Archivio tag | pubblicità

Torna la magia di “Carosello”

carosello-rai-300x225«Tutti a nanna dopo Carosello». Chissà quanti riconoscono questo refrain, ripetuto da genitori non indulgenti davanti alla televisione. Dopo tanto tempo, tra qualche giorno, quello che era il rituale della sera per molti italiani, ritornerà.
Fino agli anni Settanta, Carosello è stato un grande contenitore pubblicitario che dava posto a personaggi divenuti cult per la storia della televisione: Calimero (il pulcino nero), Topo Gigio e la super coppia Carmencita e Caballero.
Carosello era nato esattamente il 3 febbraio 1957, andò in onda per vent’anni, fino al primo gennaio 1977. Ogni puntata del contenitore era formata da quattro filmati pubblicitari, della durata di due minuti l’uno, che dovevano rispettare delle regole ben precise. In televisione dunque rappresentava la pubblicità come vera forma di spettacolo ed intrattenimento in cui vigevano regole ferree, e non si era abituati all’onnipresenza degli spot pubblicitari come accade adesso.

calimero_68Rigida segmentazione dunque, per questo motivo, i filmati si dividevano così: una parte da dedicare allo spettacolo (della durata di un minuto e 45 secondi) in cui era vietato fare riferimento al prodotto, e una parte conclusiva, chiamata “codino”, di 15 secondi destinata al messaggio pubblicitario vero e proprio. Le due parti dovevano essere ben distinte e riconoscibili e il passaggio tra i momenti veniva “segnalata” con una frase-chiave pronunciata dal protagonista della pubblicità (che aveva il pregio di rimanere ben impressa nella mente).
Per i più giovani che non hanno conosciuto questa sorta di rituale serale: dal 6 maggio prossimo alle 21.10 su Rai Uno si riparte con “Carosello”. E’ stata proprio la rete cadetta a La Rai a decidere di rimandare in onda Carosello attraverso un nuovo formato e con il nome di “Carosello Reloaded”: ci saranno 3 spot da 70 secondi l’uno, un formato più “snello” rispetto a quello a cui eravamo abituati

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Il gatto è sempre un divo

gatChe si tratti di un randagio o di un esemplare da salotto, il gatto è sempre un divo. Elegante e sornione, si muove con la delicatezza di chi sta camminando sui gusci di uova. Per questo le modelle avrebbero molto da imparare…E poi, i gatti, o si odiano o si amano. Le vie di mezzo non sono ammesse. E la cosa è reciproca, lo stesso accade per il gatto verso l’uomo. Il micio sceglie un prediletto al quale dedicarsi per ricevere le coccole, al quale rivolgersi in maniera sublime per farsi portare il cibo. Uno ed uno solo: il resto del mondo per lui (grande opportunista!) non esisterà.

Avrete ben capito che chi vi parla è innamorata dei gatti. Musy, il meticcio persiano/siamese, ha accompagnato la mia esistenza da preadolescente, fino all’età adulta. Grigio e morbido. Io lo amavo. Lui nutriva nei miei confronti una particolare indifferenza che, sole a volte, si tramutava in avversione della quale, tuttora, porto addosso gli “amorosi” segni. Ce lo ricordiamo tutti nei libri di scuola, in antichi dipinti, il gatto immortalato al fianco di belle signore nell’Egitto Antico, vituperato poi nel Medio Evo come essere demoniaco e accompagnatore di streghe, per fortuna è stato rivalutano negli ultimi secoli, divenendo fedele compagno di ozio e di avventure per poeti e scrittori, felice connubio tra mistero e sinuosa bellezza senza tempo.

E, proprio ai gatti, è dedicata la mostra “Sua Maestà il Gatto”, che arriva in Italia direttamente dalla colta Montmartre, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, in collaborazione con il Museo Parigino, ospitata al Museo Civico di Zoologia di Roma fino al 13 gennaio 2013. Nelle diverse sezioni le illustrazioni d’epoca e le trasposizioni artistiche, in pubblicità, nel teatro, nel cinema e nella letteratura, da assaporare immagine dopo immagine, che fanno tornare indietro nel tempo, fino alla Parigi romantica, trasgressiva e bohèmienne dell’800 e 900, quando il gatto era quasi un’icona, una divinità ed una fonte di ispirazione. Nonostante i graffi io comunque continuo a pensare che i gatti siano esseri regali.
“Prendono, meditando, i nobili atteggiamenti delle grandi/ sfingi allungate in fon(lo a solitudini, che sembrano/ addormirsi in un sogno senza fine”. (“I gatti” di Charles Baudelaire)

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.