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YSL, campagna rock con Courtney Love

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I ben informati sussurrano che Hedi Slimane voglia emulare l’operazione che lo scomparso Yves Saint Laurent compì negli anni Settanta vestendo il giovane Mick Jagger e la sua Bianca a Saint Tropez nel giorno delle loro nozze. Fatto sta che la nuova campagna pubblicitaria di Yves Saint Laurent, del direttore creativo e fotografo Slimane interpella quattro esponenti (peraltro chiacchieratissimi) del rock duro: Courtney Love, Kim Gordon (leader del gruppo Sonic Youth), Marilyn Manson e il cantante Ariel Pink .

Sembrebbe proprio un’operazione di “svecchiamento” quella compiuta nel progetto “Saint Laurent Music Project”, dedicato ad icone rock, negli scatti realizzati dallo stesso Slimane, che si pone modernizzatore del noto brand con uno stile decisamente differente per calamitare (forse) le nuove generazioni.

Black and white la fanno da padroni per una collezione al limite dell’eleganza con uno spiccato senso rock inizio anni Novanta e punte di grunge. Non a caso Cortney Love (leader della Hole, moglie di Kurt Cobain dei Nirvana) e Kim Gordon, all’epoca furono i maggiori esponenti di quella (discussa) corrente musicale controcorrente con forti riverberi nell’estetica.
Dopo aver visto la campagna pubblicitaria però qualcuno potrebbe pensare a Saint Laurent che si rigira nella bara…

Gabriella Lax

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Film, la “versione” dei Rolling Stones

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Uscire indenni dallo spirito di ribellione/distruzione che ha caratterizzato gli anni Sessanta e Settanta non è stato un gioco da ragazzi. Band di grande caratura si sono autodistrutte per molto meno. Eppure i Rolling Stones ci sono ancora. Vivi e (molto) vegeti sono arrivati a celebrare i cinquant’anni della loro carriera anche con una serie di concerti. Immagini straordinarie ed inedite, performance live, di materiale storico e cinegiornali dell’epoca, musica con “M” maiuscola caratterizzano “The Rolling Stones Crossfire Hurracane”, il docufilm di Brett Morgen, in arrivo in trecento sale cinematografiche a fine mese, distribuito da Microcinema.

Un uscita che rientra nei festeggiamenti dei 50 anni di carriera della band. Presentato in Inghilterra ad ottobre, il film è prodotto da Mick Jagger. Si tratta della “Versione ufficiale” della storia della band, coi protagonisti del gruppo che si raccontano, con serenità e sincerità, in prima persona. Sarebbe stato impossibile riassumere anni di lavoro in musica in sole due ore, così il regista si è focalizzato sui primi vent’anni della storia del gruppo, gli anni dell’“innocenza”, in cui avviene la trasformazione e degli Stones diventano ciò che compiutamente sono oggi. «Mi concentro sul periodo che va dall’arresto di Jagger e Richards nel 1967, che li trasforma definitivamente in “bad boys”, quando Richards smette di interpretare un personaggio e diventa quel personaggio, fino al 1977, quando Keith viene arrestato in Canada, è sul punto di distruggere definitivamente la band e invece inizia il suo percorso di uscita dalla tossicodipendenza e parte per loro una nuova carriera».

«Avremmo potuto fare come i Beatles e realizzare una lunga serie. Ma Mick Jagger ha subito pensato ad un lavoro diverso, meno ortodosso, non un documentario tradizionale, non una celebrazione o un film di memorie. E anche a me piaceva l’idea di raccontare gli Stones in maniera diversa, e spero di esserci riuscito» chiarisce il regista, già documentarista di livello, impegnato in “Chicago 10”, nominato all’Oscar per il suo On the ropes e (naturalmente) grande appassionato di musica.

Gabriella Lax

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