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“Amici del museo”, Franco Arillotta è il nuovo presidente. Eletto il Direttivo dell’associazione

assemblea-amici-museoLo storico Franco Arillotta è il nuovo presidente dell’associazione “Amici del museo di Reggio Calabria”. L’assemblea dei Soci si è riunita per eleggere il nuovo Presidente e il nuovo Direttivo dell’Associazione. I lavori sono stati aperti con la commemorazione del precedente Presidente, prof. avv. Vincenzo Panuccio, fatta dal vicepresidente, Rizzo. Egli ha lumeggiato il ruolo da Lui avuto nella conduzione dell’Associazione per tanti anni, e dei concreti risultati ottenuti per la tutela dell’archeologia reggina. A conclusione dell’intervento, è stata consegnata alla signora Eva Catanoso Panuccio la tessera di ‘socia onoraria’, come testimonianza del rapporto che unirà sempre l’Associazione alla Famiglia Panuccio. La signora Catanoso Panuccio, nel ringraziare, ha voluto sottolineare il forte rapporto che sempre legò suo marito all’Associazione, da Lui voluta e sostenuta. È seguita la dotta relazione del prof. Costabile, su ‘Paganesimo e Cristianità nella Reggio romana’. L’Assemblea ha quindi proceduto a eleggere gli organismi statutari. Alla Presidenza è stato chiamato per acclamazione il socio Francesco Arillotta. Sempre per acclamazione, quali componenti del Direttivo sono stati nominati i soci Ambrogio, Barbaro, Carroccio, Chirico, Costabile, Crupi, Ferrara, Papalia e Rizzo; e così per la Segreteria della Presidenza, composta dai soci Conti, Laganà, Mallone, Rechichi e Schenal. Arillotta, nel ringraziare l’Assemblea per la fiducia accordatagli, si è detto consapevole della preziosa eredità ricevuta. Ha poi illustrato i temi principali del programma che intende realizzare, a partire dalla costante promozione del patrimonio archeologico calabrese. Grande attenzione sarà dedicata ai Soci, forza dell’Associazione, e ai Giovani, per i quali si predisporrà un progetto denominato: ‘Archeologia a Scuola’. Punti fermi del programma sono, inoltre, la costituzione del ‘Museo Storico della Città’ nell’ex Monastero di Sales, e la realizzazione di un Parco Archeologico Didattico. Continua collaborazione, per Arillotta, sarà ricercata, infine, con gli organi istituzionali del MIBACT: Soprintendenza, Segreteria Regionale e Direzione del Museo, nonché con le altre Associazioni Culturali reggine.

Reggio, scavi a piazza Garibaldi, dove eravamo rimasti?

piazza garibaldi MarcoIpotesi e teorie. A che punto eravamo rimasti con gli scavi di piazza Garibaldi? Il chiostro della chiesa di San Giorgio al Corso, ha ospitato l’incontro organizzato dall’Associazione culturale Anassilaos, sugli scavi archeologici di Piazza G. Garibaldi. Relatore Francesco Arillotta. Presentato da Pino Papasergio, responsabile del Comitato di Indirizzo dell’Associazione, Arillotta ha preliminarmente evidenziato l’importanza dei ritrovamenti  nell’area della piazza, che testimoniano la ricchezza archeologica e storica del sottosuolo della città. Parlando, poi, di quanto emerso nei tre sondaggi portati avanti dalla Soprintendenza Archeologica, si è soffermato particolarmente sull’edificio scoperto nello scavo n. 1. Arillotta non è entrato nel merito della destinazione dello stesso, compito che spetta esclusivamente agli archeologi che hanno lavorato sul campo. Utilizzando, tuttavia, il materiale fotografico acquisito dai vari siti online che si sono occupati della vicenda, ha osservato che la mancanza di tracce significative ed evidenti di crolli di strutture elevate, e la constatazione che la rustica massicciata che copre il “podium”, mal si adatta all’idea di un pavimento espoliato, avvicinandosi di più a un lavoro in corso d’opera interrotto, ha avanzato l’ipotesi che ci si trovi di fronte a una struttura iniziata ma non portata a termine. Arillotta si è quindi soffermato sugli eventi mitici e storici che hanno coinvolto l’area, a cominciare dal passaggio di Oreste, figlio di Agamennone e di Clitennestra, e del bosco di lauri sacro ad Apollo, dove egli, dopo essersi curato dalla psoriasi di cui soffriva con le acque termali di cui la città è ricca, vi appese la spada di bronzo del matricidio, e dove i Reggini raccoglievano i rami di alloro prima di partire per Delfi.Arillotta ha ricordato che l’area oggi interessata dalla piazza ha visto, nel 415 a.C. accamparvisi l’imponente esercito ateniese guidato da Alcibiade che portava guerra a Siracusa. E nel vasto ambito dell’area fu nottetempo sepolto il corpo del martire Santo Stefano. Mentre davanti al monastero di San Nicola di Calamizzi, che lì sorgeva, si schierò, nel 1042, l’esercito bizantino di Basilio Pediadites, in procinto di andare in Sicilia contro gli Arabi. Arillotta ha concluso auspicando che nell’area degli scavi si possano condurre anche ricerche geologiche e archeo-botaniche per conoscere meglio la storia del nostro terreno e della sua utilizzazione a fini agricoli. Senza escludere che, una volta sistemata la zona a Parco Archeologico, la si poss ornare proprio con begli alberi di alloro. Facendo così rivivere una tradizione trimillenaria.

