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Il prefetto Di Bari tra i minori stranieri non accompagnati ospiti del Centro di primissima accoglienza ad Archi

immigrati archi 3Il Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, accompagnato dai Rappresentanti delle Forze di Polizia, si è recato stamane presso il Centro di primissima accoglienza sito nella Frazione Archi per ascoltare le ragioni della protesta inscenata dai minori stranieri non accompagnati ospitati nella Struttura qualche settimana fa. Le motivazioni del malcontento non sono nuove: già nello scorso mese di luglio i giovani immigrati avevano dato luogo a un’analoga manifestazione motivandola con le condizioni di precarietà della struttura, anche igienico-sanitarie, l’eccessiva durata della permanenza e la difficoltà ad avere contatti con i parenti. L’incontro è poi proseguito con una ristretta rappresentanza dei minori presso il Palazzo del Governo, dove il Prefetto ha confermato l’impegno della Prefettura per migliorare i livelli di accoglienza e garantire una maggiore efficienza e qualità nei servizi.

Immigrati, a Reggio collocata una delle sei nuove strutture mobili per l’accoglienza

immigrati arrivoReggio Calabria si stringerà domani per l’ultimo saluto agli immigrati morti in mare lo scorso fine settimana. Alle 10:30 presso il Cimitero di Armo – Gallina si svolgerà la cerimonia di commemorazione delle 45 vittime di naufragio recuperate in mare dalla nave militare “Vega”. Nel frattempo il Viminale cerca le misure da proporre all’Unione Europea per contenere gli arrivi sempre più numerosi. E lo fa con una lettera che, in queste ore, sta per essere inviata alla Commissione Europea. Gli sbarchi delle ultime settimane hanno messo in crisi il sistema che, per ora, si fonda su quattro hotspot: Lampedusa, Trapani, Pozzallo e Taranto in cui mettere in pratica le procedure di identificazione e fotosegnalamento di chi sbarca. A causa del previsto incremento estivo dei flussi migratori l’Italia conta di attivare due nuove strutture fisse a Mineo e Messina, più sei mobili, una delle quali proprio nella città dello Stretto. Oltre alle esigenze legate ai rimpatri, il nostro Paese pone l’accento sulla “relocation”. Al  momento solo poco più di 600 sono i profughi trasferiti dall’Italia agli altri Paesi europei da ottobre 2015, ma il piano Juncker prevedeva lo spostamento di 20mila persone dall’Italia in due anni. (foto Marco Costantino)

Immigrati, le vittime dell’ultimo naufragio saranno seppellite ad Armo

immigrati cimiteroDi Gabriella Lax

Un piccolo appezzamento di terra nel cimitero di Armo accoglierà le salme di uomini, donne e bambini immigrati, morti la scorsa settimana nel tragico tentativo di fuggire dai paesi natii. C’era voluta tutta la giornata di domenica perchè, al porto di Reggio Calabria, dalla nave “Vega”, dopo lo sbarco dei superstiti, fossero fatte scendere le tante salme dei morti. E c’era voluto un mezzo dei vigili del fuoco per trasbordare i corpi, mai così numerosi, nella città dello Stretto, dal ponte della nave a terra. Oggi pomeriggio al nuovo cimitero di Condera, dopo il penoso momento del riconoscimento da parte di alcuni dei familiari, si è svolta la cerimonia religiosa alla presenza del sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, degli assessori Giovanni Muraca e Angela Marcianò, del prefetto Claudio Sammartino, del questore Raffaele Grassi, del procuratore Gaetano Pace, del procuratore generale Federico Cafiero De Raho e i comandanti provinciali della guardia di finanza e dei carabinieri. immigrati mortiSolenne benedizione officiata da don Gianni Polimeni, insieme a don Nino Pangallo, presenti i volontari della protezione civile, impegnati a tutto campo nei soccorsi agli immigrati in arrivo. La cerimonia si è svolta anche col rito musulmano. Ieri sera, la fiaccolata per le 45 vittime. Un corteo partito dalla chiesa di Ravagnese. Una croce trafitta da 45 grossi chiodi, per ricordare il sacrificio di chi scappa dalla guerra e dalla miseria per poi trovare una fine atroce tra le onde del Mediterraneo. La fiaccolata si è conclusa al V reparto volo dell’aeroporto dello Stretto “Tito Minniti”, dove c’era l’arcivescovo monsignor Giuseppe Fiorini Morosini.

Ha la morte nel cuore, da domenica ha assistito alla tragedia dei fratelli morti ed allo strazio dei riconoscimenti. Hassan Elmazi a Reggio è il rappresentante della comunità marocchina, ma soprattutto è un attento sindacalista della Uil riguardo le tematiche dell’immigrazione. “Non ce la faccio più a vedere queste scene- confessa con la voce spezzata – queste persone per fortuna troveranno sepoltura. Ho visto fratelli cercare altri fratelli, mamme piangere i bambini morti”. Fa due appelli Elmazi: “Voglio dire alla gente che è inutile rischiare di morire per arrivare in Europa, rivolgendosi a scafisti senza scrupoli. La maggior perderà la vita. E’ un disastro umano tutto questo”. E poi conclude “I governi del mondo devono fare qualcosa. Gli scafisti non possono essere così potenti. La soluzione è aiutare i paesi che soffrono, non incoraggiare i viaggi della speranza che si trasformano negli inferni della morte in mare”. (foto Marco Costantino)