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Immigrati: il prefetto, in seduta coi sindaci, dispone la verifica della qualità dei servizi nei centri d’accoglienza

img_9738-copia(foto Marco Costantino)

Ad una settimana dal suo insediamento prosegue l’impegno del neo Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, per approfondire la tematica dell’accoglienza dei migranti. Si è svolta oggi una riunione con i sindaci della provincia per un approfondimento del tema dell’accoglienza dei migranti assegnati a questa provincia o qui giunti in seguito agli arrivi di navi nei Porti di Reggio Calabria e di Roccella Jonica. Preliminarmente il Prefetto ha illustrato i dati sulla presenza di migranti nel territorio provinciale. Dall’inizio dell’anno sono giunti nell’ambito delle operazioni del dispositivo “Triton” ben 1.550 migranti di cui 1397 minori stranieri non accompagnati. Attualmente in tutta la provincia è data ospitalità a 562 minori, di cui 432 sono ospitati nel Capoluogo. Sono presenti poi 564 migranti adulti, ospitati in primissima e prima accoglienza; inoltre operano, in provincia, diversi Centri SPRAR che offrono accoglienza di secondo livello a oltre 1000 migranti. Occorre dare dignità all’accoglienza ed assistenza ma nel rispetto della legalità ha fatto presente il Prefetto che ha poi preannunciato l’intendimento di avviare in tutte le strutture di prima e di seconda accoglienza la verifica sulla qualità dei servizi offerti a favore dei richiedenti asilo o di coloro che sono in possesso di protezione internazionale nonché sugli adempimenti delle rispettive associazioni e comunità.

dsc_1065-copiaNell’ambito dei temi trattati, il Prefetto ha ricordato, poi, che è aperto ancora il nuovo bando SPRAR e ha sollecitato i Comuni della provincia che ancora non hanno partecipato a offrire la disponibilità all’accoglienza. In tale direzione ha ricordato le innovazioni introdotte dal Decreto Ministeriale 10 agosto 2016 rispetto alle procedure di accesso al finanziamento delle strutture di accoglienza nella rete SPRAR e ha altresì posto l’attenzione sulle recenti disposizioni di cui alla legge n. 160/2016 relativa all’attivazione, da parte del Prefetto di centri dedicati ai minori stranieri non accompagnati.Il Prefetto di Bari si è poi soffermato sull’azione di governance che intende attuare in questa provincia per dare risposte significative in termini di accoglienza dei migranti ma anche di coesione sociale. A tale riguardo ha rappresentato l’esigenza che la rete di assistenza e di accoglienza dei Comuni, peraltro particolarmente intensificata nelle ultime settimane, sia ulteriormente implementata affinchè possa essere effettivamente assicurata, nell’intera provincia, una vera e propria presenza diffusa dei migranti, per evitare l’eccessiva concentrazione di immigrati in pochi territori. Nell’intendimento che la questione dell’integrazione e dell’accoglienza agli immigrati deve privilegiare la risposta più adeguata in termini di collaborazione e intese tra Istituzioni, Enti competenti, Associazioni e Organismi associativi e di volontariato, il Prefetto ha posto poi particolare accento sulle note criticità inerenti al reperimento di strutture per l’accoglienza dei migranti provenienti dagli sbarchi o qui destinati in base ai piani di riparto ministeriali nonché quella dei minori stranieri non accompagnati, che incide in modo sostanziale sul Comune Capoluogo, quale località di arrivo delle navi. Su tali aspetti il Prefetto ha invitato i Sindaci a manifestare le loro disponibilità a forme di accoglienza e a individuare, nei loro territori, di immobili atti a poter offrire adeguata ospitalità ai migranti. Nel contempo il Prefetto ha evidenziato che le strutture debbono, comunque, essere conformi alle normative in materia di urbanistica, di edilizia e di prevenzione incendi, di igiene e di sicurezza. Il Prefetto infine ha fatto presente che sarà, altresì, diramata una circolare ai Comuni per verificare, nei Comuni in cui sono presenti migranti in prima accoglienza, iniziative per lo svolgimento di attività di volontariato da parte dei migranti.

Stanotte sbarcati 400 immigrati. E a Bruxelles Marino racconta del cuore di Reggio

