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L’ospedale metropolitano sempre più una realtà. Firmato il protocollo tra l’azienda ospedaliera ed il Comune reggino. E dal 3 ottobre parte cardiochirurgia

img-20160922-wa0009Di Gabriella Lax

Inizia a prendere forma “l’ospedale metropolitano”, come è stato battezzato dal sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, il progetto di un nuovo nosocomio, realizzato ampliando gli ospedali Morelli del viale Europa. Stamane a palazzo San Giorgio a battesimo il protocollo d’intesa firmato con il direttore generale dell’azienda Bianchi Morelli Melacrino, Frank Benedetto.

“Si tratta di un altro passo avanti -chiarisce il primo cittadino in conferenza stampa – dopo la vittoria del bando Inail, dopo aver acquisito dal demanio i terreni che servono a riqualificare l’ospedale Morelli, oggi si firma il protocollo d’intesa che consente all’azienda ospedaliera di usufruire dei nostri responsabili degli uffici e dei dirigenti del settore lavori pubblici affinchè possano (gratuitamente) dare una mano per la stesura del progetto esecutivo”. Uno step in più verso i lavori che inizieranno fra sei mesi e che consentiranno alla città metropolitana di avere un presidio ospedaliero “all’avanguardia – prosegue il sindaco – che ha come obiettivo la dignità nei confronti del malato e che possa diventare un centro d’eccellenza che possa far evitare l’emigrazione sanitaria”. Un’opera strategica per Falcomatà poiché “realizzare il nuovo ospedale significa rigenerare un intero quartiere, il viale Europa. Un appuntamento che cambierà la vita dei cittadini e l’assetto urbanistico della città. Non si tratta di una cattedrale nel deserto ma di un’opera per la crescita cittadina. dsc_2555Da sindaco mi vergogno di ciò che è successo a Roma (il riferimento è alla bocciatura della candidatura della capitale per i giochi olimpici nds), mi sento privato di una grande occasione. E le buone occasioni non si possono perdere avendo paura che possano non andare a buon fine. Noi abbiamo ottenuto la fiducia dei cittadini e non possiamo deluderli”. E gli ospedali Riuniti? “Saranno utilizzati – chiude – come una sorta di pertinenza del parco Caserta”. Soddisfazione per il progetto espressa dal consigliere delegato alla sanità Valerio Misefari che ricorda il momento in cui, qualche mese fa, fu partorita l’idea del nuovo ospedale e che plaude all’amministrazione “per l’impegno profuso a livello romano perchè questo progetto possa essere realizzato”. La storia del nuovo progetto parte da lontano, chiarisce Benedetto “Quando ancora non era viva l’esigenza di rispondere alle criticità dell’adeguamento strutturale antisismico degli ospedali Riuniti avevamo fatto un calcolo sui 60 milioni di euro necessari (circa due milioni e mezzo a torre per 23 torri esistenti nella struttura nds)”. Adesso con 180 milioni di euro da investire nella zona del viale Europa si tratta del più grande finanziamento d’Italia”. Entro i prossimi 30 giorni il progetto potrà andare a bando, toccherò all’Inail indire la gara e poi partiranno i lavori da concludersi entro 5 anni, in linea di massima. Buone notizie da cardiochirurgia. “Il prossimo 3 ottobre – afferma il direttore – partirà l’attività ambulatoriale col servizio nazionale per la preparazione agli interventi”. (la seconda foto è di Marco Costantino)

Protesta degli immigrati, Muraca: “Ci sono i fondi per la struttura di Archi, ma nel frattempo serve una soluzione per gli ospiti”

