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Paolo Conte, storia di un romanzo musicale elegante e senza tempo al Castello Aragonese

Paolo Conte foto di Dino Buffagni -IMG_6640_bDi Gabriella Lax

Memorie, ondulate e profanate. Sono eleganti seduzioni in musica quelle di Paolo Conte. Può rimanere in silenzio per tutto il concerto, può salutare a malapena il pubblico. Non importa a lui si perdona tutto. A parlare, per oltre un’ora e mezza, è la sua verve di chansonnier d’antan, il prestigio del racconto che invecchia per rimanere comunque attuale e fedele. E’ salito sul palco di piazza Castello, ieri sera Paolo Conte regalando al pubblico di Reggio Calabria, le canzoni di un tempo e le nuove proposte di “Snob” (Platinum/Universal), l’ultimo disco, spasmodica ricerca, ancora una volta, dei suoni essenziali. Un romanzo musicale che, a tratti, diviene agile poesia, il racconto perenne dello scorrere di giorni ed occasioni, appoggiati sulla vita reale. E dopo lo show di domenica scorsa della cantante internazionale Noa, Gil Dor e la band, il promoter calabrese Ruggero Pegna fa nuovamente centro, con l’unica tappa nel Sud Italia di Conte, inserita nel contesto della trentesima edizione di “Fatti di Musica”, la rassegna del miglior live d’autore organizzata da Ruggero Pegna, in collaborazione con “Alziamo il Sipario”, il progetto di eventi culturali ideato dall’Assessore Comunale alla Cultura Patrizia Nardi. Aprono la serata d’estate le parole di Ruggero Pegna “Portiamo eventi di qualità perchè la musica non è tutta uguale. Conte è un successo planetario con brani tradotti in molte lingue- e poi riferito al sodalizio con l’amministrazione comunale – da due anni riesco a parlare di musica vera. Dobbiamo sentirci in una Calabria piena di cultura che si arricchisce di musica e di emozioni”. Fieramente la Nardi “Abbraccio un progetto che prosegue e che pone al centro della musica la nostra città con le location uniche”. Inizia il live e l’atmosfera cambia e, come da copione, ci si ritrova improvvisamente catapultati nelle atmosfere fumose di un club jazz lontano migliaia di chilometri mentre Conte intona “Ratafià”, “Sotto le stelle del jazz”, “Come di”. Saccheggia i meandri dell’animo umano con infinite sfumature che vanno dallo humor alla malinconia in “Alle prese con una verde milonga”, “Snob”, “Recitando”, “Dancing”, “Gioco d’azzardo”. Trasformisti, camaleontici in scena con Conte i musicisti Nunzio Barbieri, chitarra, chitarra elettrica, Lucio Caliendo, oboe, fagotto, percussioni, tastiere, Claudio Chiara, sax alto, sax tenore, sax baritono, flauto, fisarmonica, basso, tastiere, Daniele Dall’Omo, chitarra, Daniele Di Gregorio, batteria, percussioni, marimba, piano, Luca Enipeo, chitarra, Massimo Pizianti, fisarmonica, bandoneon, clarinetto, sax baritono, piano, tastiere, Piergiorgio Rosso, violino, Jino Touche, contrabbasso, chitarra elettrica, Luca Velotti, sax soprano, sax tenore, sax contralto, sax baritono, clarinetto. Manca da Reggio da cinque anni Conte. Ma c’èancora tempo per sognare con gli occhi semichiusi “Gli impermeabili”, “Madeleine” e per perdersi nel viaggio romantico e reale di “Via con me” (unico bis concesso a fine spettacolo). Chiudono “Max”, “Diavolo Rosso” e “Le chic et le charme”. (foto di Dino Buffagni)

La pace ha il colore della musica. Noa e Gil Dor, live all’Arena dello Stretto di Reggio Calabria

