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Un sorriso per Yoko Ono

YOKO-ONO-SMILE-2010-Gallery-360-Tokyo-Japan-2010«Lo scopo finale della mia cinematografia è realizzare un film che includa lo scatto del volto sorridente di ogni singolo essere umano nel mondo. Il sorriso è fondamentale per restare in salute e far star bene gli altri».

Ed a quest’obiettivo, piano piano, Yoko Ono sta per arrivare. Il sorriso un’emozione naturale, benefica e contagiosa. Tanti “smile” in un’idea che, grazie anche alla tecnologia, si allarga e si diffonde nel mondo a vista d’occhio. Si tratta di un progetto cinematografico collaborativo, ideato da lei stessa nel 1967, “Smilesfilm”, lungometraggio che raccoglie tutti i sorrisi del mondo. Lo scopo è quello di creare un lungometraggio collegando le migliaia di foto inviate dagli utenti in modo da ritrarre tutti gli abitanti del pianeta mentre sorridono e mostrare ancora una volta il potere della partecipazione online. Chiunque può partecipare inviando il proprio scatto di felicità. Yoko Ono pensa a tutti i sorrisi sul globo terrestre e grazie ai social network cerca di convogliarli tutti in un unico spazio.

Negli anni Sessanta l’artista ebbe questo frammento visionario che dopo 45 anni verrà realizzato grazie alle nuove piattaforme social e ad una partecipazione di massa possibile attraverso Twitter e Instagram. Per realizzare #smilesfilm è stata creata anche un’ iPhone app che permette di collezionare i sorrisi e soprattutto di mapparli. In questo modo si ha la possibilità di geolocalizzare le persone “proprietarie” degli smile e conoscere i luoghi in cui ci si è sentiti felici, anche solo per quei pochi secondi. L’app è composta da tre sezioni: sogna, guarda e sorridi .
images
Istruzioni per l’uso:
Fatevi una foto mentre sorridete
Caricatele su uno dei due social network
Utilizzate l’hashtag #smilesfilm per far si che le foto entrino nel sito ufficiale del progetto.
Geolocalizzatevi per comparire sulla mappa
Condividete la foto con tutto il mondo e soprattutto PASSATE PAROLAAA!!!

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

“Woofun”, corteggiamento senza controindicazioni

alvise

L’arte del corteggiamento senza controindicazioni. Comunicare i propri sentimenti senza il rischio di rimanere delusi perchè l’altro/a non ricambia. Si chiamerebbe “genialata” ed è invece la semplice idea partorita da un coraggioso e giovanissimo ragazzo italiano, Alvise De’ Faveri Tron (il nome è già tutto un programma nds), brillante liceale bolognese di diciassette anni. Alvise ha costatato la difficoltà dei suoi amici nell’approccio, dunque nel fare la prima mossa, soprattutto quando non si conoscono i sentimenti dell’altra persona.

Il giovane ha trovato un’alternativa alla classica “ricerca indizi” dall’usuale sondaggio del terreno con amici/amiche del cuore, sviluppando un sistema che aiutasse le persone a “provarci” senza timori ed ha creato “Woofun”, sottotitolo “More than friends” (…più che amici).
Si tratta di un’applicazione web e mobile (iPhone, iPad, Android), già integrata in Facebook, totalmente italiana (disponibile in altre lingue), che consente di superare, nel rapporto con l’altro sesso timidezza, imbarazzo, paura di non piacere e di essere rifiutati. Come? Basta inviare un “woo”, cioè corteggiamenti in forma anonima, all’interno della propria rete di amicizie Facebook, senza alcun timore di essere scoperti o rifiutati.

Chi riceve il “woo” (“qualcuno ti sta pensando”) a sua volta può inviare i propri “woo” a qualcuno che gli piace. Se due persone, inviando reciprocamente “woo”, provano sentimenti l’una per l’altra allora ciascuna viene a conoscenza dell’altra, altrimenti nessuno saprà mai nulla.
Da precisare che “Woofun.com” non è un sito di incontri on line, dove le persone si cercano senza conoscersi piuttosto è uno strumento che aiuta a corteggiare persone che già si conoscono. L’obiettivo finale è comunicare sentimenti di affetto, amore, attrazione, in modo non volgare e in totale riservatezza. Per questo Woofun non richiede registrazioni o inserimento di informazioni personali. In sintesi, se le condizioni sono queste, non c’è il rischio di ricevere “due di picche”.

Gabriella Lax

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