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Lady Gaga: «Emma, la mia sedia a rotelle»

Lady-Gaga-Terry-Richardson-200x300«Vi presento Emma, la mia sedia a rotelle». L’annuncio è volato su Twitter, con tanto di foto illuminante. Così Lady Gaga, mostra a tutti i fan la sedia a rotelle, fedele compagna di questo periodo di convalescenza dopo l’operazione all’anca che l’ha costretta a cancellare le venticinque date del tour “Born this way ball”. Si tratta di una edia a rotelle d’oro a 24 carati, con tanto di seduta in pelle nera.

Lady Germanotta ha commissionato l’accessorio niente meno che allo stilista israeliano Ken Borochov, fondatore del brand di lusso Mordekai. Si tratta di un oggetto di design creato per venire incontro alle richieste dell’esigente proprietaria, ossia di potersi sdraiare in caso di necessità. E’ dotata di tettuccio removibile, sempre in pelle nera che si rifà, a sentire il designer Borochov, alle giacche da motociclista che, tra l’altro, molto all’artista statunitense. Per il resto, nel realizzare il modello, il designer si è ispirato a un trono (immancabile per una regina come Lady Gaga) ed è per questo che tutte le parti in metallo sono state placcate in oro.

Sembra sia stato un lavoro faticoso, considerato che la richiesta di Lady Gaga è giunta inaspettata e si è dovuta concretizzare in appena una settimana, ma probabilmente molto redditizio dal punto di vista economico, anche se il prezzo dell’opera (“Emma” per la cantante e Chariot “carrozza” dal suo ideatore) resta secretato.

L’annullamento del tour ha pesato molto sulla psiche della pop star che ha confessato di essere per questo molto provata, chiedendo poi apertamente perdono a tutti gli ammiratori
«Spero possiate perdonarmi, perché io non riesco a perdonare me stessa. Sono triste e devastate. Spero guarisca presto. Odio questa situazione così tanto. Vi voglio bene e vi chiedo scusa». E ad una pop star così si può veramente perdonare tutto. Anche perché, in questa situazione, le cause sono state di forza maggiore.

Gabriella Lax

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Lady Gaga operata, tour interrotto

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«Speravo di guarire e lo avevo nascosto al mio staff. Non volevo deludere i miei fan, ma dopo la performance di ieri sera non sono riuscita più a camminare dal dolore». Lady Gaga è umana e deve arrendersi all’evidenza. La pop star americana dalle origini italiane è stata costretta ad interrompere il tour “Born this way” per motivi di salute. Dispiaciuta la star ha mostrato ai fan su Twitter tutto il suo rammarico e la sua tristezza. La diagnosi ufficiale è stata data dal suo portavoce che ha spiegato che la cantante «ha una lesione all’articolazione dell’anca destra e necessita, secondo i medici, di una operazione per risolvere il problema e di un lungo periodo di tempo per il recupero».

E’ stato un brutto giorno di San Valentino, un giorno che Germanotta non dimenticherà facilmente. All’inizio la cantante aveva deciso di annullare solo quattro date tra quelle previste nel tour che avrebbe dovuto terminare il 20 marzo a Tulsa, in Oklahoma. Dopo l’intervento sarà necessario un lungo periodo di riposo per ricominciare. Sono già disponibili i rimborsi per i biglietti dei concerti acquistati dal pubblico. La star aveva annullato le date di Chicago, Detroit e Hamilton, ma considerato che i problemi sono più seri del previsto, lo stop, almeno per il momento, è a tempo indeterminato. Un 2013 che per la star americana non è iniziato secondo i migliori auspici.

La vicenda del doloroso incidente di Lady Gaga si tinge di mistero perché il veggente libanese Michel Hayek (che aveva previsto l’esplosione dello Shuttle e la morte di Lady Diana) ha fatto una macabra profezia, oltre ad un nuovo attacco agli Stati Uniti, ha previsto nel 2013 anche la morte di Germanotta. Tutti pronti a fare gesti scaramantici, soprattutto i fan di Lady Gaga.

Gabriella Lax

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Lady Gaga vuole “Neverland”

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Famosa per i suoi eccessi e le sue ossessioni. L’avevamo lasciata in preda al raptus di un innamoramento che l’avrebbe portata a convolare a giuste nozze col fidanzato super bello. Nessun matrimonio per Lady Gaga per il momento. Qualche settimana fa ha acquistato ad un asta ben 55 lotti riguardanti cimeli di Michael Jackson. Adesso fa notizia il suo ultimo capriccio. La cantante di origini italiane, secondo le ultime indiscrezioni, si è messa in testa di comprare “Neverland”, il ranch appartenuto a Jacko.

Il re del pop aveva comprato l’incantevole tenuta di Los Olivos, in California, nel 1988, per trenta milioni di dollari, per trasformarla in un parco di divertimenti, con tanto di zoo, dove, per anni, aveva ospitato i bambini di tutto il mondo. Un ranch che al cantante era costato caro, non tanto in termini economici, quanto per il fatto che proprio “Neveland” sarebbe stato il luogo del delitto, il posto in cui si sarebbero consumati, secondo le accuse, atti di pedofilia nei confronti dialcuni tra i giovani ospiti. Dopo le vicissitudini giudiziarie ed economiche che lo coinvolsero, Jacko nel 2008 vendette “Neverland” ad una catena di alberghi, dei quali lui stesso conservava delle quote.

