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Spazio Teatro “Un altro metro ancora”

Paura e coraggio, mischiati insieme come il bianco ed il rosso dell’uovo. Fedele a questo input, una volta incarnatolo, prende strada la vita di Tano “il disertore”. In scena a “Spazio teatro” a Reggio Calabria, per due giorni di fila, “Un altro metro ancora. Ballate sul bordo della vita” della scrittrice reggina Katia Colica, diretto ed interpretato da Gaetano Tramontana. Foglie e terra, odore presente di bosco nella saletta di via San Paolo, dove la compagnia ha allestito la prima dello spettacolo contenuto nella stagione “La casa dei racconti”.

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Lo scenario è la Seconda Guerra mondiale, scempi e carneficine, i sacrificati sono le persone comuni. Un “inferno organizzato” quello fatto di fame e di paura, di morire da un istante all’altro, scoperti dai nemici e polverizzati da una bomba. In questo marasma di disperazione si muove il “millepiedi umano fatto di sfollati” che Tano dovrà portare alla salvezza, passo, dosato dopo passo, superando un campo minato, nella più assolta mancanza di considerazione e di interventi dei salvifici alleati americani. Era nell’esercito fascista Tano che un giorno, guardando i visi smarriti, attoniti, straniti dei commilitoni non si riconosce in essi e decide di darsi alla fuga, convinto che quel mondo non gli sia mai appartenuto. Ed a casa dell’anziana Mina che trova rifugio e riparo, dalle tempeste di bombe e dalle intemperie del cuore. Lei che ha perso un figlio ragazzino e percorre l’esistenza con l’indifferenza al dolore e l’apertura ed affetto ritrovato verso Tano che tanto le ricorda il suo lutto. Serviranno ancora buone dosi di paura e coraggio a Tano per decidere di lasciare il rifugio e tornare a nascondersi nella cantina della casa della madre, ritrovata con gioia. Un’emozione che dura poco. Un attacco dei nemici distrugge la casa, uccide la madre e Tano si ritrova senza una meta, senza uno scopo, disertore senza speranza, affatto desideroso di unirsi ai partigiani. Provvidenziale l’incontro con Turi, alla guida di una carovana umana, per rientrare a Reggio “Che è bella perchè c’è il mare”. Finito il racconto torna al presente la scena. Il sasso lanciato sul “campanaro” disegnato col gessetto sul terreno scandisce il suono del tempo che incombe, un passo dopo l’altro, la ricerca della salvezza, ad ogni metro, sempre più vicina. Con la responsabilità della carovana umana sul groppone e la lucidità negli occhi che non è solo paura, ma grande onnipotente coraggio. Impeccabile Gaetano Tramontana, tiene incollato lo spettatore, per quasi un’ora e mezza, in un monologo che entra a sollecitare emozioni viscerali.

Anche per il quarto appuntamento della “Casa dei racconti”, in contemporanea con gli spettacoli della rassegna, torna “Linee d’Entrata – esposizioni fotografiche in parallelo”, che accompagna ogni spettacolo il progetto di fotografi. Da venerdì 19 febbraio alle 18 la presentazione dell’esposizione “I mostri al di là del mare”: dai suoi tanti viaggi in Africa, Simonetta Neri offre una selezione di ritratti, di sguardi…. al di là del mare.

Gabriella Lax