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Operazione “Mamma Santissima” perchè “Qua a Reggio contano i segreti”

carabinieri mammasantissimadi Gabriella Lax

Una componente segreta, riservata ed elitaria di uomini che in rapporto simbiotico con la Provincia (intesa come organo collegiale di vertice criminale) ed il crimine si muovevano per l’attuazione del programma criminoso negli ambiti strategici di politica, economia ed istituzioni. Perchè “Qua a Reggio contano i segreti”. Così in una delle 540mila intercettazioni al vaglio degli inquirenti che hanno portato stamane all’operazione “Mamma Santissima”. Il personale del ROS, insieme a quello del locale Comando Provinciale Carabinieri, ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Reggio Calabria, su richiesta di questa Procura Distrettuale Antimafia, a carico di Giorgio De Stefano, classe ’48; Paolo Romeo, Alberto Sarra ai quali è stata applicata la custodia cautelare in carcere; Francesco Chirico, sottoposto agli arresti domiciliari poiché ultrasettantenne; Antonio Stefano Caridi,senatore della Repubblica, al quale è stata applicata la custodia cautelare in carcere con sospensione dell’esecuzione del provvedimento in attesa della delibera della Camera di appartenenza alla quale sarà richiesta autorizzazione dall’AG mandante. Un’evoluzione del modello di ‘ndrangheta che è fondato, non più solo sull’utilizzo di soggetti che si “mettono a disposizione”, ma anche su soggetti di propria estrazione che meglio di tutti possono garantire gli interessi dell’organizzazione.

Secondo l’accusa formulata dalla Procura di Reggio Calabria sono stati ritenuti responsabili a vario titolo del delitto di partecipazione all’associazione mafiosa unitaria denominata ‘ndrangheta di cui all’art. 416 bis c.p.. Un’inchiesta dalla mole enorme (partita dalle precedenti Meta, ‘Ndrangheta Banking, Reale e Crimine) quella presentata stamane al comando dei carabinieri di Reggio Calabria, presentata dal procuratore della Repubblica Federico Cafiero De Raho, da Giuseppe Governale, comandante dei Ros, dal suo vice Roberto Dante Pugnetti, presenti il comandante provinciale Lorenzo Falferi, dal comandante del reparto operativo reggino Vincenzo Franzese, da Leandro Piccoli, comandante del reparto anticrimine reggino. Sono 52 i frammenti dei procedimenti dai quali si muove l’indagine. Per Governale “Una struttura che managerialmente costruisce gli uomini per infiltrare ai vari livelli il mondo istituzionale e lo fa al Comune, alla Provincia, alla Regione, e tenta di farlo al Parlamenti nazionale ed a quello europeo. Una strategia programmatica che vuole alterare l’equilibrio ed il ruolo di concerto democratico degli organi istituzionali”. De Raho parla di “Una verità percepita, ma nessuno aveva composto il quadro”. Intercettazioni da un lato che trovano riscontro nelle parole dei collaboratori di giustizia Roberto Moio, Marco Marino, Consolato Villani, Giovanni Battista Fracapane e Salvatore Aiello. Per il procuratore generale “La ‘ndrangheta si muove con la componente riservata alla quale aderiscono persone totalmente ignote alla base. Soggetti che non sono conosciuti e che possono operare liberamente operati liberamente. Paolo Romeo, Alberto Sarra, Francesco Chirico e Giorgio De Stefano – secondo le indagini sono i presunti – componenti del gruppo elitario di livello superiore dal quale partono le strategie per infiltrare economia e politica. Questo gruppo cresce con elementi che individua nella politica partendo dal comune (è il caso di Caridi), se è persona affidabile si porta avanti, proiettata verso il parlamento ed il parlamento europeo”. Una indagine che conferma l’esistenza della Mamma Santissima o Santa, prima struttura direttiva segreta della ‘ndrangheta, caratterizzata da regole speciali in grado di rimuovere e superare a favore dei suoi qualificati componenti i divieti fissati dalle regole tradizionali della ‘ndrangheta. Secondo i carabinieri il riferimento è alle elezioni “del 2001 (comunali), del 2002 (comunali e provinciali), del 2004 (Europee), del 2005 (Regionali), del 2006 (provinciali), del 2007 (Comunali), del 2009 (europee) e 2010 (Regionali). Per quanto ricostruito si trae che, a partire dal 2002, Romeo e De Stefano hanno avuto un ruolo determinante per la elezione di Giuseppe Scopelliti e Pietro Fuda rispettivamente a Sindaco del Comune e a Presidente della Provincia di Reggio Calabria, nonché nella formazione degli organi di governo locale secondo un programma che, oltre a garantire loro – secondo un modello replicato nel tempo – il potere di interferire sul regolare funzionamento dei due enti attraverso più soggetti politici, in proiezione prevedeva l’infiltrazione degli Organi di governo regionale sino al Parlamento nazionale ed europeo.