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Giuseppe Vs Giuseppe. Per il consiglio metropolitano “Dimissioni Raffa? un atto di correttezza istituzionale”

Metropolis_25 copia(foto/montaggio Marco Costantino)

“Nessuna aggressione politica, nessuna polemica, nessuno scontro, tantomeno personalizzato come si vorrebbe far apparire, solamente la volontà di chiarire ciò che sta avvenendo soprattutto a beneficio dei cittadini che guardano con grande attenzione, e grandi aspettative, alla nascita di questo nuovo Ente”. Continua la disputa tra la costituenda città metropolitana e il presidente della Provincia Giuseppe Raffa. Con queste parole sono i consiglieri del nuovo ente (Riccardo Mauro, Caterina Belcastro, Filippo Bova, Antonino Castorina, Salvatore Mafrici, Demetrio Marino, Antonino Nocera, Filippo Quartuccio, Fabio Scionti, Pierpaolo Zavettieri, Giuseppe Zampogna e Domenico Giannetta) a proseguire un “botta e risposta” nato ai primi di agosto sulla stampa, culminato nella richiesta di sfiducia passatacon 13 voti favorevi mercoledì nel consiglio metropolitano. Raffa invece difende le sue ragioni dalla pagina Facebook. Per i consiglieri metropolitani “Qui non è una questione politica ma di correttezza istituzionale. Non esiste alcuna dicotomia tra Raffa e Falcomatà. Chi tenta di mettere la questione su questo piano sta certamente sbagliando il tiro. L’ordine del giorno votato dal Consiglio Metropolitano è chiarissimo. Siamo di fronte alla necessità di accelerare l’iter di costituzione del nuovo Ente, che è guidato da rappresentanti democraticamente eletti con un affluenza al voto elevatissima, dalla quasi totalità degli amministratori dei Comuni della Città Metropolitana. Siamo convinti -proseguono –  che ognuno abbia il preciso dovere di anteporre sempre il bene delle istituzioni al proprio destino personale. Crediamo che perpetrare il regime di prorogatio per qualche decina di giorni o qualche mese non avrebbe alcuna utilità per l’Ente, ma soprattutto non la avrebbe per i cittadini, che attendono che la Città Metropolitana entri davvero nel pieno delle sue funzioni. Guardiamo a ciò che è avvenuto in altri contesti, ad esempio a Venezia o Messina, dove il processo di transizione è stato gestito conferendo agli eletti l’agibilità più assoluta. Abbiamo affermato chiaramente in Consiglio Metropolitano che la richiesta di dimissioni nei confronti del Presidente Raffa non è un’offesa verso la sua persona, ma risponde alla necessità di accelerare l’iter e conferire pieni poteri alla Città Metropolitana. Non ha senso continuare a trincerarsi dietro le debolezze della Legge Delrio. Nonostante questa riforma abbia avuto il merito di rispondere ad una domanda di rinnovamento attesa da anni, è vero che alla luce dei fatti il testo normativo necessita quantomeno di una revisione. Nessuno mette in dubbio che la riforma abbia dei limiti o delle mancanze da colmare sul piano interpretativo. Lo abbiamo affermato durante la prima riunione del Consiglio Metropolitano e lo stesso Sindaco Falcomatà ha sollevato la questione anche nelle sedi romane. Ma proprio in virtù di questi aspetti è bene ricordare come altri Presidenti di Provincia in Italia abbiano superato il vulnus riscontrato, dimettendosi responsabilmente alla scadenza naturale del mandato o all’elezione del Consiglio Metropolitano e consegnando pieni poteri a quest’ultimo ed al Sindaco Metropolitano, senza che venisse nominato alcun commissario. Nessun timore dunque, il caso di Venezia è emblematico. E per citare le parole della ex Presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti, riteniamo che “quando le norme in vigore sono deficitarie é importante fare di tutto per compensare una situazione sfavorevole, che danneggerebbe l’erogazione dei servizi e la sicurezza dei cittadini”. L’invito – in conclusione – dunque deve essere quello di abbassare i toni. Non c’è alcuna volontà di andare contro, semmai la necessità di guardare avanti, di rispondere in modo celere ed efficace alle esigenze che il territorio ci sottolinea. Riteniamo sia il momento di dimostrare grande compattezza e senso delle istituzioni. Il Presidente Raffa valuti non perda questa occasione”.