IMG_6936 copia.jpgdi Gabriella Lax

La Calabria, come la Sicilia, come Israele, come tutti i luoghi del mondo in cui la terra è bagnata di lacrime e sangue e abusa dell’amore dei suoi figli. L’unica medicina per questi dolori laceranti è il dono della pace. E’ questo il messaggio d’amore universale che arriva dall’Arena dello Stretto di Reggio Calabria dove, ieri sera, si è esibita la musicista, cantante e compositrice Noa, accompagnata dal sempre fedele chitarrista Gil Dor, con cui condivide 26 anni di esperienze sul palco e in studio, dai musicisti Gadi Seri alla batteria e percussioni e Adam al contrabbasso. Dietro al sipario dello Stretto, lo scenario è quasi surreale, certamente irripetibie: la statua di Athena di bianco illuminata, dea della guerra, lancia alla mano sembra puntare la paladina della pace, Noa che, in abito nero, dal palco accende la musica coi sui colori. Riesce a conquistare il pubblico reggino con questo live all’aperto, il promoter Ruggero Pegna che festeggia splendidamente i 30 anni della rassegna “Fatti di musica” XXX edizione della rassegna del Miglior Live d’Autore italiano e internazionale, nell’ambito del progetto “Alziamo il Sipario” dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Reggio.

IMG_6999 copia“Il messaggio di pace per il mondo stasera parte da questa città” chiarisce Pegna- ricordano i concerti e i musical dell’ultimo anno (Romeo e Giulietta, I promessi sposi e, prossimamente, tornerà Notre Dame de Paris). Per l’assessore comunale alla cultura e all’istruzione Patrizia Nardi “Reggio merita la qualità e di essere riconosciuta come Noa, portatrice di pace e di dialogo. E anche dalla nostra città chiediamo il dialogo che parta dalla musica”.
Come a spezzare un incantesimo la prima parola, alla prima nota dell’artista yemenita, è proprio “Shalom”. Canta anche il pubblico dell’Arena per “I don’t know”, singolo dell’omonimo disco uscito nel lontano 1994, all’inizio del cammino musicale della straordinaria artista. Performer unica, che accompagna con le dita e le braccia i gorgheggi vocali, ora come un usignolo, ora dai toni profondi. E ancora c’è l’allegria di “Child of man”, e la sacralità dolce di “Mishaela” ad accompagnare la notte sullo Stretto. Noa e Gil Dor ripropongono alcuni brani di “Love medicine” (2014), omaggio al grande musicista e compositore Pat Metheny che ha prodotto il disco. E poi, insieme a Gadi Seri, Noachim regala un assolo con uno strumento di origine israelita. “Questa latta – sorride, salutando ancora una volta il caloroso pubblico reggino – è come se fosse il nostro “Stradivarius””.

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La sua musica è il frutto di un incontro di radici profonde da Israele allo Yemen, contaminato dall’America, il posto dove la famiglia dell’artista si trasferì per cercare fortuna. Spazio alle performance di Gil Dor, del contrabbasso di Adam e del percussionista Gadi. Abbandona il palco Noa per tornare vestita di bianco e proseguire con l’omaggio alle terre: ebrei, arabi, calabresi, solo in apparenza sono lontani. Perchè vicine sono le terre del mondo bagnate di sangue. “Sono 25 anni che ritorno in Italia – afferma l’artista – questo Paese ha una cultura ricca e unica, per me è la seconda casa”. Dalla Sicilia riprende la grande Rosa Balestrieri con 2terra ca non senti”e, di seguito, alcuni brani del repertorio della canzone napoletana. Le distanze si accorciano ed il mare ( “Mare nostro che non sei nei cieli e abbracci di confini dell’isola e del mondo”) è una tomba carica di promesse, calde come l’ultimo bacio della madre ad un figlio che parte per un luogo lontano. Noa ha scritto la musica, Erri De Luca le parole delle poesia cantate per gli immigrati. Entusiasta e coinvolgente chiude Noa il concerto, a grande richiesta del pubblico con “Life is beautiful”, la canzone che l’ha fatta conoscere al grande pubblico ed al pubblico italiano perchè colonna sonora del pluripremiato film “La vita è bella” di Roberto Benigni. “Fatti di musica” ritorna giovedì sera, con il live di Paolo Conte al Castello Aragonese d Reggio(foto Marco Costantino)

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