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Reggio, museo diocesano: week end di scambi all’insegna dell’interculturalità

dsc07739Di Gabriella Lax

Se scambio cambio”. E cosa si può scambiare nella città dello Stretto, storicamente luogo di incontro di civiltà e fioritura di culture? Beni di prima necessità, da consegnare al coordinamento ecclesiale diocesano in vista degli sbarchi che si susseguono a Reggio in cambio dell’ingresso e delle visite gratuite alla centralissima struttura. E allora saranno due giorni di condivisione al museo diocesano di Reggio Calabria in occasione della quarta edizione delle “Giornate nazionali dei musei ecclesiastici nel segno dell’interculturalità”, promosse da AMEI (Associazione Musei Ecclesiastici Italiani). Sabato primo ottobre, dalle 16,30 Saverio Pazzano proporrà un reading letterario con testi sul Mediterraneo e sui temi del “viaggio”, dell’“incontro”, della “bellezza”: Viaggio sempre nei luoghi comuni porrà al centro del racconto il viaggio dentro una bellezza che, attraverso parole, musica, arte, è comune a tutti, oltre ogni steccato. Allestita negli spazi museali la mostra “Anime salve”, un vagito di speranza con le preziose immagini del fotografo Marco Costantino, catturate negli anni in occasione degli arrivi degli immigrati al porto di Reggio. Stamane, al museo diocesano, la presentazione degli eventi, con gli interventi di don Nino Pangallo, Direttore Caritas diocesana, Lucia Lojacono, Direttore Museo diocesano, Bruna Mangiola, Coordinamento diocesano migranti, Alessandro Cartisano, Casa Anawim, Giuggi Palmenta, progetto Macramè.

In tutto quasi cento musei in Italia aderiscono – spiega Lojacono – lo slogan è “Se scambio cambio”, che i vari musei hanno deciso di declinare in vario modo, e che noi abbiamo deciso di dedicare all’interculturalità: scambiamo storia, racconti, canzoni e musica con i ragazzi, minori migranti, ospitati nelle case d’accoglienza e nelle strutture reggine della diocesi, Casa Anawin, Santissima Annunziata, Parrocchia di Cannavò Riparo”. Il museo reggino dunque sabato e domenica promuove aperture straordinarie attuate in base al bando giovani per il sociale, promosso per sostenere azioni volte al rafforzamento della coesione sociale ed economica.

Una dinamica fuori dai luoghi comuni per i quali, museo, e per giunta ecclesiastico,farima con “vecchiume”, i visitatori ospiti potranno scoprire una realtà all’avanguardia, in grado di confrontarsi alla pari con gli altri musei cittadini.

Il prefetto Di Bari tra i minori stranieri non accompagnati ospiti del Centro di primissima accoglienza ad Archi

immigrati archi 3Il Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, accompagnato dai Rappresentanti delle Forze di Polizia, si è recato stamane presso il Centro di primissima accoglienza sito nella Frazione Archi per ascoltare le ragioni della protesta inscenata dai minori stranieri non accompagnati ospitati nella Struttura qualche settimana fa. Le motivazioni del malcontento non sono nuove: già nello scorso mese di luglio i giovani immigrati avevano dato luogo a un’analoga manifestazione motivandola con le condizioni di precarietà della struttura, anche igienico-sanitarie, l’eccessiva durata della permanenza e la difficoltà ad avere contatti con i parenti. L’incontro è poi proseguito con una ristretta rappresentanza dei minori presso il Palazzo del Governo, dove il Prefetto ha confermato l’impegno della Prefettura per migliorare i livelli di accoglienza e garantire una maggiore efficienza e qualità nei servizi.

