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Stanotte sbarcati 400 immigrati. E a Bruxelles Marino racconta del cuore di Reggio

Di Gabriella Lax

sbarco notturno 2Bagnati. Spaventati. Sono arrivati nel cuore della notte al porto di Reggio Calabria, i circa 400 immigrati, tratti in salvo ieri sera a 50 miglia a largo di Capo Spartivento, provincia di Reggio Calabria. A portare i soccorsi al barcone in avaria, abbandonato in alto mare, sono state tre motovedette delle Capitanerie di Porto di Roccella Jonica e di Catania ed una motonave della Guardia di finanza. Infaticabili i volontari (Caritas, Coordinamento ecclesiale e la Croce Rossa italiana, Protezione civile e tanti altri) a lavoro già da ieri pomeriggio per preparare le tende per l’accoglienza. Presi dal freddo e inzuppati dal logorio delle onde, gli immigrati hanno ricevuto il primo conforto con le coperte. Sul posto, come di consueto, anche il grande tendone della Regione Calabria, per le cure agli immigrati affetti da patologie cutanee. I migranti (quasi tutti uomini), dopo le consuete procedure di identificazione, saranno trasferiti nel centro di accoglienza di Taranto, i minori non accompagnati invece troveranno accoglienza nella strutture della città dello Stretto. Una macchina collaudata quella dei primi soccorsi che fa sbarco notturno 5della città dello Stretto una perla dell’accoglienza. E proprio su questi temi si è discusso a Bruxelles, dove si è recato l’assessore comunale alle politiche sociali Giuseppe Marino, tra i protagonisti di un’esperienza importante sull’immigrazione. “Abbiamo incontrato parlamentari europei e membri della commissione, oltre a funzionari e dirigenti” chiarisce l’assessore, partito insieme ai ragazzi dell’istituto Piria, tra di essi Aliu e Moammed minori stranieri non accompagnati. “Insieme a loro – afferma – abbiamo parlato dell’esperienza di Reggio insieme al sindaco Mimmo Lucano che ha raccontato la splendida storia di Riace. Con Mario Talarico (sindaco di Carlopoli) e Giovanni Mannoccio (di Aquaformosa) abbiamo trasferito l’immagine di una Calabria accogliente e solidale”. L’iniziativa è stata organizzata da Andrea Cozzolino del Pd e dal gruppo S&D Socialist dell’Europarlamento. Ha partecipato anche l’europarlamentare calabrese Gianni Pittella. (Foto Marco Costantino)

Reggio, fino a 900 euro di agevolazioni per i detentori di alloggi popolari

Di Gabriella Lax

alloggi comuneAgevolazioni fiscali riservate ai detentori di affitto negli alloggi sociali, con benefici che possono arrivare fino a 900 euro di detrazioni. Un’iniziativa che il Comune di Reggio Calabria ha condiviso coi sindacati e le associazioni che rappresentano l’inquilinato, presentata stamane a palazzo San Giorgio. All’incontro c’erano il sindaco Giuseppe Falcomatà, l’assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Marino, l’assessore alle Finanze Armando Neri, il consigliere delegato all’edilizia residenziale pubblica Giovanni Minniti, il segretario regionale Sunia Calabria (Sindacato nazionale unitario inquilini ed assegnatari) Antonio Spataro ed i rappresentanti delle altre associazioni degli inquilini. “Uno strumento che si rinnova” evidenzia l’assessore Marino, poiché era stato sperimentato lo scorso anno. “Un aiuto concreto alle tante famiglie di questa città che vivono negli alloggi di edilizia locale di competenza del Comune o dell’Aterp”. Lo strumento utilizzato, in questo caso fa ricorso a risorse nazionali. “Vorremmo – spiega ancora l’assessore – che possa essere utilizzato da un numero sempre maggiore di famiglie e non vogliamo disperdere l’occasione di utilizzare questo strumento. Pur nelle ristrettezze del bilancio comunale, la detrazione potrà essere erogata tramite gli uffici comunali grazie alla collaborazione coi Caf dell’inquilinato”. Poi la notizia che, circa 20 giorni fa, “La Regione Calabria dopo 2 anni di attesa finalmente ha versato il contributo alloggiativo del 2014 e poi 2015.Circa 300 utenti potranno finalmente ricevere i contributi richiesti 2 anni fa”. Per Spataro “E’ uno strumento che non molti conoscono, nonostante sia stato attivato negli anni precedenti. Una detrazione insolita rispetto agli anni passati poiché la legge prevede 3 anni di sperimentazione (fino al 2017 nds). Una detrazione a scalare mano mano che finiscono i redditi”. Per Minniti “Quello degli alloggi è un tema complesso e pieno di contraddizioni. Al momento il Comune è impegnato nel ristabilire le regole. Si pensi solo che, ad oggi, circa il 40% degli assegnatari di alloggipoplari sono morosi sul canone di locazione”. L’assessore Neri conferma “L’attenzione del Comune per aiutare le fasce più deboli. L’amministrazione – afferma – promuove iniziative su una tematica delicata che si affronta con grande attenzione. Già è importante la possibilità di conferire agevolazioni e di aver riaperto un dialogo con le associazioni dopo un periodo d’interruzione”. L’ultima parola al sindaco che denuncia “Il settore edilizio deve essere più produttivo di quello che è stato finora. In 18 mesi non abbiamo provveduto neanche ad un’assegnazione. Al momento abbiamo avviato un percorso di ripristino delle regole” e poi conclude “Serve intervenire riprendendo la graduatoria e valutando se ci sono situazioni che sono mutate”. (foto Marco Costantino)