Secondo “The Sun”, Lady Gaga, ossessionata dal re del pop, sarebbe intenzionata a riportare il ranch all’antico splendore (ripristinando persino lo zoo). La seconda (e meno costosa) ipotesi, considerato che i parenti stretti di Jackson vorrebbero ritornare in possesso della tenuta, prevede che miss Germanotta possa sostenere l’investimento e farsi carico delle spese di ripristino o, in alternativa, possa acquistarne una quota per rendere più sostenibile il loro esborso. Attenta Lady Gaga, c’è puzza di bruciato. Non ti sfiorata il dubbio che “Neverland” possa portare male?

Gabriella Lax

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La tuta protagonista in passerella

lady-gaga-in-gianni-versace-x-the-edge-of-glo-L-wf4JVSChi l’ha detto che si tratta di un capo sportivo? A guardare ciò che gli stilisti hanno immaginato per il prossimo inverno proprio non si direbbe. Mai come in questa stagione i coutumier hanno mostrato al mondo la versatilità della tuta, un capo troppo spesso relegato allo sport o al tempo libero.
E il video “End of glory”, di Lady Gaga ne è il perfetto esempio. Per l’occasione, qualche mese fa, Donatella Versace aveva aperto gli archivi della maison per mettere a disposizione dell’artista americana quanto di meglio fosse stato, a suo tempo, frutto del genio creativo di Gianni Versace. Il risultato porta, nel caso dell’eccentrica Germanotta, ad un tripudio di borchie, cristalli e pelle nera più hot che mai, come si addice ad una super eroina della pop music (vedi foto).
Dai video alle passerelle di tutto il mondo il passo è breve. Valentino immagina, come è nel suo credo, leggiadre eroine di uno stile elegantemente dedicato che lascia spazio ad una creazione nera, intensa e misteriosa, un tuta che, in passerella, diviene espressione tangibile di preziosa forza femminile.
Si affida al fascino della tuta anche il direttore di Biblos, Manuel Facchini, facendola risplendere di riflessi argentei e lunari. Così come brilla di luce propria perché tutta spruzzata d’oro anche la versione proposta da Alviero Martini per Prima Classe.
Max Mara stravolge un classico dei classici di tutti i tempi come il cappotto color cammello che si lascia contagiare e trasformare dal fascinoso taglio della tuta.
Per Frankie Morello la tuta torna ad essere un inno allo sport che sostituisce però alle snakers tacchi e zeppe che svettano.
E’ Yves Saint Laurent che predilige oniriche signorine che sembrano volare in tute dai colori intensi della notte, sofisticate nel taglio ma comode e facili da indossare. Sarà forse questo, la comodità, il segreto del loro intramontabile successo?

Gabriella Lax

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Il sax… che salva la vita!

E’ giovanissimo ma con le idee molto chiare. Il suo sogno è essere riconoscibile grazie al suono del suo strumento. Intanto però Mattia Cigalini è uno talenti emergenti del jazz italiano, sassofonista e compositore, ventitreenne, originario di Piacenza, con già due importanti album alle spalle “Arriving soon” (2010) e “Res Nova” (2011).
Col suo strumento è stato un amore a prima vista?
«Un incontro causato da forza maggiore. Da piccolo soffrivo di una grave forma di asma, avevo avuto anche uno shock anafilattico. Così medico di famiglia consigliò ai miei genitori, tra i rimedi diciamo “omeopatici” quello di farmi suonare uno strumento a fiato. Mio padre suonava il clarinetto ed era uno strumento che mi ingolosiva, ma poi optai per il sassofono, mi conquistò la sua forma, le sue sinuosità, lo trovo un oggetto affascinate. Comunque guarii dall’asma ed il primo maestro, dopo avermi sentito suonare, suggerì ai miei di farmi continuare, stavolta non come terapia. Avevo circa sette anni».
E l’incontro col jazz invece?
«Quello si che è stato amore al primo ascolto, una folgorazione. Ho ascoltato “Kind of blue” di Miles Davis, dalle prime note ho assaporato un senso di libertà che ha cambiato la mia vita. Per me il jazz è libertà, assoluta. Una libertà che solo questo tipo di musica riesca a donare».
E com’è arrivato alla svolta pop?
«Quella di Lady Gaga, di Rihanna o di Shakira è la musica della mia generazione. C’è bisogno di essere pazzi ed estroversi per farsi venire fuori idee di un certo genere lo riconosco. Per me suonare questi brani pop è stata un’evoluzione naturale. Anche io nel tempo libero, con i miei amici, vado in discoteca. E’ inevitabile parlare di questa o di quella nuova canzone, un po’ come si faceva con le figurine da attaccare».
A cosa sta lavorando?
«Appunto a questo disco con i brani pop che registrerò tra qualche giorno. Saranno sei o sette brani di questi più altre composizioni inedite, sempre del medesimo stile, che usciranno con l’etichetta americana Cam Records».
Come può un giovane musicista esprimersi in questo tempi di crisi?
«Bisogna essere forti di carattere. Ci sono situazioni che fanno illudere molti giovani che credono di essere bravi. E’ fondamentale in questo senso, a mio avviso, l’umiltà, pensare di essere sempre in grado di ricevere insegnamenti dagli altri».
Viaggia molto, la situazione all’estero è differente?
«I musicisti italiani sono i migliori del mondo. A loro è toccato utilizzare l’armonia, per la prima volta; solo loro possiedono i suoni originali del Mediterraneo che rendono unica la loro musica. Certo spesso devono andare all’estero, è vero che fuori dall’Italia siamo più apprezzati. Purtroppo la musica (ma non solo, anche la cultura e l’arte) paga una situazione politica che ha causato parecchi sprechi ed oggi si è deciso di chiudere i rubinetti».

Gabriella Lax