immigrati-7settDi Gabriella Lax

Scendono in strada i minori non accompagnati. Dopo la protesta al centro di primissima accoglienza di Archi, dello scorso 18 luglio, stamane la manifestazione ha investito le vie del centro storico. I giovani ospiti chiedono condizioni di vita migliori e, soprattutto, chiedono di poter raggiungere le città del Nord Italia. Specchietti per le allodole. Anche nei grandi centri urbani riguardo all’accoglienza dei migranti, in Italia, come all’estero la situazione al collasso è generalizzata. L’assessore comunale alla legalità ed alla sicurezza Giovanni Muraca che (insieme al delegato comunale alla protezione civile Antonio Ruvolo) segue la vicenda dall’inizio, spiega le problematiche del caso. Reggio Calabria è un centro di primissima accoglienza, ciò presuppone una sosta degli immigrati per pochi giorni per poi raggiungere altri centri. “Ma la realtà dei fatti – afferma Muraca -è che i centri di prima accoglienza ed il resto sono completamente saturi”. Nella città dello Stretto sono tre i presidi per l’emergenza degli immigrati: oltre all’ex polo universitario di Archi, c’è lo “Scatolone” ed i locali della Capitaneria di porto. dsc_9891-copia-copiaI continui sbarchi poi non consentono un attimo di pausa. Giorni necessari per realizzare uno degli intenti dell’amministrazione Falcomatà. “Col 99% di certezza abbiamo ottenuto un finanziamento del ministero – chiarisce l’assessore – con questi fondi si potrebbero utilizzare per sistemare nel migliore dei modi e rendere più confortevole la struttura di Archi”. Ma il problema è: dove sistemare gli immigrati (considerata la cadenza dei nuovi sbarchi) nel tempo necessario per fare i lavori? Un interrogativo non di poco conto se si tiene presente il numero degli immigrati presenti. Insomma una bella “patata bollente” con la quale i volontari e la popolazione si sono finora misurati egregiamente. Una questione che potrebbe alleggerirsi se condivisa con i sindaci della città metropolitana. “Molti di loro si sono dimostrati disponibili – dice Muraca – Bagaladi ad esempio, ha accolto 30 minori. La cosa più triste sono gli amministratori che in pubblico fanno i paladini dell’integrazione e che in realtà ci hanno sempre voltato le spalle”.

Prime iniziative del neo Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari sul tema dell’immigrazione. Giovedì pomeriggio, il Prefetto effettuerà un sopralluogo presso l’attendamento in San Ferdinando – unitamente al Capo Dipartimento della Protezione civile regionale, Dr. Tansi, e ai componenti della Commissione Straordinaria di quel Comune – al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi relativi alla prima fase del noto Protocollo operativo, stipulato presso questo Palazzo del Governo lo scorso 19 febbraio, mirante a garantire, nell’immediato, la riconduzione dell’attendamento a condizioni di vivibilità, unitamente ad interventi di bonifica e iniziative volte a una ordinata “gestione del campo”. Venerdì 9 settembre, alle ore 12,15 presiederà, per la prima volta in questa sede, il Consiglio Territoriale dell’Immigrazione sul tema dell’accoglienza dei migranti in questo territorio provinciale. Lunedì 12 settembre, alle ore 12,30, il Prefetto di Bari presiederà, invece, un incontro con tutti i Sindaci della provincia per una ulteriore sensibilizzazione degli stessi sulla necessità di attivare forme di accoglienza diffusa dei cittadini extracomunitari in tutta la provincia. Infatti la recente ondata migratoria che ha interessato le coste italiane e quelle calabresi e siciliane in particolare comporta l’esigenza che sia avviata ogni utile iniziativa per il reperimento di nuovi posti.

Il sindaco Falcomatà al prefetto Di Bari: “Pienezza dei diritti miglior auspicio per opera di servizio verso la comunità”

sindaco e prefetto 2«Rivolgo i miei più cordiali saluti, insieme con gli auguri di buon lavoro, al nuovo Prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari, al quale va il benvenuto da parte della comunità reggina, dell’Amministrazione comunale e dalla Città Metropolitana che rappresento». E’ quanto ha dichiarato il Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà a margine dell’incontro tenutosi questa mattina a Palazzo San Giorgio con il nuovo Prefetto Michele Di Bari. «Ho accolto con viva soddisfazione le parole del Prefetto Di Bari – ha aggiunto il Sindaco Metropolitano – che nella sua prima lettera pubblica alle istituzioni cittadine ha richiamato la necessità di vivere la pienezza dei diritti. Sono parole importanti soprattutto in una terra difficile e complessa come la nostra, un territorio di frontiera dove le Istituzioni rappresentano un baluardo importante per la comunità. Credo sia il miglior auspicio per l’inizio di un percorso di collaborazione istituzionale, a servizio dei cittadini, per l’affermazione della cultura della legalità sul nostro territorio e per la lotta a tutte le organizzazioni criminali».