Immigrati: il prefetto, in seduta coi sindaci, dispone la verifica della qualità dei servizi nei centri d’accoglienza

img_9738-copia(foto Marco Costantino)

Ad una settimana dal suo insediamento prosegue l’impegno del neo Prefetto di Reggio Calabria, Michele di Bari, per approfondire la tematica dell’accoglienza dei migranti. Si è svolta oggi una riunione con i sindaci della provincia per un approfondimento del tema dell’accoglienza dei migranti assegnati a questa provincia o qui giunti in seguito agli arrivi di navi nei Porti di Reggio Calabria e di Roccella Jonica. Preliminarmente il Prefetto ha illustrato i dati sulla presenza di migranti nel territorio provinciale. Dall’inizio dell’anno sono giunti nell’ambito delle operazioni del dispositivo “Triton” ben 1.550 migranti di cui 1397 minori stranieri non accompagnati. Attualmente in tutta la provincia è data ospitalità a 562 minori, di cui 432 sono ospitati nel Capoluogo. Sono presenti poi 564 migranti adulti, ospitati in primissima e prima accoglienza; inoltre operano, in provincia, diversi Centri SPRAR che offrono accoglienza di secondo livello a oltre 1000 migranti. Occorre dare dignità all’accoglienza ed assistenza ma nel rispetto della legalità ha fatto presente il Prefetto che ha poi preannunciato l’intendimento di avviare in tutte le strutture di prima e di seconda accoglienza la verifica sulla qualità dei servizi offerti a favore dei richiedenti asilo o di coloro che sono in possesso di protezione internazionale nonché sugli adempimenti delle rispettive associazioni e comunità.

dsc_1065-copiaNell’ambito dei temi trattati, il Prefetto ha ricordato, poi, che è aperto ancora il nuovo bando SPRAR e ha sollecitato i Comuni della provincia che ancora non hanno partecipato a offrire la disponibilità all’accoglienza. In tale direzione ha ricordato le innovazioni introdotte dal Decreto Ministeriale 10 agosto 2016 rispetto alle procedure di accesso al finanziamento delle strutture di accoglienza nella rete SPRAR e ha altresì posto l’attenzione sulle recenti disposizioni di cui alla legge n. 160/2016 relativa all’attivazione, da parte del Prefetto di centri dedicati ai minori stranieri non accompagnati.Il Prefetto di Bari si è poi soffermato sull’azione di governance che intende attuare in questa provincia per dare risposte significative in termini di accoglienza dei migranti ma anche di coesione sociale. A tale riguardo ha rappresentato l’esigenza che la rete di assistenza e di accoglienza dei Comuni, peraltro particolarmente intensificata nelle ultime settimane, sia ulteriormente implementata affinchè possa essere effettivamente assicurata, nell’intera provincia, una vera e propria presenza diffusa dei migranti, per evitare l’eccessiva concentrazione di immigrati in pochi territori. Nell’intendimento che la questione dell’integrazione e dell’accoglienza agli immigrati deve privilegiare la risposta più adeguata in termini di collaborazione e intese tra Istituzioni, Enti competenti, Associazioni e Organismi associativi e di volontariato, il Prefetto ha posto poi particolare accento sulle note criticità inerenti al reperimento di strutture per l’accoglienza dei migranti provenienti dagli sbarchi o qui destinati in base ai piani di riparto ministeriali nonché quella dei minori stranieri non accompagnati, che incide in modo sostanziale sul Comune Capoluogo, quale località di arrivo delle navi. Su tali aspetti il Prefetto ha invitato i Sindaci a manifestare le loro disponibilità a forme di accoglienza e a individuare, nei loro territori, di immobili atti a poter offrire adeguata ospitalità ai migranti. Nel contempo il Prefetto ha evidenziato che le strutture debbono, comunque, essere conformi alle normative in materia di urbanistica, di edilizia e di prevenzione incendi, di igiene e di sicurezza. Il Prefetto infine ha fatto presente che sarà, altresì, diramata una circolare ai Comuni per verificare, nei Comuni in cui sono presenti migranti in prima accoglienza, iniziative per lo svolgimento di attività di volontariato da parte dei migranti.

