che un cantante rimanesse in concerto nello stesso palazzetto per un mese intero. Da sabato scorso, con la prima delle 15 date romane in cartellone, a settembre poi sarà anche a Milano. Record con cui Zero ha riscritto il libro del music business per gli oltre 90.000 biglietti venduti.

Un artista che ha superato indenne il tempo e le mode. Trasformista, capace di adattarsi pur rimanendo unico, portatore di istanze di malinconia e, soprattutto, d’amore, inteso come forza che abbraccia l’universo («Quando si ama si fa un favore a noi stessi» dice riproponendo un moderno “Love no war”). Una maratona, una sorta “super autocelebrazione”, un modo per far sapere “Io ci sono”, a più non posso. Uno spettacolo quello andato in scena che non si accontenta della sfilata di suoni, luci e costumi (marchio di fabbrica di Zero, collezione infinita di giacche e palandrane piumate e non, realizzati dalla maison Cavalli e da “The One” di Gabriele Mayer) ma contempla un’abbuffata di canzoni senza limitazioni in tre ore e un quarto di musica. Anche troppo forse.

Zero va in scena con 8 musicisti, un’orchestra di 34 elementi (in total look white) diretti dal maestro Renato Serio e 12 ballerini (che accompagnano i brani più ritmati) con le coreografie di Bill Goodson. Una scaletta infinita con trenta canzoni, di cui quattrordici dall’album “Amo”, per tre ore e venti minuti di spettacolo, forse troppi anche per Renato Zero. Ed a fine evento, dopo mezzanotte, sul maxi schermo appare la frase «È tutto scritto nel cielo». Non sono pochi i fan che esclamano: «bello, ma poteva durare un’oretta in meno» e che si erano accesi poco prima con “Mi vendo” e “Il triangolo” ed avevano sospirato di delusione per le poche note, quasi sussurrate, de “I migliori anni”.

Gabriella Lax
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L’arte in scena sul grande schermo

image001Impara l’arte…guardandola sul grande schermo. Ovvero, come racconta il produttore Phil Grabsky, la visione del film è consigliata «a tutti coloro che non possono raggiungere la Royal». Se finora avete immaginato opere da ammirare solo nei musei e nelle gallerie d’arte, potete ricredervi. Ed il primo grande esempio viene proprio in questi giorni. E’ cominciata lo scorso 11 aprile anche in Italia la stagione delle grandi esposizioni d’arte sul grande schermo, con “Ritratti di Vita” di Manet, dalla Royal Academy di Londra in contemporanea in trenta paesi nel mondo al cinema, retrospettiva dedicata al pittore impressionista. Una mostra al cinema che prende il via dopo il primo grande successo “Leonardo Live”, che ha portato la mostra sold out della National Gallery di Londra. Con “Exhibition: la grande arte al cinema”, cento sale italiane da Milano a Roma potranno esibire le esposizioni. Tornando a Manet, si tratta la mostra è la prima retrospettiva che ne racconta l’intera carriera, dal 1832, al 1883, dipinti provenienti da Europa, Asia e Usa per novanta minuti sul grande schermo ed un pubblico internazionale, con gli spettatori di Inghilterra, Argentina, Australia, Canada, Cile, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Guatemala, Ungheria, India, Malta, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Russia, Svezia, Svizzera.

Una grande platea silenziosa molto maggiore rispetto al passato grazie alla tecnologia del cinema digitale che, in questo caso, non si limita a proporre su grande schermo soltanto i dipinti esposti ma svela cosa si nasconde creativamente e tecnicamente dietro una mostra e un quadro.
“Exhibition”si occuperà di “Munch 150”, dal Museo Nazionale e dal Museo Munch di Oslo, al cinema giovedì 27 giugno alle ore 20 e “Vermeer e la musica: l’arte dell’amore e del piacere” dalla National Gallery di Londra dal 10 ottobre.

Gabriella Lax

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Dimmi che Pasquetta fai…

abateCarmine Abate (scrittore). Nonostante la vittoria la premio Campiello è inarrestabile. Quando lo sentiamo non vorremo turbare la sua verve scriptorea…«Sono molto impegnato a scrivere e son molto contento per il momento che sto attraversando, naturalmente. Purtroppo per il momento Non tornerò in Calabria, a Pasquetta resterò in Trentino». Ma il perché è presto svelato. Lo scrittore sarà nella sua terra d’origine i primi giorni di aprile, per la presentazione de “La collina del vento”, ospite nella scuole di Reggio e della provincia. «Mi piace la Pasquetta tradizionale in famiglia. Ci sarà solo da decidere se andare in montagna o sul Lago di Garda, certo confesso che io sono più attirato dall’acqua, ma la scelta dipenderà dal tempo. Voglio fare una bella mangiata e giocare a pallone con i miei figli».