Il sindaco Falcomatà sul branco di Melito: “Scendiamo in piazza per riscattare la comunità”

sindaco«Le violenze collettive del branco di Melito Porto Salvo nei confronti di una bambina di appena 13 anni rappresentano una sconfitta pesante per l’intera comunità calabrese. Non solo per i fatti, gravissimi in sé, che dovrebbero richiamare ad una riflessione profonda sulla condizione malata che spinge un manipolo di bestie poco più che maggiorenni ad abusare ripetutamente di una bambina soggiogandola fisicamente e mentalmente». E’ quanto si legge in una nota a firma del Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. «Ci sono due fattori – prosegue la nota – sui quali va comunque posto un accento ulteriore: il primo è il contesto ‘ndranghetista all’interno del quale si sono verificati gli osceni episodi messi alla luce dall’indagine della magistratura reggina. Il secondo certamente il velo di silenzio omertoso che ha coperto questa vicenda. Come è possibile che nessuno sapesse nulla? Come è possibile che un’intera comunità abbia lasciato che una bambina bruciasse tra le fiamme di un inferno fatto di molestie, di violenza e di schiavitù per cosi tanto tempo. I fatti di Melito Porto Salvo in sostanza condannano un’intera comunità, che ora deve necessariamente fare i conti con se stessa e con la genesi patologica che ha consentito che quelle barbare ed inaudite violenze fossero perpetrate praticamente sotto la luce del sole». «Condannando quei fatti – scrive ancora il Sindaco Falcomatà – è necessario condannare il contesto entro il quale quegli stessi fatti si sono generati. E quindi la mentalità ‘ndranghetista dei padrini che vorrebbero ergersi a padroni di una comunità, tenendola di fatto in ostaggio, barattando il silenzio con la violenza, l’omertà con l’intimidazione». «Ho apprezzato la dura presa di posizione pubblica rilevata dall’Assessore reggino Armando Neri, che per primo ha sollevato la necessità per le istituzioni, tutte, nessuna esclusa, di squarciare quel velo di silenzio e di omertà che ha ammantato questa vicenda, costituendosi parte civile nel processo contro gli aguzzini della tredicenne di Melito. Da Sindaco Metropolitano mi attiverò affinché tutte le istituzioni si schierino prontamente dalla parte giusta, rappresentando lo sdegno dell’intera comunità metropolitana e condannando apertamente ed in tutti i modi possibili quello scempio». «Ma ritengo che ciò non possa bastare – conclude il Sindaco – l’intera comunità di Melito Porto Salvo è chiamata ad uno slancio collettivo che porti in strada lo sdegno e la condanna nei confronti di questi tragici avvenimenti. I cittadini di Melito Porto Salvo e di tutta la nostra Città Metropolitana hanno una grande occasione: la comunità deve riscattarsi. E deve farlo presto, organizzando un’iniziativa pubblica che manifesti apertamente la voglia di cambiamento e di riscatti di chi non vuole più continuare a subire in silenzio. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo a questa terra, lo dobbiamo ai nostri figli. E’ ora di uscire pubblicamente e scegliere da che parte stare». (foto Marco Costantino)

L’ira funesta di Falcomatà: “E’ mortificante che in questo dibattito manchino i cittadini ed i corpi intermedi”

