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Addio a Willy Rizzo, fotografo delle dive

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«Mi ricordo una delle sue frasi: “L’infelicità ce la costruiamo. Io fabbrico solo la felicità”. Ecco cosa mi ha insegnato Mademoiselle Coco Chanel, come fotografo e designer, a fabbricare la felicità».

E’ morto a 84 anni Willy Rizzo, il fotografo e designer italo francese, il ritrattista delle star. Rizzo stava preparando una mostra di scatti inediti proprio su Coco Chanel, che avrebbe dovuto inaugurare il 6 marzo. Rizzo era nato a Napoli nel 1928, sin da bambino capisce che la fotografia è il suo mondo: con la sua BoxAgfa a 12 anni ritrae per primi i suoi compagni di gioco e di classe. E la felicità passa diretta dai suoi scatti che hanno immortalato dive come Brigitte Bardot, Gene Kelly, Maria Callas, Marlene Dietrich, Monica Vitti e Jane Fonda, ma anche personaggi come Salvador Dalì ed attori quali Jack Nicholson, Gregory Peck, Gary Cooper.

Di lui celebre rimane nel 1949 la prima copertina del settimanale Paris Match, che andò in edicola con una fotografia storica di Winston Churchill. Ma rizzo fu anche un fotografo di guerre e conflitti sociali. Nel 1946, la rivista “Point de vue” gli commissionò un reportage sul Processo di Norimberga ed il magazine inglese Life comprò le sue foto sul conflitto in Tunisia, sulla linea Mareth.

Nel 1968 rientrato in Italia aveva sposato la modella ed attrice Elsa Martinelli e aveva lanciato una linea di arredamento “art deco” che ne fece il designer della Dolce vita, ma alla fine degli anni Settanta ritornò in Francia, il Paese che lo aveva adottato, dove dal 2009 aprì uno studio fotografico. Storiche le immagini di Marilyn Monroe, già in preda alla depressione, scattate due settimane prima dalla morte. A proposito di quel lavoro Rizzo sottolineò «Fu come se le più belle donne del mondo fossero la, concentrate in una».

Gabriella Lax

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Pubblicato “Stili di donne, stili di vita” Nuovo calendario di “Miss Italia”

miss_italia_calendario--400x300«Un mondo di donne che racconta i cambiamenti di altre donne». Così Patrizia Mirigliani, presidente del concorso italiano di bellezza per eccellenza “Miss Italia”, descrive il nuovo calendario “Stili di donne, stili di vita”. L’album di scatti è stato presentato dalla Mirigliani, insieme ad, Elsa Martinelli, Laura Laurenzi, Laura Delli Colli e la fashion editor Alessia Caliendo, all’hotel Majestic di Roma. Il lavoro è stato realizzato dal fotografo Claudio Porcarelli con le immagini di Giusy Buscemi, la “Miss Italia” in carica.
«Il calendario è stato sempre un progetto tutto al femminile. Già lo scorso anno avevamo presentato “Donne che vincono”» chiarisce la Mirigliani che, dal 2003, ha sostituito il padre Enzo Mirigliani, patron del concorso. Signora dell’innovazione potremmo definirla. A lei, tra i tanti, il merito di aver introdotto per le miss la taglia 44, la più vera e veritiera poiché vicina alla tipologia fisica della donna mediterranea, tutt’altro che androgina, ma dalle forme morbide.
«Mio padre Enzo Mirigliani ci ha insegnato a vivere le cose con grande semplicità. Ed è stato un insegnamento trasmesso a tutte le ragazze del concorso. Il calendario ripropone la “bellezza
democratica” che non deve essere un simbolo trasgressivo, bensì avere le fattezze della ragazza della porta accanto».

Nelle immagini, Giusy Buscemi impersona le icone di stile da inizio secolo ad oggi. Sfila con un vestito vintage di Krizia, color oro, come una diva del cinema degli anni Quaranta; sfoggia il costume intero degli anni Cinquanta, per poi indossare la minigonna di Mary Quant degli anni
sessanta per poi rispuntare con i classici pantaloni a zampa simboli degli anni settanta. Ad accompagnare le immagini altrettante firme di donne di stile che raccontano quegli anni: Nicole Fontana e la grande indossatrice Elsa Martinelli, la giornalista di moda Cinzia Malvini per gli anni
Novanta; Lucia Bosè che fa rivivere l’anno della sua vittoria a “Miss Italia”; Silvana Pampanini per gli anni Quaranta, Barbara Palombelli per gli anni Settanta e Giusy Ferrè per gli Ottanta.

«Il calendario è diviso in decadi e parla di bellezza e di stile – afferma il presidente Mirigliani – perché, diciamocelo, lo stile, di questi tempi, si è un po’ perso nel mondo femminile. Ci siamo posti l’obiettivo di raccontare come alcuni cambiamenti nel mondo della moda abbiano influito così tanto sul mondo della donne».

Gabriella Lax

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