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Cinti, un anno d’aMor(gan)

Fabio Cinti
«Il racconto di un’interazione tra due musicisti». E in tutte le librerie è uscito “Un anno d’amor(gan)”, di TranTran Editore, il romanzo d’esordio del cantautore-scrittore Fabio Cinti. Un’opera di fantasia, liberamente ispirata all’amicizia tra Fabio Cinti e l’amico e collaboratore Marco Castoldi, in arte Morgan. Ed il cantautore, musicista ed anche produttore ha raccontato a Calabria Ora le sue ultime esperienze.
Come nasce l’idea per libro?
«Un po’ come per la musica. Dopo aver vissuto un’esperienza forte, incredibile per certi versi. L’incontro tra un ragazzo di 29 anni, io all’epoca, ed un musicista come Marco. Ovviamente non sto a raccontare alle fan di Morgan se va a dormire con le mutande rosa…Il libro è un romanzo di formazione, non è una biografia, sottolineo, né un’autobiografia, quelle le ritengo operazioni postume. E’ la narrazione in forma romanzata ce parte da eventi realmente accaduti».
Quanto Morgan c’è nella tua musica e quanto di tuo c’è nelle creazioni di Morgan?
«Io e lui abbiamo avuto le stesse influenze musicali. In sostanza siamo due musicisti che hanno fatto loro diverse fonti. Le nostre fonti sono comuni, per cui è logico che c’è molto. Immagini che la prima volta che ho suonato per aprire il concerto dei Blu Vertigo (la band di Morgan nds), alla fine della serata, ci siamo ritrovati, spalle a spalle, a cantare “Life on Mars” di David Bowie, perché piaceva a tutti e due, faceva parte della nostra formazione».
Quali sono state le influenze maggiori nella tua musica?
«Oltre il menzionatoBattiato, i Pink Floyd, la musica glam, Lou Reed, oggi i RadioHead, ma anche la musica classica che ascoltava sempre mio padre».
Ti hanno mai detto che ricordi Battiato nel modo di cantare?
«Franco Battiato per me è come un padre, musicalmente parlando, l’ho conosciuto e lo stimo moltissimo. Lui, 40 anni fa, ha fondato un genere che poi, recentemente, è stato seguito, solo in parte da musicisti come Max Gazzè, un filone che, se si ascolta l’ultimo disco, Battiato ha abbandonato. Io invece da quando avevo 15 anni ho deciso di seguirlo. Ho pubblicato solo due album finora poi non so che cosa succederà in futuro».
Progetti attuali e futuri?
«Mi impegna fortemente seguire gli artisti che sto producendo, tra i quali Elisa Rossi, Marco Santoro. Intanto ho un disco in uscita nel 2013, un altro libro e poi vedremo.. E poi naturalmente sto scrivendo musica».
Com’è la tua musica?
«Penso sia una musica d’autore ma sperimentale. Reputo importante il testo in una canzone quanto la musica. Le faccio un esempio. Quando ho visto “La vita è bella”, ho pensato che Benigni avesse avuto un’idea splendida, ma il film invece era girato male, ed ho penato che fosse un peccato».
Ti senti un cantante di “nicchia”?
«lo sono, semplicemente perché non sono mai sceso a compromessi, non mi sono messo ad ammiccare a nessuno. Quando sarò anziano voglio poter dire che, in vita mia, ho fatto la musica che mi piaceva, in uno show business in cui la musica non è mai veramente libera».

Gabriella Lax