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“Metropolis”. Botte da orbi: Falcomatà “Misuriamo la febbre al morto”. Raffa “Come 2 anni fa, contro di me campagna diffamatoria”

metropolis 2di Gabriella Lax

Il primo consiglio metropolitano si chiude con la votazione di sfiducia contro il presidente della Provincia di Reggio Calabria, Giuseppe Raffa…Lui proprio non vuole saperne di pronunciare la parola dimissioni. Alla richiesta di sfiducia, mercoledì mattina, le obiezioni da parte di alcuni consiglieri hanno riguardato l’inutilità di un incontro interlocutorio con Raffa procrastinato a dopo la sfiducia. E’ il sindaco Giuseppe Falcomatà a chiarire le intenzioni. “Si guardi a cosa è accaduto in tutte le altre città metropolitane, da Messina, a Venezia e Torino ci sono state le dimissioni – spiega – solo a Reggio questo non è accaduto”. La risposta immediata secondo Falcomatà? “Accelerare l’iter di produzione dello statuto”. Nessun altra soluzione per quella mancanza di volontà da parte di Raffa, più volte etichettata dal primo cittadino come “strumentale” e non funzionale agli interessi della metropoli dello Stretto. Ma la settimana si chiude con la pesante, l’ennesima, presa di posizione di Raffa che, ancora una volta dal social Facebook, rimanda le accuse al mittente, accusando il sindaco di Reggio di aver avuto, nel corso del consiglio metropolitano, “Un atteggiamento indegno da parte di chi rappresenta anche la mia città”. Questo il commento per le parole usate dal sindaco in riferimento alla situazione del presidente dell’ente Provincia “Misuriamo la febbre al morto”. E così Raffa si sente vittima di una “violenta campagna di comunicazione contro di me, con l’esposizione della mia persona alla gogna politica e mediatica nella prima seduta del consiglio metropolitano” dunque “inaccettabile e volgare tentativo di intimidazione politica. Due anni dopo il primo tentativo fatto in questa direzione, vogliono nuovamente costringermi alle dimissioni, esercitando forti pressioni, per colmare le gravissime lacune della legge Delrio” chiarisce sulla sua pagina istituzionale. E poi incalza “ Respingo al mittente questa vera e propria intimidazione politica che ha lo scopo di accentrare tutto nelle mani di una sola persona, tentando di mandare via una giunta collegiale, espressione di democrazia, che continua a operare a titolo gratuito, per sostituirla con un commissario che oltre ad avere dei costi impiegherebbe mesi prima di capire come muoversi. Questo svela l’imbroglio, non c’è nessuna volontà di accelerare nulla, anche perché ci vorranno mesi prima del varo dello Statuto. Piuttosto che usare toni minacciosi contro di me, Falcomatà farebbe meglio a chiedere una modifica della legge Delrio e a mettersi al lavoro sullo Statuto senza gettare fumo negli occhi e senza mistificare la realtà”. E c’è chi accusa il presidente Raffa di stare travalicando i limiti dell’ordinaria amministrazione dell’ente Provincia. Fatto sta che il countdown che segna la sua ora, politicamente parlando, inizierà a muoversi quando sarà fattivo lo statuto. Ora come ora, un miraggio nel deserto. (foto Marco Costantino)

“Metropolis. Prima puntata”. Un pò di chiarezza. Raffa contro Falcomatà e “l’abominevole legge Delrio”

metropolisdi Gabriella Lax

C’era una volta la città di Reggio Calabria che, un bel mattino, si risvegliò (di già) ”Città metropolitana”. La città dello Stretto andò a fare compagnia alle designate, superfortunate, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, più Roma Capitale con disciplina speciale. in premessa, le città metropolitane sono guidate dai sindaci dei territori, con enti snelli per l’area vasta provinciale, senza personale politico appositamente eletto e retribuito, con incremento di unioni e fusioni dei Comuni, piani di ristrutturazione e dismissione degli enti e delle aziende non più funzionali.

