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Immigrati, sulla nave Phoenix arrivano in 366. Dopo la protesta (pilotata?) ad Archi nessuno di loro resterà a Reggio

suor linadi Gabriella Lax

Qualche giorno fa la piccola “rivolta”, durata stranamente solo qualche ora al centro di primissima accoglienza di Archi. Un episodio “strano”, considerato che gli ospiti, minori non accompagnati, avevano manifestato sommessamente le loro rimostranze, in maniera non proprio così convincente. Una confusione sedata in una sola mattinata ma che ha prodotto l’effetto di evitare altre soste nella città di Reggio, ridotta all’estremo delle forze, considerato che l’accoglienza si basa sul lavoro dei volontari. Una protesta che,a voler pensare “male”, fa nascere il sospetto sia stata un po’ “manovrata”, magari per attirare l’attenzione delle istituzioni sulle problematiche relative al centro d’accoglienza di Archi.

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Sono 366 gli immigrati (di cui 239 uomini, 59 donne e 64 minori, di cui 8 accompagnati) arrivati stamane al porto di Reggio a bordo della nave Phoenix, provenienti da vari Paesi africani tra cui: Mali, Gambia, Sierra Leone, Bangladesh, Senegal, Sudan, Ghana, Togo, Burchina Faso ed Etiopia. Nessuno di loro però rimarrà a Reggio. Secondo il piano di ripartopredisposto dal ministero dell’Interno saranno dirottati: 50 in Toscana, 50 in Piemonte, 100 in Lombardia, 50 in Veneto, 16 a Trento, 100 nel Lazio.

immigrati archi 3Dopo la protesta di lunedì, il Comune si era mobilitato per trovare una soluzione alternativa al centro collocato nella ex facoltà di giurisprudenza. Una tendopoli in un campetto? Soluzione scartata per condizioni logistiche ed alte temperature, come pure quella del capannone da convertire. Oltretutto parlare di tendopoli e capannoni da un lato, mentre poco distante, a San Ferdinando, si cerca di smobilitare le stesse strutture sembrerebbe a dir poco anacronistico. Dunque il centro di Archi rimarrà al suo posto. A dar man forte ai volontari arriverà personale dell’Arma dei carabinieri in congedo, con la partecipazione anche delle Dame della Benemerita, per svolgere servizi connessi alla vigilanza complessiva della struttura. Oltre all’Associazione nazionale carabinieri, ci sarà l’associazione nazionale della polizia di stato ed il Comune ha assicurato che verranno effettuati servizi aggiuntivi per migliorare la situazione. Nella stessa riunione si è stabilito che l’organizzazione della struttura venga disciplinata con apposito regolamento in modo da chiarire la ripartizione di compiti e competenze fra le diverse associazioni operanti in loco. Saranno firmati due protocolli di intesa: uno con l’associazione “Medici del Mondo” per garantire servizi socio-sanitari ai migranti, con particolare riguardo a quelli che versano in precarie condizioni psicologiche o che sono vittime di tratta, l’altro con l’associazione delle “Pantere Verdi” che assicurerà l’assistenza prettamente sanitaria. (foto Marco Costantino)

Monica Bellucci regina a Marrakech

monicaIl suo nome, solo a pronunciarlo, equivale ad un rituale mistico, ad una formula magica, evocatrice di femminilità e bellezza. Non c’è da stupirsi dunque se Monica Bellucci, regina indiscussa della “Mediterreità”, grazie al suo incarnato ed ai suoi colori, abbia incantato, dopo l’Italia, anche un altro paese che sul Mediterraneo si affaccia: il Marocco. Insieme ad un’altra bellissima italiana, Isabella Ferrari, è stata ospite alla dodicesima edizione del Film Festival di Marrakech, manifestazione organizzata sotto l’alto patrocinio di Mohammed VI che si propone di diffondere e promuovere la conoscenza dei diversi talenti impegnati nel cinema a livello mondiale.

Insieme alla Bellucci ed alla Ferrari, membro della giuria dei cortometraggi, l’Italia era rappresentata da Pierfrancesco Favino nella giuria internazionale, presieduta dal regista John Boorman, Matteo Garrone, in cattedra per una lezione cinema, Ivano De Matteo e il produttore Fabio Conversi per la presentazione del loro film “Gli equilibristi”, fuori concorso. La Bellucci ha partecipato alla rassegna cinematografica africana con il film fuori concorso Rhino Season, diretto dal regista iraniano Bahman Gobadi.

Red carpet, con relativo susseguirsi di flash ed occhi puntati su di lei: bellissima musa degli stilisti Dolce & Gabbana, 48 anni e non sentirli, nemica giurata del ritocco estetico, icona dei colori caldi che esaltano la sensualità della donna del Sud, la Bellucci ha conquistato col Marocco anche il Sud del Sud. Capelli sciolti lunghi, per il look la sua scelta è ricaduta sul total black: pantalone stretch alla caviglia, giacca appena sbottonata e bustina animalier, ai piedi un sandalo a listarelle nero, con zeppa altissima. Le icone della moda si sa, non possono essere criticate, ma ci permettiamo di suggerire che un tocco di oro, giusto per illuminare lo splendido viso, non sarebbe stato fuori luogo, soprattutto se ad indossarlo fosse stata una regina…

Gabriella Lax

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