Protesta degli immigrati, Muraca: “Ci sono i fondi per la struttura di Archi, ma nel frattempo serve una soluzione per gli ospiti”

immigrati-7settDi Gabriella Lax

Scendono in strada i minori non accompagnati. Dopo la protesta al centro di primissima accoglienza di Archi, dello scorso 18 luglio, stamane la manifestazione ha investito le vie del centro storico. I giovani ospiti chiedono condizioni di vita migliori e, soprattutto, chiedono di poter raggiungere le città del Nord Italia. Specchietti per le allodole. Anche nei grandi centri urbani riguardo all’accoglienza dei migranti, in Italia, come all’estero la situazione al collasso è generalizzata. L’assessore comunale alla legalità ed alla sicurezza Giovanni Muraca che (insieme al delegato comunale alla protezione civile Antonio Ruvolo) segue la vicenda dall’inizio, spiega le problematiche del caso. Reggio Calabria è un centro di primissima accoglienza, ciò presuppone una sosta degli immigrati per pochi giorni per poi raggiungere altri centri. “Ma la realtà dei fatti – afferma Muraca -è che i centri di prima accoglienza ed il resto sono completamente saturi”. Nella città dello Stretto sono tre i presidi per l’emergenza degli immigrati: oltre all’ex polo universitario di Archi, c’è lo “Scatolone” ed i locali della Capitaneria di porto. dsc_9891-copia-copiaI continui sbarchi poi non consentono un attimo di pausa. Giorni necessari per realizzare uno degli intenti dell’amministrazione Falcomatà. “Col 99% di certezza abbiamo ottenuto un finanziamento del ministero – chiarisce l’assessore – con questi fondi si potrebbero utilizzare per sistemare nel migliore dei modi e rendere più confortevole la struttura di Archi”. Ma il problema è: dove sistemare gli immigrati (considerata la cadenza dei nuovi sbarchi) nel tempo necessario per fare i lavori? Un interrogativo non di poco conto se si tiene presente il numero degli immigrati presenti. Insomma una bella “patata bollente” con la quale i volontari e la popolazione si sono finora misurati egregiamente. Una questione che potrebbe alleggerirsi se condivisa con i sindaci della città metropolitana. “Molti di loro si sono dimostrati disponibili – dice Muraca – Bagaladi ad esempio, ha accolto 30 minori. La cosa più triste sono gli amministratori che in pubblico fanno i paladini dell’integrazione e che in realtà ci hanno sempre voltato le spalle”.

Prime iniziative del neo Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari sul tema dell’immigrazione. Giovedì pomeriggio, il Prefetto effettuerà un sopralluogo presso l’attendamento in San Ferdinando – unitamente al Capo Dipartimento della Protezione civile regionale, Dr. Tansi, e ai componenti della Commissione Straordinaria di quel Comune – al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi relativi alla prima fase del noto Protocollo operativo, stipulato presso questo Palazzo del Governo lo scorso 19 febbraio, mirante a garantire, nell’immediato, la riconduzione dell’attendamento a condizioni di vivibilità, unitamente ad interventi di bonifica e iniziative volte a una ordinata “gestione del campo”. Venerdì 9 settembre, alle ore 12,15 presiederà, per la prima volta in questa sede, il Consiglio Territoriale dell’Immigrazione sul tema dell’accoglienza dei migranti in questo territorio provinciale. Lunedì 12 settembre, alle ore 12,30, il Prefetto di Bari presiederà, invece, un incontro con tutti i Sindaci della provincia per una ulteriore sensibilizzazione degli stessi sulla necessità di attivare forme di accoglienza diffusa dei cittadini extracomunitari in tutta la provincia. Infatti la recente ondata migratoria che ha interessato le coste italiane e quelle calabresi e siciliane in particolare comporta l’esigenza che sia avviata ogni utile iniziativa per il reperimento di nuovi posti.

