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Il prefetto Di Bari tra i minori stranieri non accompagnati ospiti del Centro di primissima accoglienza ad Archi

immigrati archi 3Il Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, accompagnato dai Rappresentanti delle Forze di Polizia, si è recato stamane presso il Centro di primissima accoglienza sito nella Frazione Archi per ascoltare le ragioni della protesta inscenata dai minori stranieri non accompagnati ospitati nella Struttura qualche settimana fa. Le motivazioni del malcontento non sono nuove: già nello scorso mese di luglio i giovani immigrati avevano dato luogo a un’analoga manifestazione motivandola con le condizioni di precarietà della struttura, anche igienico-sanitarie, l’eccessiva durata della permanenza e la difficoltà ad avere contatti con i parenti. L’incontro è poi proseguito con una ristretta rappresentanza dei minori presso il Palazzo del Governo, dove il Prefetto ha confermato l’impegno della Prefettura per migliorare i livelli di accoglienza e garantire una maggiore efficienza e qualità nei servizi.

Violenze sulle donne, la Boschi a Reggio “Il cambiamento deve partire dalla scuola e dalle famiglie”

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Di Gabriella Lax

“Il cambiamento passa dalle famiglie, dalla scuola, dall’educazione dall’aiuto alle persone che hanno subito violenze, per cercare di dare una risposta complessiva”. Per non tralasciare le sacche di drammi celati alla quotidianità. Questa la ricetta del ministro Maria Elena Boschi (che ha la delega alle pari opportunità) nel lungo confronto di quasi tre ore in prefettura a Reggio Calabria, dove si è svolta la riunione tecnica di coordinamento sul tema “violenza contro le donne”. Tre ore (lunghe da trascorrere per i giornalisti in attesa) che hanno sancito un aiuto concreto ai centri che si occupano della violenza sulle donne, con l’invito concreto del ministro ad “utilizzare i fondi che arriveranno”. Tra i partecipanti, il questore Raffaele Grassi, il comandante dell’arma dei carabinieri Lorenzo Falferi, Alessandro Barbera, comandante provinciale della guardia di finanza, l’arcivescovo metropolita Giuseppe Fiorini Morosini, Gerardo Dominianni, procuratore aggiunto delegato dal procuratore De Raho e Roberto Di Bella, presidente del tribunale per i minorenni. . Presente anche il sottosegretario di stato al ministro dei beni culturali e turismo Dorina Bianchi. Successivamente c’è stato l’incontro con i rappresentanti istituzionali (il presidente della Regione Mario Oliverio, il presidente del consiglio regionale Nicola Irto, il sindaco Giuseppe Falcomatà, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa), le associazioni sociali e culturali attive nel territorio. “Credo sia stato importante oltre cercare di impostare il lavoro più in generale anche per i casi analoghi per i ragazzi vittime di maltrattamenti e di violenze – afferma il ministro – far sentire la vicinanza perchè chi è vittima di violenza sappia che non deve vergognarsi. Le forze dell’ordine sulla storia di Melito hanno fatto un grande lavoro ma ancora più importante credo che sia il lavoro che comincia per noi oggi sulla eduzione al rispetto, alla parità di genere, al rispetto della donna ed al contrasto ad ogni genere di violenza che inizia dalle famiglie e dalla scuola”.pimg_05741

Il ministro riferisce di voler intensificare ulteriormente gli sforzi per arginare e contrastare ogni forma di violenza contro le donne come ogni forma di violenza di genere e ricorda la recente istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le Pari Opportunità, della Cabina di Regia prevista nell’ambito del Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere adottato con DPCM del 7 luglio 2015. Ha inoltre espresso sentimenti di forte considerazione nei confronti dei rappresentanti del mondo associativo che con grande senso etico operano per sostenere le vittime di tale inqualificabile fenomeno criminoso ed educare in specie i giovani ai valori del rispetto dell’altro, della legalità e della centralità della persona umana.

La Boschi ribadisce “L’impegno preso a finanziare e riaprire il prima possibile il liceo dove studiava la ragazza e creare un centro di ascolto per gli studenti, in un percorso che accompagni le vittime per fare in modo che tornino ad avere una vita più normale possibile”. Un’attività che proseguirà, secondo il ministro, con il coordinamento tra le istituzioni. Il prefetto Michele Di Bari, nel sottolineare la propria vicinanza ad ogni donna vittima di violenza, ha assicurato costante attenzione nei confronti di tale delicatissima fenomenologia criminale. Ha, infine, rivolto espressioni di particolare ringraziamento al Ministro Boschi e, quindi, al Sottosegretario Bianchi per il loro impegno istituzionale, quale testimonianza non solo della presenza dello Stato e delle sue Istituzioni, ma anche della particolare impronta che alle Istituzioni medesime conferiscono, come peraltro ogni donna nei vari settori in cui sono impegnate.

A fronte della soddisfazione manifestata all’uscita della Prefettura dalle esponenti dei centri antiviolenza, dalle responsabili dei vari comitati di pari opportunità, resta il dubbio sulla valenza dell’impiego dei soli fondi (non è la prima volta che i soldini restano nell’aere). La violenza sulle donne è antica com’è antico il mondo. E’più difficile da sconfiggere dell’Isis perchè è radicata nel dna e nel credo delle coscienze (maschili, in primis). Una cosa è fondamentale: il lavoro sull’educazione, il rispetto verso tutti gli esseri, anche sulle donne. Non si può parlare di violenza a singhiozzo, come moto di rabbia dopo l’ennesimo triste e truce fatto di cronaca. (foto Marco Costantino)