Di Gabriella Lax

sbarco notturno 2Bagnati. Spaventati. Sono arrivati nel cuore della notte al porto di Reggio Calabria, i circa 400 immigrati, tratti in salvo ieri sera a 50 miglia a largo di Capo Spartivento, provincia di Reggio Calabria. A portare i soccorsi al barcone in avaria, abbandonato in alto mare, sono state tre motovedette delle Capitanerie di Porto di Roccella Jonica e di Catania ed una motonave della Guardia di finanza. Infaticabili i volontari (Caritas, Coordinamento ecclesiale e la Croce Rossa italiana, Protezione civile e tanti altri) a lavoro già da ieri pomeriggio per preparare le tende per l’accoglienza. Presi dal freddo e inzuppati dal logorio delle onde, gli immigrati hanno ricevuto il primo conforto con le coperte. Sul posto, come di consueto, anche il grande tendone della Regione Calabria, per le cure agli immigrati affetti da patologie cutanee. I migranti (quasi tutti uomini), dopo le consuete procedure di identificazione, saranno trasferiti nel centro di accoglienza di Taranto, i minori non accompagnati invece troveranno accoglienza nella strutture della città dello Stretto. Una macchina collaudata quella dei primi soccorsi che fa sbarco notturno 5della città dello Stretto una perla dell’accoglienza. E proprio su questi temi si è discusso a Bruxelles, dove si è recato l’assessore comunale alle politiche sociali Giuseppe Marino, tra i protagonisti di un’esperienza importante sull’immigrazione. “Abbiamo incontrato parlamentari europei e membri della commissione, oltre a funzionari e dirigenti” chiarisce l’assessore, partito insieme ai ragazzi dell’istituto Piria, tra di essi Aliu e Moammed minori stranieri non accompagnati. “Insieme a loro – afferma – abbiamo parlato dell’esperienza di Reggio insieme al sindaco Mimmo Lucano che ha raccontato la splendida storia di Riace. Con Mario Talarico (sindaco di Carlopoli) e Giovanni Mannoccio (di Aquaformosa) abbiamo trasferito l’immagine di una Calabria accogliente e solidale”. L’iniziativa è stata organizzata da Andrea Cozzolino del Pd e dal gruppo S&D Socialist dell’Europarlamento. Ha partecipato anche l’europarlamentare calabrese Gianni Pittella. (Foto Marco Costantino)

“Senza valigia”, visioni incrociate dalla stiva di una nave

Da uno spiraglio, tra le spinte e la ristrettezza degli spazi e la mancanza d’aria, le visioni che appaiono si chiamano speranze. Immaginare la vita che sarà, dal pensiero del mare, morte o salvezza, comunque penetrante come il misto di odori che si sentono nel viaggio.

marco1Dalle griglie dei ferri di una stiva immaginaria un’istallazione per raccontare, grazie agli scatti, i viaggi degli immigrati è la mostra “Senza valigia: visioni incrociate dalla stiva di una nave”, di Marco Costantino, fotografo e giornalista e Daniela Liconti, giornalista, sabato pomeriggio nel corso del “Play music Festival” alle Officine Miramare di Reggio Calabria. Le foto degli sbarchi al porto di Regio Calabria si incrociano con quelle del cimitero delle carrette del mare di Lampedusa, in una doppia proiezione: le persone da un lato e le storie delle imbarcazioni accanto. “Un lavoro di tre anni- spiega Costantino – su una tematica più che mai attuale. Quando si scelgono le foto si pensa a quelle che hanno un valore universale. Mi è stato proposto di esporre le immagini che calzano con gli obiettivi della rassegna, ossia migrazioni e contaminazioni, sono stato ben felice di poter condividere situazioni che non sono note a molti”. Sono particolarmente legato all’immagine di una ragazza, che arrivando su una di queste navi, si sporge a guardare e si sbraccia”. Una propensione alla vita, un soffio verso il cambiamento. A fare da contraltare “Invece, quando l’ho vista scendere dalla nave, la sorreggevano due volontari della Croce rossa perchè non riusciva a camminare…”. “Quasi per caso – chiarisce Daniela Liconti- ci siamo ritrovati in questa situazione e abbiamo deciso che le due esperienze potevano incastrarsi per bene. Erano il “prima” ed il “dopo” di qualcosa. L’istallazione (con la griglia nds) crea la situazione di distanza e di disagio che a volte accompagna la nostra visione di questa tragedia”. Per il direttore artistico Alessio Laganà “Una mostra -spiega – il cui intento non è regalare belle immagini ai nostri occhi, come ci si può aspettare. Si tratta di immagini che registrano una realtà importante di oggi, quella dei movimenti tra le persone e tra i luoghi. Il mondo vive così: guardiamo gli altri che arrivano ma non ci ricordiamo dei nostri figli che stanno andando verso altre parti. E’ la legge della natura, c’è chi lo fa con più serenità e con una valigia abbastanza carica e chi, invece, parte senza, ma la valigia c’è comunque, nel bagaglio che ognuno ha dentro sé, con la sua famiglia, il suo Paese e la sua cultura. Sul bagaglio che ogni persona che arriva nel nostro territorio può lasciarci noi oggi vorremmo riflettere”. Dopo la visione della mostra “Questo mare è pieno di voci: passaggi sullo Stretto”, un confronto con: Davide Grilletto dell’Arci Provinciale Rc,Bruna Mangiola del coordinamento diocesano e Massimo Barilla della Fondazione Horcynus Orca, a moderare la giornalista Josephine Condemi.(www.ilmetropolitano.it)

Gabriella Lax