Immigrati, Falcomatà sarà a Bruxelles per discutere dell’accoglienza nella città dello Stretto

di Gabriella Lax

Una croce e un numero. Una croce, un numero, un fiore. C’è un campo nel cimitero di Armo, sopra Gallina di Reggio Calabria, che da oggi diventerà un luogo accoglientea, così ci piace immaginarlo, la culla della speranza. cimitero armoLa speranza che, nonostante tanti occhi continuino a non voler vedere, si possa trovare una soluzione alla strage dei migranti nel mar Mediteraneo. Stamattina c’era il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, c’erano il presidente della Provincia Giuseppe Raffa, il vescovo Giuseppe Fiorini Morosini, il prefetto Claudio Sammartino e le autorità, per l’ultimo saluto ai morti in mare che domenica scorsa sono arrivati nella città dello Stretto. Il “Santo Rosario”, la benedizione, le lacrime dei familiari. Gli sguardi di persone, cristiani, musulmani, che cercano conforto gli uni dentro gli occhi degli altri, con la dolorosa domanda che risuona davanti ai corpi innocenti: “Perchè?”. Mostra sensibilità l’amministrazione comunale e lo stesso primo cittadino lancia la proposta, istituire il 3 giugno di ogni anno una giornata per ricordare queste vittime. E della situazione degli sbarchi nella città dello Stretto, che si candida ad essere hotspot di secondo livello, Falcomatà e l’assessore alle politiche sociali, Giuseppe Marino, discuteranno il prossimo 22 giugno a Bruxelles.

cimitero armo 3

“E’ una giornata di dolore – ha spiegato il sindaco – il dolore non ha colore, non ha appartenenza e non ha religione. Il dolore è umano e noi questa tragedia continua la affrontiamo cercando di rimanere umani, al di là delle difficoltà. E lo stiamo facendo grazie al lavoro dei volontari, della Protezione civile, delle associazioni, grazie al coordinamento della Prefettura. Quei 45 morti tutti insieme nella nostra città non si vedevano da tantissimo tempo. Per il rispetto dei valori dell’accoglienza e dell’inclusione è stato doveroso dare loro degna sepoltura. Il sentimento di solidarietà civile, in questa città deve continuare a crescere giorno dopo giorno. La giornata di oggi, a 24 ore dalla festa della Repubblica, serve a riflettere su quanto i valori impressi nella Costituzione che parlano di libertà fondamentali, a pochi chilometri da noi, non sono così scontati. Chi fugge da guerre e sofferenze oggi va incontro a tutto questo e non possiamo restare indifferenti poiché siamo un popolo che in passato ha vissuto l’emigrazione. Vorrei che la giornata di oggi non sia un unicum ma che possa essere istituzionalizzata come una giornata di commemorazione e che sia da esempio affinchè queste tragedie non si ripetano in futuro”.

cimitero armo 4Di “momento di grande umanità e di silenzio” parla don Nino Pangallo della Caritas diocesana. “Siamo di fronte a questi 45 morti in un olocausto di chi è partito con la speranza di un futuro migliore e si ritrova dentro una fossa. Nel vedere i corpi di bambini, di mamme con i loro piccoli, non ci sono parole ma solo il silenzio e chiedersi cosa possiamo a fare di più perchè abbia fine questo dolore. La nostra città sta dando una testimonianza molto bella di inclusione, di maturità, di accoglienza. Non possiamo fermarci alle celebrazioni ma dobbiamo lavorare per accogliere e moltiplicare i nostri aiuti ed il bene che la città è capace di fare”.

Per adesso ci sono i numeri, piantati nella terra, a ricordare sepolture che, dopo le procedure amministrative, avranno il nome ed il cognome di chi in quel terreno, riposerà per sempre. (foto Marco Costantino)