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Per Travaglio “E’ Stato la Mafia”

Travaglioooobo1Patti inconfessabili, segreti insanguinati e ricatti impuniti attraverso i quali si è arrivati alla Seconda Repubblica e che fanno ombra sulla Terza Repubblica nello spettacolo “E’ Stato la Mafia”. Non esce dalle ingarbugliate trame politiche delle elezioni che si avvicinano.

Marco Travaglio si dedica al teatro con l’ultimo lavoro al fianco di Isabella Ferrari, con la quale aveva già collaborato in “Anestesia totale”. Porta il suo modo di raccontare i fatti, l’ironia che cozza con la tragicità degli eventi, il sarcasmo Travaglio. Un sorriso che sembra, solo in apparenza, voler alleggerire le visioni drammatiche ma che, invece, scava profondi solchi di riflessione sulla società nella quale viviamo e nel contesto politico che ci circonda.

Trama aggrovigliata di fili che si intrecciano e, a volte si spezzano, nella trattativa fra Cosa Nostra e lo Stato Italiano, dal 1992, quando, dopo la stagione delle bombe, per far cessare le stragi, lo Stato entrò in contatto (è un eufemismo) con la mafia. Ma, i conti alla fine si devono pagare, poiché la fine delle stragi comportò un’attenuazione delle misure detentive e chissà cos’altro, come lascia intuire la piéce.

E’ Stato la Mafia”, una produzione di Promo Music di Marcello Corvino va a sostituire “Votare informati. Il Parlamento è anche tuo, aiutaci a mantenerlo pulito”, spettacolo annunciato da qualche settimana che, a causa dell’imminenza delle elezioni, diviene un’appendice finale della nuova avventura teatrale. Alla Ferrari la lettura di brani scenici tratti da scritti di Piero Calamandrei, Pier Paolo Pasolini, Giorgio Gaber, Sandro Pertini e Ennio Flaiano. Musiche dal vivo di Valentina Corvino, per la regia Stefania De Santis.

Gabriella Lax

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Isabella Ferrari, Sex and Zen


La sacra iniziazione l’aveva avuta col maestro del cinema Nanni Moretti. A quanto pare essere protagonista in scene di sesso spinto sul grande schermo ad Isabella Ferrari deve essere piaciuto. Ed anche parecchio. E, come se non bastasse il clamore suscitato dalla suo personaggio in “Caos calmo”, con Moretti, la Ferrari decide di fare di meglio. Eccola protagonista della pellicola di Paolo FranchiE la chiamano estate”. Un turbinio di amplessi per spiegare la storia di due coniugi che, tra mille difficoltà, non riescono a vivere la sessualità. Una scelta, quella di interpretare la protagonista, che la Ferrari, qualche giorno fa, deve avere rimpianto amaramente quando, alla prima proiezione dell’opera davanti alla giuria ed al pubblico del Festival del cinema di Roma, è stata letteralmente sommersa da fischi. Qualcuno le addirittura urlato “Vergogna”. Ma lei, con una serenità certamente di superficie, è andava avanti a testa alta.

E le sue attese sono state premiate, e doppiamente. Isabella Ferrari ha vinto il premio come miglior attrice e Paolo Franchi il premio come miglior regia. Strano ed inusuale percorso quello dell’attrice. Qualche tempo fa, aveva raccontato «Ho scoperto il piacere della solitudine. Io che non ho mai accettato di stare sola, che sono sempre passata da un uno ad un altro. Non esistevo, senza qualcuno al fianco, che pensasse a me, che mi portasse da mangiare. E invece adesso esisto benissimo da sola. È il periodo più bello della mia vita. Non so come dire, amo stare per i fatti miei». Una sorta di percorso zen che l’ha aiutata anche in questa circostanza.

Tornando al film «Una scelta difficile – spiega il presidente di giuria del Festival del cinema Jeff Nichols annunciando il premio a Franchi – un film che ha fatto arrabbiare molti di noi e molti di voi. Un lavoro comunque che non lascia indifferenti, coraggioso, che può essere amato o odiato». Ed in tutto questo è proprio il regista Paolo Franchi che può gongolare. E lei, la Ferrari, tra emozioni che si sono susseguite, fortemente contrastanti si lascia sfuggire «Ho fatto questo film con curiosità, senza paura. Vorrei invitare tutti a essere più curiosi e vedere il film senza pregiudizi. A questo punto non mi resta che affidarmi al giudizio del pubblico. L’unico che conta davvero». Certo è che, con tutto il gran parlare che se n’è fatto negli ultimi giorni, la curiosità di vedere il lavoro sul grande schermo, raggiungerà punte massime.

Gabriella Lax