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Via Condotti, riapre il negozio Armani

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«Mi affascina sempre, Roma. È una città così potente, ricca di storia e di luoghi unici, bella come la più sontuosa delle scenografie, che non smette di incantarmi. È la città di mille film, capace di sedurre il mondo con quell’immagine sensuale e solare dell’Italia che è anche la caratteristica di uno stile di vita, diventato nell’immaginario collettivo espressione di un sogno e di valori forti e positivi. Con l’apertura di un grande negozio nella storica via Condotti, meta imperdibile per chiunque visiti il nostro Paese e per chi è interessato allo shopping di lusso, ho voluto rendere omaggio a questa incredibile realtà. Per questo ho sviluppato un concept che offre ai clienti un ambiente raffinato, speciale, che in questa particolare collocazione trova la sua cornice di naturale eleganza». (Giorgio Armani)

E miglior dichiarazione d’amore non avrebbe potuto fare Giorgio Armani, qualche giorno fa, durante “One Night Only Roma”, la gran festa dello stilista al Palazzo della Civiltà dell’Eur per la riapertura della boutique in via Condotti, nove vetrine, 900 metri quadri su tre piani, «per accogliere tutto il mondo».
La classe e lo stile senza tempo di Re Giorgio, l’eleganza della manifattura, baluardo del Made in Italy, in tutto il mondo ritornano nel tempio del classicismo. roberta-armani-pierfrancesco-244069_tnProprio a Roma Giorgio Armani ha scelto di organizzare questo grande evento con più di settecento, da Tina Turner a Sophia Loren, Carlo Verdone, Christian De Sica, Emma Bonino, Margherita Buy, Ornella Muti, Federica Pellegrini, Samuel L. Jackson, Clive Owen e ancora Vittoria Belvedere, Roberta Armani, Pierfrancesco Favino, Alessandro Preziosi, Federica Pellegrini, Sabrina Impacciatore, Raul Bova. Una serata di mondanità e glamour anche internazionale, che nella Capitale, almeno per la moda, si vede raramente. Tappeto rosso e dj set fino a notte fonda con ospiti bellissime. Tutto, naturalmente, si è svolto sull’onda del buon gusto.

La serata ha anche accolto la mostra “Eccentrico”, presentata in anteprima con un nuovo allestimento e, per la prima volta, con un live fashion show per i fortunati presenti. Una sfilata fuori calendario per uno spettacolo d’eccezione di selezionati pezzi firmati Armani. In passerella le lussuose e raffinate collezioni uomo e donna Emporio Armani e Giorgio Armani per la stagione autunno-inverno 2013-2014, e la collezione Giorgio Armani Privè primavera-estate 2013.

Gabriella Lax
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Milano fashion week più chic, meno choc

MILAN FASHION WEEK: ALBERTA FERRETTILe previsioni sono di 58 miliardi di euro di fatturato per il 2013. Sospinto da questa buona novella lo stile torna a fare capolino nelle passerelle e, dalla ghiacciata New York, si trasferisce alla gelida Milano per la settimana della moda. Apertura scoppiettante al castello Sforzesco con la manifestazione di Green Peace che invita ad un acquisto pensato con la testa, ad evitare gli sprechi e i prodotti animali.

In totale vedere ben settantuno sfilate, con Gucci, Versace, Jil Sander, Emilio Pucci, Marni, Emporio Armani, Giorgio Armani che fanno il bis ed il debutto di Andrea Incontri, Wang Peiyi e i quattro vincitori di Next Generation. Un totale di cinquanta presentazioni (con le novità di Elena Ghisellini, Fatima Val, Fausto Puglisi, Jet Set, Julia Dalakian e Marta Ferri, figlia del fotografo Fabrizio Ferri e sposa del giovane Carlo Borromeo) e altre 10 presentazioni su appuntamento.

E’ la signorina bon ton il primo grande prodotto delle sfilate milanesi. Più chic e meno choc in sintesi. Senza grandi guizzi di forme e colori, un abbandono dell’eccentricità ma senza esser mai banali o scontate. Un cocktail onirico tra la duchessa di Cambridge Kate e la first lady d’America. Così vede la donna Anna Molinari che sceglie il look da principessa. Ruches e chiffon, dal materno al quasi severo per la donna targata Francesco Scognamiglio. Mentre semplici ma con un occhio particolare al glamour sono le creazioni sublimi di Alberta Ferretti.

Aquilano e Rimondi per Fay scelgono ancora di guardare all’Inghilterra e importa modelli stile college. L’unico che osa un po’ di più è Gucci che, col direttore creativo Frida Giannini opta per rigore e sensualità per creare un mix esotico ed accattivante. Sobrio e lineare nei tagli è lo stile di Giorgio Armani. Qualche accenno ironico in Salvatore Ferragamo che vivacizza il total look con imponenti accessori. Tornano gli anni Settanta con novelle “Angelica Huston” per Maurizio Pecoraro. Mentre Laura Biagiotti punta all’essenziale, strizzando l’occhio al bianco.

Gabriella Lax

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«Esuberanza creativa in Versace»

versace-armaniL’uno, Giorgio Armani vestiva la “signore”. L’altro, Gianni Versace vestiva “le puttane”. Dopo aver letto la prefazione di Armani, all’ultima biografia di Versace, confezionata dal giornalista pugliese Tony Di Corcia, ben si comprende che, in realtà, questa contrapposizione sia stata soprattutto un’invenzione, creata ad arte dai media, che una vera e propria battaglia tra i due stilisti. Battaglia che, invece, si manteneva solo sul piano creativo.

Tocca proprio a Giorgio Armani nella prefazione, raccontare di quegli anni Ottanta, degno seguito di tutto ciò che negli anni precedenti si era costruito. Momenti in cui, finalmente, si abbandonava la paura degli attentati, del terrorismo e, a Milano, come nelle altre grandi città italiane, si ricominciava ad uscire la sera, e ci si abbandonava all’estro ed all’eccitazione, prima volutamente repressi. Armani confessa di una contrapposizione all’italiana, tra lui e lo stilista calabrese. In fondo al popolo era sempre piaciuto, forse perché più semplicistico, il gioco delle dicotomie: Coppi e Bartali, la Loren e la Lollobrigida. E, alla fine di ogni sfilata (“Che cosa ha fatto Versace?”- “Che cosa ha fatto Armani?”), ognuno chiedeva dell’altro…

Così Versace e Armani, battezzati eterni rivali: la contrapposizione tra la follia esuberante, l’avanguardia contro la sobrietà delle linea e dei colori, la pulizia del taglio.
Grande testimonianza di stima per un grande artista che aveva contribuito, con il suo credo stilistico personale, a cambiare il mondo della moda e l’approccio alla stessa, ecco, nella prefazione del libro, le parole di Armani a proposito del collega scomparso, colorate di candida sincerità, per un ricordo che è quello di «Una fantastica esuberanza, di senso di allegria che tutto mescola, idee, tendenze, memoria ed arte, con una specie di noncurante vitalità. Era un grande creatore, e il passare degli anni non fa che sottolineare quello che era il suo talento».

Ps: Volevo mandare a Gianni un grande abbraccio per il 2 dicembre, il giorno del suo compleanno

Gabriella Lax