Immigrati, sulla nave Phoenix arrivano in 366. Dopo la protesta (pilotata?) ad Archi nessuno di loro resterà a Reggio

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Qualche giorno fa la piccola “rivolta”, durata stranamente solo qualche ora al centro di primissima accoglienza di Archi. Un episodio “strano”, considerato che gli ospiti, minori non accompagnati, avevano manifestato sommessamente le loro rimostranze, in maniera non proprio così convincente. Una confusione sedata in una sola mattinata ma che ha prodotto l’effetto di evitare altre soste nella città di Reggio, ridotta all’estremo delle forze, considerato che l’accoglienza si basa sul lavoro dei volontari. Una protesta che,a voler pensare “male”, fa nascere il sospetto sia stata un po’ “manovrata”, magari per attirare l’attenzione delle istituzioni sulle problematiche relative al centro d’accoglienza di Archi.

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Sono 366 gli immigrati (di cui 239 uomini, 59 donne e 64 minori, di cui 8 accompagnati) arrivati stamane al porto di Reggio a bordo della nave Phoenix, provenienti da vari Paesi africani tra cui: Mali, Gambia, Sierra Leone, Bangladesh, Senegal, Sudan, Ghana, Togo, Burchina Faso ed Etiopia. Nessuno di loro però rimarrà a Reggio. Secondo il piano di ripartopredisposto dal ministero dell’Interno saranno dirottati: 50 in Toscana, 50 in Piemonte, 100 in Lombardia, 50 in Veneto, 16 a Trento, 100 nel Lazio.

immigrati archi 3Dopo la protesta di lunedì, il Comune si era mobilitato per trovare una soluzione alternativa al centro collocato nella ex facoltà di giurisprudenza. Una tendopoli in un campetto? Soluzione scartata per condizioni logistiche ed alte temperature, come pure quella del capannone da convertire. Oltretutto parlare di tendopoli e capannoni da un lato, mentre poco distante, a San Ferdinando, si cerca di smobilitare le stesse strutture sembrerebbe a dir poco anacronistico. Dunque il centro di Archi rimarrà al suo posto. A dar man forte ai volontari arriverà personale dell’Arma dei carabinieri in congedo, con la partecipazione anche delle Dame della Benemerita, per svolgere servizi connessi alla vigilanza complessiva della struttura. Oltre all’Associazione nazionale carabinieri, ci sarà l’associazione nazionale della polizia di stato ed il Comune ha assicurato che verranno effettuati servizi aggiuntivi per migliorare la situazione. Nella stessa riunione si è stabilito che l’organizzazione della struttura venga disciplinata con apposito regolamento in modo da chiarire la ripartizione di compiti e competenze fra le diverse associazioni operanti in loco. Saranno firmati due protocolli di intesa: uno con l’associazione “Medici del Mondo” per garantire servizi socio-sanitari ai migranti, con particolare riguardo a quelli che versano in precarie condizioni psicologiche o che sono vittime di tratta, l’altro con l’associazione delle “Pantere Verdi” che assicurerà l’assistenza prettamente sanitaria. (foto Marco Costantino)

Immigrati occupano il centro d’accoglienza ad Archi. Ruvolo: “Cerchiamo siti alternativi”

