Archivio tag | make up

D&G, make up targato Bellucci

monicaE’ la loro “musa” prediletta. Colei che incarna, nell’immaginario maschile, la “mediterraneità”. Quell’amore per la morbidezza delle forme ed i colori che accarezzano la terra. Dopo più di vent’anni di sodalizio artistico, a Monica Bellucci gli stilisti Domenico Dolce e Stefano Gabbana dedicano una linea di make up dal nome “True Monica Collection”. Elegante, femminile e sofisticata, ma mai sopra le righe, la linea, creata dalla rinomata Pat McGrath (consulente creativo di Dolce&Gabbana Make-Up), è stata appositamente pensata per creare armonia per un total look classico.

Andando nel particolare le labbra, ispirate alle sensuali e carnose labbra dell’attrice laziale, sono il dettaglio chiave della collezione e si tingono con tre nuove tonalità naturali: “Nude Monica”, un raffinato marrone chiaro, “True Monica”, un rosa carne naturale e “Gentle Monica”, un rosa chiaro delicato. Il rossetto è fatto da una texture cremosa e idratante per labbra morbide, idratate e che profumano di rosa cipriata. In abbinamento anche tre matite labbra per una perfetta definizione
La scelta cade sullo smokey per gli occhi, con uno quad di ombretti dalle tonalità chiare e sfumate e due matite khol nei nuovi colori “Graphite” e “Chocolate”.
Per un look impeccabile non passano in secondo piano le mani nelle tre varianti di smalti creati per la collezione: “Gentle”, un rosa chiaro, “Perfection” e “Petal”, due rosa carne.

«Il classico look Monica si adatta benissimo a molte carnagioni. Prima si applica la matita khol, che va sfumata, poi gli ombretti per esaltare gli occhi. Per ottenere labbra veramente carnose, bisogna prima renderle piene con il lipliner e poi applicare il rossetto: Nude Monica è quello più adatto alle carnagioni più scure, mentre il delicato rosa Gentle monica è perfetto per la pelle porcellana».

Ps: Sinceramente non ho mai capito cos’abbia di “mediterraneo” Scarlett Johansson, diva hollywoodiana (certamente molto sensuale) scelta dalla coppia di stilisti siciliani per alcune campagne pubblicitarie. Incarnato pallido, capelli biondo caldo…

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Make up, mi costi, ma quanto mi costi?

Immagine

Clio, mia cara miss Clio Zammatteo, alias Clio Make Up…mi costi, ma quanto mi costi? Pennelli, ombretti in crema, in polvere, fissatore per il fondotinta, primer per gli occhi, mascara, fard, spugnette, matita labbra, matita occhi, pettine per sopracciglia. E vogliamo continuare? Ma  com’era il mondo del maquillage prima di te, mia cara Clio?

Cerco di fare rapidamente ordine nel mio carrello di ricordi. Da bambina, come tutte, aspettavo l’uscita della mamma per avvicinarmi furtivamente al cassetto dei trucchi: matitoni blu, ombretto verde perlato. La mia faccia diventava una novella tavolozza dove disegnare archi e riempirli di colore, dipingere di  rosso le labbra, come nel migliore dei film, allungare gli occhi col nero e riprodurne la forma, prima di occultare tutto lavando la faccia col sapone, occhi compresi (e che per questo poi bruciavano da morire) con l’effetto ultimo di venirne fuori orrendamente sbavata tipo Robert Smith all’apice del successo coi Cure. E alla mamma bastava un semplice sguardo per capire che le ore di assenza erano state piuttosto movimentate per me in casa.

La voglia di trucco mi spinge a chiedere, a nove anni, un ultimo ma desideratissimo giocattolo: il beauty center di Barbie. Quanti di voi ricordano l’orribile strumento? Si trattava di una “testa mozzata” portatile, a grandezza naturale, che riproduceva le fattezze di Barbie, quindi rigorosamente bionda, con i capelli che si potevano allungare (per creare acconciature differenti) tramite una manopolina girevole. A disposizione delle bambine quindi c’era la faccia di cui sopra sulla quale, coi trucchi in dotazione, si poteva “infierire” a volontà. Rimase per me un oggetto oscuro di desiderio.

Da questo “trauma” infantile, credo, abbia preso forma, la mostruosa voluttà mostrata nei confronti del mondo del make up. Andare in estasi davanti ad una palette da centoventi colori non è cosa da tutte. E poi, infine, ci ha messo lo zampino Clio. La bionda bellunese ha diffuso il verbo ed ha contagiato, prima su Youtube e poi in televisonie, proprio tutte. Le profane sono diventate esperte ed ognuna, ogni donna intendo, deve provare a fare (e ad inventarsi) la “make up artist”. Perché non bastavano i pennellini che già correlano le piccole trousse, no! Sacrilegio! Ogni operazione che si fa sul viso, durante il make up, necessità di uno strumento opportuno, con tanto di acquisto indispensabile che nel trucco funziona come per le ciliegie: una tira l’altra, a discapito del portafogli!

Gabriella Lax