imagesGiuseppe Giofre (ballerino). Da qualche mese ha lasciato la sua Calabria definitivamente per andare a stabilirsi a Roma. Super impegnato per la promozione del disco nel quale si cimenta sia nel canto (è prodotto dalal Maionchi), sia nel ballo, come ha fatto anni fa il suo idolo, la bellissima Britney Spears. Dunque, sempre via per tutto l’anno e quale migliore occasione, che le vacanze di Pasqua, per il vincitore di Amici 2012 per tornare nella sua terra?«Passerò Pasqua e Pasquetta con la mia famiglia. Non vedo l’ora di rientrare in effetti perché da quando è uscito il suo single “Break” è spesso in viaggio per il Paese. Mangerò il mio uovo di cioccolata, rigorosamente al latte, e starò con i miei parenti e con i miei amici, finalmente. Insomma approfitto di questi pochi giorni per ricaricare le batterie».
micaela____foti.jpg___th_220_220Micaela Foti (cantante) . All’insegna del riposo, per il momento lontana dalla capitale, le vacanze pasquali della giovane cantante reggina, già da qualche giorno nella città dello Stretto. «Sto studiando (è iscitta in gurisprudenza, poverina, come ti capisco…) ma non diciamo la materia per scaramanzia. Rispetto allo scorso anno, al grande fermento per l’uscito del fortunato single “Splendida stupida”, ora è un momento di pausa: sto lavorando ad un nuovo progetto e, soprattutto, agli spettacoli live. Non so ancora di preciso il mio programma per il lunedì dell’Angelo ma so che certamente trascorrerò quella giornata coi miei amici, quelli che, stando a Roma, non vedo per il resto dell’anno».

gennaro-calabrese-200x300Gennaro Calabrese (imitatore). Prosegue con successo sulle reti di Sky nelle parodie de “Gli sgommati”, in cui interpreta svariati politici dando voce ai personaggi di gomma per il terzo  anno consecutivo. Nel frattempo, a Roma, fino al 28 aprile, ci saranno cinque repliche e andranno in scena i suoi personaggi speciali de “L’imitatore non è l’imitato”, divertentissimo show di cui cura la regia.. Torna a casa per le feste l’imitatore di origine reggina sempre contento di riabbracciare la famiglia e gli amici. Per la Pasquetta «Ancora non ho deciso. Son già contento di tornare a casa, prendere una pausa, rifiatare. Non so cosa combinerò a Pasquetta, ma, di solito, io sono il “fuochista” della comitiva per le grandi mangiate. Mi piace cucinare, mi piace arrostire la carne e finirà così anche stavolta, sicuramente».

Gabriella Lax

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Se l’arte del tatuaggio è al femminile

tatuatrice-opera-223331_tnFarlo era diventata un’ossessione. Il vero dilemma era individuare ciò che per me aveva un significato. Il tatuaggio è come un sacramento: una volta che lo fai non lo puoi eliminare. Se non quelle fisiche resteranno dentro di te le cicatrici di una scelta. Il posto era chiaro: in fondo alla schiena. Lo volevo presente ma invisibile. Non doveva diventare come una di quelle persone che si parano davanti anche quando non le vuoi vedere. Laggiù, avrei saputo che c’era, senza averlo davanti agli occhi. Sembra una farfalla ma in realtà è un simbolo degli elfi, da me modificato. Mai dimenticherò la simpatia (…) del tatuatore che, a fine lavoro, disse che la sua “A”, come Antonio, in mezzo al disegno, si sposava alla perfezione. Scherzo cretino. Era dicembre. Nessuno sapeva di questa mia scelta. Immaginate cosa accadde quando, circa tre mesi più tardi, mentre ero piegata a parlare al telefono fisso, mi si sollevò la maglia e, mia madre, passando, lo scoprì . Era venerdì santo.

Stanno benissimo i tatuaggi (non son per gli eccessi) fatti alle donne e…dalle donne!  E per questo nasce la prima convention di tatuaggi dedicata esclusivamente alle donne, qualche giorno fa all’Ergife Palace Hotel di Roma, col titolo “The other side of ink”. Un fine settimana caratterizzato da rumori di macchinette e stand coloratissimi di stencil ed inchiostri. Dunque non solo cinquanta artiste del disegno su pelle che hanno lavorato per adornare i corpi dei visitatori ma, sul palcoscenico, si sono alternati performer, pole dancer, swing, una dimostrazione di shibari l’arte giapponese del bondage. All’evento erano presenti anche tre mostre: Vis Dearum, collettanea pittorica dedicata all’aspetto divino della donna curata da Ilaria Beltramme e Viola Von Hell, Natura et Ratio, curata da Andrea Oppenheimer composta da opere di media differenti che si confrontano con il femminino, e Plurale Femminle, anch’essa dedicata al filo rosso della convention, le donne. Da registrare una massiccia presenza delle attuatrici italiane. Solide basi dunque perché l’evento faccia le radici e diventi uno degli appuntamenti fissi della capitale.

La domenica di Pasqua, mentre ero sulla terrazza della casa nella mia ridente Sicilia, mia madre si avvicinò, mi scostò la maglia, guardò il tatuaggio e mi sorprese: “Ma lo sai che è proprio bello!”.

Gabriella Lax

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