immigrati archiDi Gabriella Lax

Si sono barricati dentro. Da stamane è occupato dagli stessi ospiti immigrati il centro di prima accoglienza di Archi a Reggio Calabria. Gli immigrati sono quasi 500 nella città dello Stretto, distribuiti in tre punti differenti. Protestano, a loro dire, per le condizioni di vitto e alloggio, per la mancanza di abiti, per le condizioni in cui trascorrono le giornate. Ad Archi in questo momento le forze dell’ordine stanno controllando la situazione. Scene surreali: da una parte il mercato del lunedì coi cittadini intenti a fare gli acquisti; dall’altra una parte degli immigrati fuori, e poi gli irriducibili in protesta all’interno dei locali dell’ex facoltà di giurisprudenza. Calma solo apparente, coi volontari della struttura ai quali è impedito di uscire. Momenti di tensione per una donna anziana che ha accusato un malore e che è stata fatta uscire dai volontari che sono riusciti a tagliare una recinzione. immigrati archi 3Il centro ospita gli immigrati minorenni e qualche famiglia. Sul posto il delegato del sindaco, il consigliere comunale Antonio Ruvolo. “Stiamo scoppiando. Cinquecento persone sono troppe. Non arriviamo a gestire tutto con i volontari”. Racconta della ribellione dei minori, di magliette infilate nei servizi igienici e della difficoltà ad intervenire celermente con la manutenzione. Ma soprattutto il Comune di Reggio Calabria pensa ad una soluzione diversa. Il centro di Archi, dopo l’ennesima “rivolta”, sarà certamente chiuso. “Stiamo ragionando sulle soluzioni alternative – chiarisce il delegato – si era pensato ad una tendopoli in un campo di calcio; ipotesi scartata per via del caldo eccessivo di questi giorni. L’alternativa potrebbe essere uno dei tanti capannoni non utilizzati”. Nelle prossime ore, a tal proposito, si svolgerà una riunione in prefettura.

La protesta dei circa trecento migranti è terminata dopo una lunga trattativa all’ora di pranzo. Nel tardo pomeriggio si resta in attesa delle decisioni che saranno prese da Comune e prefettura.

(foto Marco Costantino)

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Stanotte sbarcati 400 immigrati. E a Bruxelles Marino racconta del cuore di Reggio

Di Gabriella Lax

sbarco notturno 2Bagnati. Spaventati. Sono arrivati nel cuore della notte al porto di Reggio Calabria, i circa 400 immigrati, tratti in salvo ieri sera a 50 miglia a largo di Capo Spartivento, provincia di Reggio Calabria. A portare i soccorsi al barcone in avaria, abbandonato in alto mare, sono state tre motovedette delle Capitanerie di Porto di Roccella Jonica e di Catania ed una motonave della Guardia di finanza. Infaticabili i volontari (Caritas, Coordinamento ecclesiale e la Croce Rossa italiana, Protezione civile e tanti altri) a lavoro già da ieri pomeriggio per preparare le tende per l’accoglienza. Presi dal freddo e inzuppati dal logorio delle onde, gli immigrati hanno ricevuto il primo conforto con le coperte. Sul posto, come di consueto, anche il grande tendone della Regione Calabria, per le cure agli immigrati affetti da patologie cutanee. I migranti (quasi tutti uomini), dopo le consuete procedure di identificazione, saranno trasferiti nel centro di accoglienza di Taranto, i minori non accompagnati invece troveranno accoglienza nella strutture della città dello Stretto. Una macchina collaudata quella dei primi soccorsi che fa sbarco notturno 5della città dello Stretto una perla dell’accoglienza. E proprio su questi temi si è discusso a Bruxelles, dove si è recato l’assessore comunale alle politiche sociali Giuseppe Marino, tra i protagonisti di un’esperienza importante sull’immigrazione. “Abbiamo incontrato parlamentari europei e membri della commissione, oltre a funzionari e dirigenti” chiarisce l’assessore, partito insieme ai ragazzi dell’istituto Piria, tra di essi Aliu e Moammed minori stranieri non accompagnati. “Insieme a loro – afferma – abbiamo parlato dell’esperienza di Reggio insieme al sindaco Mimmo Lucano che ha raccontato la splendida storia di Riace. Con Mario Talarico (sindaco di Carlopoli) e Giovanni Mannoccio (di Aquaformosa) abbiamo trasferito l’immagine di una Calabria accogliente e solidale”. L’iniziativa è stata organizzata da Andrea Cozzolino del Pd e dal gruppo S&D Socialist dell’Europarlamento. Ha partecipato anche l’europarlamentare calabrese Gianni Pittella. (Foto Marco Costantino)