sindacodi Gabriella Lax

“Noto diverse pesanti assenze. Al netto di sei interventi da parte del pubblico di chi rappresenta le parti sociali e le associazioni di categoria ed i lavorati, la cosa peggiore e più mortificante che io osservo è l’assenza della città”. Tuona così il sindaco Giuseppe Falcomatà, nell’intervento conclusivo prima della discussione sulla mozione per salvaguardare i livelli occupazionali nelle imprese colpite dall’interdittiva antimafia, oggi in consiglio comunale. “Dove sono i cittadini, le associazioni di categoria, i corpi intermedi, i club service, le parti sociali? Sono silenti, alcuni di loro sono presenti fisicamente ma non danno un contributo alla discussione, per poi criticare se non si riesce ad arrivare ad un obiettivo che dovrebbe esser appannaggio della società. E invece in questa città si continua, come nelle tragedie greche, ad essere dioscuri, “l’un contro l’altro armati” a dispetto di chi non lo so- e prosegue –la città deve schierarsi anche qundo è più difficile e deve fare i cortei e le fiaccolate quando sono indiscussioni i diirtti che vengono minati, non nascondersi dietro social network e sigle”. Falcomatà, a dispettodellerichieste di interventi dell’opposizione sottolinea l’inutilità della presenza di rappresentanti della Prefettura nel consiglio odienro poichè “essa osserva ed applica le norme, giusteo sbaglaite che siano. Cosa dunque avrebbe to portare di più al dibattito?”.La soluzione per il primo cittadino sarebbe “Lavorare per l’ampliamento della disciplina della continuità aziandale e un mandato al sindaco affinchè lavori nei tavoli isitituzionali del Governo e dell’Anci per la rivisitazione di una legge che, pur giusta nei principi, porta effetti non produttivi nel territorio in cui è applicata. Per questo serve analizzare e correggere le alterazioni del sistema e la politica non deve arrivare ultima dopo le sentenze e le decisione i dei Tar, ma ha la possibilità di farlo prima”. L’ordine del giorno sull’interdittiva passa all’unanimità nel civico consesso che riprende i lavori alle 15.30 dopo una breve interruzione. Infine viene approvato un ordine del giorno aggiunto, sottoscritto da maggioranza ed opposizione, per dare un aiuto alle popolazioni terremotate. Anche quest’ultimo approvato all’unanimità. Il presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino ricorda che dalla prossima seduta (intorno a metà settembre nds) 33 rintocchi di campana annunceranno l’inizio del civico consesso. Si ripristina così un’abitudine che negli anni si era persa.

Di seguito il testo della mozione sull’interdittiva antimafia

Città di Reggio Calabria
Al Presidente del Consiglio

Noi sottoscritti consiglieri comunali presentiamo – ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs 267/2000 e dell’art. 48 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale – la mozione denominata “iniziative per la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori delle imprese colpite da interdittive antimafia”
PREMESSO
che molte aziende del nostro territorio sono raggiunte da interdittive antimafia, un giusto provvedimento mirato a liberare l’economia dalle infiltrazioni della criminalità organizzata;
che questo provvedimento comporta, spesso, il licenziamento coatto dei lavoratori delle aziende che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione;
che in una realtà come la nostra con uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Europa ogni posto di lavoro va difeso “con le unghie e con i denti”;
che questa Amministrazione per espressa volontà del Sindaco ha convocato il consiglio comunale odierno proprio al fine di individuare una soluzione condivisa per detti problemi da individuare unitamente ai lavoratori, alle associazioni e ai cittadini;
che il lavoro dei dipendenti onesti delle attività economiche e produttive deve essere tutelato una volta che le imprese vengono colpite giustamente da provvedimenti di interdittiva;
che, infatti, soprattutto alle nostre latitudini non deve e non dovrà mai passare  il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”;

CONSIDERATO
che con decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 sono state introdotte disposizioni urgenti finalizzate a monitorare le imprese che hanno rapporti con enti pubblici in materia di contratto per lavori, prestazioni di servizi e forniture;
che ai sensi dell’art. 32 comma 10 sono state previste misure straordinarie  per la gestione e il sostegno che possono essere applicate per iniziativa del Prefetto nei confronti di aziende per le quali sia stata emessa una informazione antimafia interdittiva allorquando vi sia “l’urgente necessità di assicurare il completamento della esecuzione del contratto ovvero la sua prosecuzione al fine di garantire la continuità di funzioni e servizi indifferibili per la tutela dei diritti fondamentali, nonché per la salvaguardia dei livelli occupazionali o dell’integrità dei bilanci pubblici”
che detti provvedimenti normativi sono preordinati ad assicurare e scongiurare che la adozione dei provvedimenti inibitori nei confronti delle imprese si riverberino sulla conclusione di opere già avviate, sulla continuità di servizi, per tutelare i livelli occupazionali e l’integrità dei bilanci prevedendo forme di intervento mirato da parte della Amministrazione pubblica per la tutela sei sopra menzionati interessi;
che pertanto esistono disposti normativi che, in caso vi sia da assicurare la continuità di funzioni e servizi e la salvaguardia dei livelli occupazionali, prevedono l’applicazione di misure straordinarie di “Gestione, sostegno e monitoraggio”;
che infatti nei casi previsti  dall’art. 32 comma 10 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 è prevista la possibilità di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi, con contestuale sospensione dell’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari della società, incaricati alla prosecuzione dei contratti pubblici in corso in vigore per la tutela dei servizi e per il mantenimento e la tutela dei livelli occupazionali.
Che vi è, altresì, la necessità di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da provvedimento di interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge, e cioè anche per opere, funzioni e servizi non indifferibili, in quanto non deve passare il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”
Tutto quanto premesso e considerato
IL CONSIGLIO COMUNALE
Dichiara la propria volontà di tutelare i livelli occupazionali dei lavoratori le cui ditte sono state colpite da interdittive antimafia nonché la continuità di opere, funzioni e servizi ed a tal fine
IMPEGNA IL SINDACO
A promuovere ogni misura atta ed idonea al raggiungimento delle finalità di cui sopra incentivando la applicazione della prevista possibilità normativa, nei casi tassativamente previsti dalla legge, di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi al fine di tutelare i livelli occupazionali e la erogazione di servizi in favore della collettività;
Trasmettere ordine del giorno e relativa discussione nel tavolo Nazionale Anci;
A chiedere al Governo la possibilità di estendere analogicamente l’applicazione della normativa di straordinaria e temporanea gestione al fine di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge;
A chiedere al Governo di valutare un aggiornamento della normativa attualmente vigente in tema di misure interdittive.