Nuovi nomi per vie, piazze e strade. La commissione toponomastica non dimentichi Gianni Versace

gianni versacedi Gabriella Lax

Strade, piazze e vie, sono moltissime a non avere un nome, un’identità nella città dello Stretto. E sono questi pezzi di storia, dall’antica alle più recenti, che cementano la forza di un popolo, ne fanno un unico contenitore di gesti, di sacrifici e di gioie, battaglie per libertà, con lo stesso sentire. A Reggio Calabria tanti luoghi avranno tutti un nome grazie al lavoro della  commissione toponomastica che si è insediata circa due settimane fa. Per il sindaco Giuseppe Falcomatà “La Commissione Toponomastica è di importanza strategica per l’Amministrazione, l’obiettivo è quello di restituire decoro alla città”. I componenti della commissione sono: Giuseppe Cantarella, Domenico Cappellano, Giuseppe Caridi, Stefano Iorfida, Francesca Leotta ed Angela Misiano ed i consiglieri comunali Francesco Gangemi, Vincenzo Marra ed Antonino Matalone. Nella stessa seduta sono stati nominati presidente il professore Giuseppe Cantarella e vicepresidente il consigliere Antonino Matalone. Gli incarichi sono a titolo gratuito e non comportano alcun onere per l’amministrazione. A chiarire il lavoro della commissione uno dei componenti del precedente gruppo, lo storico reggino Franco Arillotta che ha illustrato i fatti in conferenza stampa qualche giorno fa, nella sede di Azione nazionale. “I componenti della nuova consulta per la toponomastica cittadina – spiega lo storico – danno assoluta garanzia di un contributo culturale pienamente adeguato e una responsabile continuità al lavoro fatto dalle commissioni che si sono succedute tra il 1986 e il 2009. Tre i criteri di base che sono stati tenuti presenti in questo lavoro: rispettare la norma di legge dei 10 anni dalla scomparsa del personaggi che si intende ricordare; salvaguardare la toponomastica storica; seguire una omogeneità delle aree”. Arillotta ha fatto l’esempio delle medaglie d’oro calabresi, dei presidenti della repubblica attorno al”largo della repubblica” attuale vallone Petrara; degli scienziati attorno al viale Galileo Galilei. Per procedere alla definizione dei toponimi nei centri minori, furono coinvolte le circoscrizioni moltissime le donne ricordate, ma sempre nelle categorie di appartenenza. L’amministrazione comunale dovrebbe dare esecuzione al lavoro delle commissioni operanti tra il 1986 e il 2009, trasmettendo i relativi atti, approvati dalla giunta il 30 ottobre 2009, alla Prefettura, che, a sua volta, chiederà il parere alla Deputazione di Storia Patria. Una volta soddisfatto questo iter, si potrà curare la predisposizione degli atti successivi. Per lo storico “Opportuna, a quel punto, la predisposizione di un manualetto ad uso degli organi comunali operanti sulla strada, che comprenda una carta della città, con le denominazioni vecchie e nuove”.

Chiudo con un appello alla commissione: non dimenticatevi del genio creativo e unico di Gianni Versace. Il reggino che ha dato più lustro alla sua Reggio nel mondo, del quale, tra qualche giorno, ricorre l’anniversario dell’uccisione. Pur avendo voluto, per scelta consapevole, vivere lontano dai luoghi natii, Versace ha portato nel suo gusto creandi tutta la luce e l’ombra di questa terra generosa di affetto e avara, al tempo stesso. Qualche tempo fa, in un’intervista rilasciatami da Santo Versace lo stesso aveva chiesto che fosse intitolata una parte del corso Garibaldi al fratello scomparso tragicamente. Chissà se questo potrà essere possibile. Non si può pensare di ricordarlo con una sala intitolata al centro direzionale o il museo della moda ancora in fase embrionale. Gianni Versace merita molto di più.