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Violenze sulle donne, la Boschi a Reggio “Il cambiamento deve partire dalla scuola e dalle famiglie”

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Di Gabriella Lax

“Il cambiamento passa dalle famiglie, dalla scuola, dall’educazione dall’aiuto alle persone che hanno subito violenze, per cercare di dare una risposta complessiva”. Per non tralasciare le sacche di drammi celati alla quotidianità. Questa la ricetta del ministro Maria Elena Boschi (che ha la delega alle pari opportunità) nel lungo confronto di quasi tre ore in prefettura a Reggio Calabria, dove si è svolta la riunione tecnica di coordinamento sul tema “violenza contro le donne”. Tre ore (lunghe da trascorrere per i giornalisti in attesa) che hanno sancito un aiuto concreto ai centri che si occupano della violenza sulle donne, con l’invito concreto del ministro ad “utilizzare i fondi che arriveranno”. Tra i partecipanti, il questore Raffaele Grassi, il comandante dell’arma dei carabinieri Lorenzo Falferi, Alessandro Barbera, comandante provinciale della guardia di finanza, l’arcivescovo metropolita Giuseppe Fiorini Morosini, Gerardo Dominianni, procuratore aggiunto delegato dal procuratore De Raho e Roberto Di Bella, presidente del tribunale per i minorenni. . Presente anche il sottosegretario di stato al ministro dei beni culturali e turismo Dorina Bianchi. Successivamente c’è stato l’incontro con i rappresentanti istituzionali (il presidente della Regione Mario Oliverio, il presidente del consiglio regionale Nicola Irto, il sindaco Giuseppe Falcomatà, il presidente della Provincia Giuseppe Raffa), le associazioni sociali e culturali attive nel territorio. “Credo sia stato importante oltre cercare di impostare il lavoro più in generale anche per i casi analoghi per i ragazzi vittime di maltrattamenti e di violenze – afferma il ministro – far sentire la vicinanza perchè chi è vittima di violenza sappia che non deve vergognarsi. Le forze dell’ordine sulla storia di Melito hanno fatto un grande lavoro ma ancora più importante credo che sia il lavoro che comincia per noi oggi sulla eduzione al rispetto, alla parità di genere, al rispetto della donna ed al contrasto ad ogni genere di violenza che inizia dalle famiglie e dalla scuola”.pimg_05741

Il ministro riferisce di voler intensificare ulteriormente gli sforzi per arginare e contrastare ogni forma di violenza contro le donne come ogni forma di violenza di genere e ricorda la recente istituzione, presso la Presidenza del Consiglio, Dipartimento per le Pari Opportunità, della Cabina di Regia prevista nell’ambito del Piano straordinario contro la violenza sessuale e di genere adottato con DPCM del 7 luglio 2015. Ha inoltre espresso sentimenti di forte considerazione nei confronti dei rappresentanti del mondo associativo che con grande senso etico operano per sostenere le vittime di tale inqualificabile fenomeno criminoso ed educare in specie i giovani ai valori del rispetto dell’altro, della legalità e della centralità della persona umana.

La Boschi ribadisce “L’impegno preso a finanziare e riaprire il prima possibile il liceo dove studiava la ragazza e creare un centro di ascolto per gli studenti, in un percorso che accompagni le vittime per fare in modo che tornino ad avere una vita più normale possibile”. Un’attività che proseguirà, secondo il ministro, con il coordinamento tra le istituzioni. Il prefetto Michele Di Bari, nel sottolineare la propria vicinanza ad ogni donna vittima di violenza, ha assicurato costante attenzione nei confronti di tale delicatissima fenomenologia criminale. Ha, infine, rivolto espressioni di particolare ringraziamento al Ministro Boschi e, quindi, al Sottosegretario Bianchi per il loro impegno istituzionale, quale testimonianza non solo della presenza dello Stato e delle sue Istituzioni, ma anche della particolare impronta che alle Istituzioni medesime conferiscono, come peraltro ogni donna nei vari settori in cui sono impegnate.

A fronte della soddisfazione manifestata all’uscita della Prefettura dalle esponenti dei centri antiviolenza, dalle responsabili dei vari comitati di pari opportunità, resta il dubbio sulla valenza dell’impiego dei soli fondi (non è la prima volta che i soldini restano nell’aere). La violenza sulle donne è antica com’è antico il mondo. E’più difficile da sconfiggere dell’Isis perchè è radicata nel dna e nel credo delle coscienze (maschili, in primis). Una cosa è fondamentale: il lavoro sull’educazione, il rispetto verso tutti gli esseri, anche sulle donne. Non si può parlare di violenza a singhiozzo, come moto di rabbia dopo l’ennesimo triste e truce fatto di cronaca. (foto Marco Costantino)

Violenza sulla ragazzina a Melito, stamane in prefettura il ministro Boschi

boschiDi Gabriella Lax

Due volte in meno di una settimana a Reggio Calabria. Arriverà tra qualche ora in prefettura il ministro per le riforme Maria Elena Boschi, già ospite lo scorso venerdì alla festa dell’unità sul lungomare Falcomatà. Sul piatto stamane lo stringente tema d’attualità, la violenza sulla giovane di Melito, la cui storia ha fatto il giro del Paese, portando con sé un manto di sdegno e sollevando di poco il coperchio di un vaso di Pandora che nasconde chissà quanti altri volti e chissà quante altre storie sordide di violenza nasconde.

Così scrive il ministro sulla sua agina Facebook ““Se l’è andata a cercare”. In questa frase c’è la vergogna di secoli di violenze sulle donne. Eppure in questi giorni funestati dai tragici episodi di soprusi e violenze, da Napoli a Melito di Porto Salvo a Rimini, la si è letta e sentita molto spesso, a volte la si intravedeva come un pensiero strisciante dietro certe condanne a metà, dietro certi “ma” e certi “però”. Dietro ogni violenza, dietro ogni dileggio, dietro la storia di ciascuna delle vittime ci sono soprusi subiti e spesso taciuti contro le donne. Dobbiamo abbattere questi pregiudizi, abbiamo il dovere di fermare questa violenza. In questi giorni siamo stati tutti colpiti, direi feriti, dalla storia della ragazzina di tredici anni di Melito di Porto Salvo. Domani sarò in Calabria per incontrare i rappresentanti delle istituzioni, i magistrati che stanno seguendo la vicenda, l’Arcivescovo di Reggio Calabria ma anche la dirigente scolastica e i responsabili dei centri antiviolenza. Non possiamo permettere che succeda ancora in Calabria o in qualunque altro luogo. Non ci fermeremo finché davanti alla violenza contro le donne ci sarà chi penserà e dirà “se l’è andata a cercare””.

Ma, oltre alla dovuta attenzione, cosa potrebbe fare in concreto il Governo Renzi, considerato che ci sono disegni di legge ( ad esempio quello sul femminicidio, proposto dell’avvocato Giulia Bongiorno) bloccati da mesi?