Reggio, in consiglio Marino, Gangemi e Brunetti formano il gruppo “Idem”

IDeMDi Gabriella Lax

Si mischiano le carte e nasce “Idem”. A battesimo un nuovo gruppo consiliare stamane a palazzo San Giorgio. A comporlo sono i consiglieri Demetrio Marino (ex forzista transitato al gruppo misto), Paolo Brunetti (da “A testa alta”) e Francesco Gangemi (già Centro Democratico) “Identità democratica e metropolitana”, il nome scelto dal gruppo che si colloca nella maggioranza comunale, col sostegno del sindaco Giuseppe Falcomatà.

Un gruppo consiliare, “Idem”, che nasce, come si legge nelle intenzioni per essere“l’anello di congiunzione tra la cittadinanza e l’agire amministrativo, perché i cittadini vengono prima di tutto e meritano risposte. Il gruppo si pone all’interno della maggioranza come “gruppo di lavoro” che sostiene il Sindaco nelle scelte che coinvolgono la nostra comunità, avendo cura che quelle stesse scelte siano conformi al programma elettorale e facendo in modo che producano, a fronte di impegni di spesa e risorse stanziate, le giuste ricadute, in termini sociali ed economici, sul nostro territorio”. L’esistenza del nuovo gruppo è strettamente connessa dunque alle mutazioni avvenute negli enti amministrativi che costituiscono la piramide città/provincia/regione, alla luce della fine dell’ente “provincia” da un lato e dalla nascita della “città metropolitana” dello Stretto,dall’altro. “Questa sfida -chiariscono nei motivi di partenza i tre consiglieri – va affrontata con una classe politica autorevole, matura e capace di leggere nelle pieghe di un territorio che chiede a gran voce dignità di rappresentanza. In questo senso, la voce dei territori può essere interpretata anche attraverso l’esperienza di chi, proprio sul territorio, attraverso le sue articolazioni istituzionali, si è formato. L’esperienza delle Circoscrizioni, infatti, è stata per molti una palestra utile a conoscere l’importanza dell’orizzonte quotidiano. Calare tutto questo in una dimensione metropolitana, significa trasportare questa esperienza nel nuovo mondo che vogliamo costruire. Servono nuovi occhi, ma serve lo spirito di servizio di chi si è formato sul campo. Il Gruppo consiliare “Identità Democratica e Metropolitana” nasce per avere un approccio e un linguaggio nuovo rispetto al modo con cui trattare e risolvere i problemi del nostro territorio ma anche per tradurne le potenzialità in concrete occasioni di sviluppo”.

Buona vita al nascente gruppo. Anche perchè, a palazzo San Giorgio, difficilmente ci sarà uno scontro di democratica costruzione della vita amministrativa considerata la diaspora di consiglieri e le fazioni in lotta nella (ectoplasmatica) minoranza.