Cura dello sviluppo strategico del territorio metropolitano; promozione e gestione integrata dei servizi, delle infrastrutture e delle reti di comunicazione di interesse della città metropolitana; e cura delle relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee, con questi obiettivi la legge Delrio (n.56 del 7 aprile 2014 “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”) ridisegna confini e competenze dell’amministrazione locale. “Per Reggio Calabria – si legge nel testo del Governo – sarà necessario aspettare la scadenza degli organi provinciali nel 2016”. Per il testo la scadenza è di 245 giorno dopo l’approvazione dello statuto della città metrpolitana.

E qui casca il primo asino. Il presidente della Provincia di Reggio Calabria (in teoria da giugno fuori dai giochi) Giuseppe Raffa proprio non ci sta. Non ci sta a dimettersi, non ci sta a lasciare che commissari guidino (“ancora una volta, il commissario prefettizio è una forzatura. Ne abbiamo avuto abbastanza. La città non merita questo” sostiene) l’ente fino alla scadenza naturale (intorno a febbraio). Intanto Raffa continua con gli atti di ordinaria amministrazione e, su Facebook, non nasconde tutto il suo disappunto verso le pretese del sindaco (insindacabile numero uno nella città metropolitana) e nei confronti di tutti i limiti manifesti della legge Delrio.

metropolis 2La 56 di Delrio è una legge liberticida antidemocratica e inconcludente. Se io sono ancora in carica la “colpa” è la sua, mica la mia. Io faccio quello che la legge prevede. Se il PD non sa neppure scrivere una riforma non è un problema mio. Oltre tutto vorrei sapere cosa vuole da me esattamente Falcomatà, visto che io come Presidente della Provincia sono stato eletto dai cittadini mentre lui Sindaco Metropolitano lo è diventato d’ufficio. Pensavo che la mia presenza non gli fosse d’ingombro anzi ritenevo fosse una risorsa per lo stesso Falcomatà, perché credo che grazie all’esperienza amministrativa, dopo questi 5 anni avrei potuto trasferire un bagaglio di esperienze. Ho offerto pubblicamente la mia piena collaborazione istituzionale. Se viene rifiutata, non mi resta che prenderne atto ma non abboccherò all’amo di chi vuole farmi entrare in polemica. Io continuerò a occuparmi dei problemi dei cittadini e del territorio. Piaccia o non piaccia a chi non perde occasione per attaccarmi”. L’articolo 18 delle legge 56 è il pomo della discordia e così riferisce “La città metropolitana di Reggio Calabria è costituita, con le procedure di cui ai commi da 12 a 17, alla scadenza naturale degli organi della provincia ovvero comunque entro trenta giorni dalla decadenza o scioglimento anticipato dei medesimi organi e, comunque, non entra in funzione prima del rinnovo degli organi del comune di Reggio Calabria”. Per il presidente Raffa la Delrio “E’ una legge abominevole, con trasversalismi stupidi – aggiunge – un consiglio metropolitano, senza quote rosa, dove il sindaco non può essere sfiduciato”. Nonostante l’incazzatura di Raffa, il palazzo della Provincia ospiterà domattina alle 10, la prima storica riunione del consiglio metropolitano. All’ordine del giorno l’esame delle condizioni di eleggibilità dei consiglieri metropolitani proclamati eletti, l’insediamento e la convalida degli eletti e le comunicazioni del sindaco metropolitano. (foto Marco Costantino)