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Dopo il successo col “Frollo” in “Notre Dame” esce il primo disco di Vincenzo Nizzardo

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Il pubblico del piccolo schermo ha imparato a conoscere le sue performance canore da vincitore a “Uno Mattina in famiglia”, nello scontro tra i conservatori di musica di tutta Italia. Ma Vincenzo Nizzardo, ventisettenne, originario di Gioiosa Ionica, vive e respira musica da quando era bambino. E’ stato tra l’altro uno degli splendidi protagonisti (era il più giovane) del musical “Notre Dame de Paris” scritto da Riccardo Cocciante e prodotto da David Zard. Nizzardo, baritono e talentuoso dell’opera, si sperimenta in un altro campo, col suo primo disco dal titolo “Oltre ogni limite”.

Nizzardo si è diplomato all’Istituto per Odontotecnici, col massimo dei voti. Ma la musica resta il suo primo amore. Da piccolo, all’età di sei anni ha iniziato gli studi all’Accademia Chopin di Catanzaro Lido. La sua passione lo ha spinto, successivamente, ad iscriversi a Reggio Calabria, al conservatorio “Francesco Cilea”, dove ha studiato come baritono, sotto l’esperta guida del soprano Serenella Fraschini. Si è diplomato col massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Anche se giovanissimo Nizzardo vanta tante medaglie artistiche nel suo curriculum. Dal 2001 al 2006 ha accompagnato nei tour estivi in Calabria Mino Reitano. Tra le tante persone che, nel corso del tempo, lo hanno incoraggiato ed hanno creduto nel suo talento, anche il maestro Franco Reitano, compositore e musicista, fratello di Mino. Da qui l’incontro coi figli del maestro Franco Reitano (Angela, Rocco, Enzo e Mino) che ha reso possibile la realizzazione del progetto “Ogni oltre limite” ossia la concretizzazione del sogno, il coraggio di non mollare, la forza della musica e delle parole per non dimenticare le origini e i sacrifici compiuti.

Oltre ogni limite” contiene ben undici brani. Cinque scritti da Franco Reitano, fra cui “Ma ti sei chiesto mai”, interpretato a Sanremo 1992 da Mino Reitano; “Oltre ogni limite” e “Il freddo d’inverno” brani scritti da Vincenzo con A. Gallelli e “Intermezzo (per me)” musicati da Enzo e Rocco Reitano così come “If you stay” interpretato in lingua inglese.

Sono presenti due meravigliose liriche del repertorio classico italiano riarrangiate insieme ad Enzo Reitano in chiave moderna e radiofonica “Non ti scordare di me” e “ Musica proibita”.

Com’è nato il disco?

«Facendo il musical “Notre Dame” ho maturato l’idea di mettere insieme le varie esperienze lavorative in musica, quelle con mio fratello Ermes, con Mino Reitano perchè cantare con lui mi ha fatto crescere dal punto di vista umano ed artistico. Ho chiamato Enzo Reitano (figlio di Franco, fratello di Mino ed autore di quasi tutte le sue canzoni) e mi ha inviato venti canzoni di suo padre. Così c’è voluta una settimana per poter scegliere. Ma la sorpresa più bella è stata la richiesta di Enzo di poter produrre il disco. Pensavo che le canzoni di Franco potessero essere la ciliegina sulla torta e invece… sono diventate la torta. Comunque è un bel progetto, con belle canzoni a cui tengo davvero ».

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E “Notre Dame” invece?

«E’ stata una grandissima emozione, impossibile da descrivere. Ricordo ancora il mio sogno, guardando l’opera all’Arena di Verona, era quello di interpretare proprio Frollo, il cattivo che si fa amare… E’ un musical che ha fatto la storia del teatro moderno in Italia, ha viaggiato in tutto il mondo, è stato tradotto in tantissime lingue. E così io ho avuto il privilegio e la responsabilità di portare in scena il musical. Tra l’altro sono stato il più giovane interprete del personaggio a 24 anni, nel maggio 2011. Per me è stato il coronamento del mio sogno, il premio dopo tanti sacrifici e sono stato contento del fatto che il pubblico abbia apprezzato».

Oltre alla promozione del disco ci sono nuovi progetti all’orizzonte?

«Beh, il mio mondo è il teatro musicale, l’opera lirica. Mi sono diplomato al conservatorio e l’ho fatto con tanto sacrificio, considerato che studiavo mentre ero in tour. Attualmente sono impegnato al teatro Valle a Roma. Abbiamo iniziato ad aprile si tratta di una serie di recite del “Barbiere di Siviglia”, in cui io interpreto Figaro che andranno avanti per tutto maggio. E’ un progetto bellissimo perché adattato per le scuole, ci sono spettacoli tutte le mattine, i bambini fanno parte della scena ed è importante far crescere sul palco le nuove generazioni che, si spera, un giorno possano, da adulti, ritornare a teatro».

Ci racconti un momento indimenticabile sul palco?

«Difficile, ci sono stati tantissimi momenti e indimenticabili: dalle partecipazioni a “Uno mattina in famiglia”, alle canzoni sul palco con mio fratello e con Mino Reitano. Alcuni certo rimangono nel mio cuore. L’Arena di Verona, con le luci che si accendono e tu vedi la platea e prima non riuscivi a scorgerla perché eri nella storia, interpretavi il personaggio. E’ qualcosa di incredibile, dopo i saluti finali esci dici “Ok sono di nuovo di Vincenzo” e ti rendi conto che hai finito di cantare in posto tutto esaurito, le persone che applaudono e ti sostengono… un bel colpo al cuore, una bella emozione».

Hai conosciuto Mino Reitano, che ricordo hai di lui?

«Sicuramente la grande umanità, il rispetto che aveva per la gente e per il pubblico, l’amore per la sua terra. Nonostante fosse un artista famoso a livello mondiale non si faceva influenzare dal successo. Era attaccato ai valori importanti: l’amore, la famiglia. Solo guardandolo ho imparato molto, cercando di cogliere il suo lato umano, ma anche i tanti insegnamenti dal punto di vista artistico, di come si sta sul palco. Quando lavori con grandi come lui, ti senti molto fortunato e ringrazio il destino che mi ha dato l’opportunità di conoscere Mino».

Gabriella Lax

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