Giuseppe Vs Giuseppe. Per il consiglio metropolitano “Dimissioni Raffa? un atto di correttezza istituzionale”

Metropolis_25 copia(foto/montaggio Marco Costantino)

“Nessuna aggressione politica, nessuna polemica, nessuno scontro, tantomeno personalizzato come si vorrebbe far apparire, solamente la volontà di chiarire ciò che sta avvenendo soprattutto a beneficio dei cittadini che guardano con grande attenzione, e grandi aspettative, alla nascita di questo nuovo Ente”. Continua la disputa tra la costituenda città metropolitana e il presidente della Provincia Giuseppe Raffa. Con queste parole sono i consiglieri del nuovo ente (Riccardo Mauro, Caterina Belcastro, Filippo Bova, Antonino Castorina, Salvatore Mafrici, Demetrio Marino, Antonino Nocera, Filippo Quartuccio, Fabio Scionti, Pierpaolo Zavettieri, Giuseppe Zampogna e Domenico Giannetta) a proseguire un “botta e risposta” nato ai primi di agosto sulla stampa, culminato nella richiesta di sfiducia passatacon 13 voti favorevi mercoledì nel consiglio metropolitano. Raffa invece difende le sue ragioni dalla pagina Facebook. Per i consiglieri metropolitani “Qui non è una questione politica ma di correttezza istituzionale. Non esiste alcuna dicotomia tra Raffa e Falcomatà. Chi tenta di mettere la questione su questo piano sta certamente sbagliando il tiro. L’ordine del giorno votato dal Consiglio Metropolitano è chiarissimo. Siamo di fronte alla necessità di accelerare l’iter di costituzione del nuovo Ente, che è guidato da rappresentanti democraticamente eletti con un affluenza al voto elevatissima, dalla quasi totalità degli amministratori dei Comuni della Città Metropolitana. Siamo convinti -proseguono –  che ognuno abbia il preciso dovere di anteporre sempre il bene delle istituzioni al proprio destino personale. Crediamo che perpetrare il regime di prorogatio per qualche decina di giorni o qualche mese non avrebbe alcuna utilità per l’Ente, ma soprattutto non la avrebbe per i cittadini, che attendono che la Città Metropolitana entri davvero nel pieno delle sue funzioni. Guardiamo a ciò che è avvenuto in altri contesti, ad esempio a Venezia o Messina, dove il processo di transizione è stato gestito conferendo agli eletti l’agibilità più assoluta. Abbiamo affermato chiaramente in Consiglio Metropolitano che la richiesta di dimissioni nei confronti del Presidente Raffa non è un’offesa verso la sua persona, ma risponde alla necessità di accelerare l’iter e conferire pieni poteri alla Città Metropolitana. Non ha senso continuare a trincerarsi dietro le debolezze della Legge Delrio. Nonostante questa riforma abbia avuto il merito di rispondere ad una domanda di rinnovamento attesa da anni, è vero che alla luce dei fatti il testo normativo necessita quantomeno di una revisione. Nessuno mette in dubbio che la riforma abbia dei limiti o delle mancanze da colmare sul piano interpretativo. Lo abbiamo affermato durante la prima riunione del Consiglio Metropolitano e lo stesso Sindaco Falcomatà ha sollevato la questione anche nelle sedi romane. Ma proprio in virtù di questi aspetti è bene ricordare come altri Presidenti di Provincia in Italia abbiano superato il vulnus riscontrato, dimettendosi responsabilmente alla scadenza naturale del mandato o all’elezione del Consiglio Metropolitano e consegnando pieni poteri a quest’ultimo ed al Sindaco Metropolitano, senza che venisse nominato alcun commissario. Nessun timore dunque, il caso di Venezia è emblematico. E per citare le parole della ex Presidente della Provincia di Bologna Beatrice Draghetti, riteniamo che “quando le norme in vigore sono deficitarie é importante fare di tutto per compensare una situazione sfavorevole, che danneggerebbe l’erogazione dei servizi e la sicurezza dei cittadini”. L’invito – in conclusione – dunque deve essere quello di abbassare i toni. Non c’è alcuna volontà di andare contro, semmai la necessità di guardare avanti, di rispondere in modo celere ed efficace alle esigenze che il territorio ci sottolinea. Riteniamo sia il momento di dimostrare grande compattezza e senso delle istituzioni. Il Presidente Raffa valuti non perda questa occasione”.

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