Archivio tag | dylan dog

Dylan Dog, da Londra con amore


Certamente è un bel tenebroso. E la scia di donne bellissime che si lascia dietro ne è un chiaro segno. Abita a Londra, in Craven Road n.7. Ma, se capitate da quella parti, non prendetevi la briga di cercarlo perché Dylan Dog (purtroppo!) è un personaggio di fantasia, disegnato ispirandosi alle sembianze dell’attore Rupert Everett. “L’indagatore dell’incubo”che ha fatto capolino sulla scena fumettistica nel 1986, con il primo volume dal titolo “L’alba dei morti viventi”, è la geniale creazione di Tiziano Sclavi, edita da Sergio Bonelli.
Io invece me ne sono innamorata solo qualche anno più tardi, nel 1992, in tempo però per recuperare, grazie alle svariate ristampe, ed agli originali regalati dal mio boy dell’epoca, tutti i numeri. Numerosi e svariati i disegnatori che, mese dopo mese, dalla prima uscita ad oggi, si sono cimentati nella figura dell’eroe buono. Tra tutti, personalmente adoro il tocco di china di Corrado Roi. Come faccio a spiegare Dylan dog?
Un fumetto dell’horror, con scene splatter, non più cruente però dell’orrore quotidiano. Se pur calate in mondi spettrali, fantastici, favolistici, le storie hanno una loro morale ed è per questo che il buon Dylan, forte della conquista di milioni di fan, è stato il protagonista, negli anni, di una serie di campagne sociali. Dagli anni Novanta, grazie al successo popolare ottenuto, divenuto importante fenomeno di costume, il fumetto ha ricevuto numerosi elogi in ambito accademico visto l’interessamento di personaggi come Umberto Eco.A Londra, l’indagatore dell’incubo, che nel tempo libero (che, in realtà, tra mostri, allucinazioni, ufo, fantasmi e fidanzate è molto poco) suona al clarinetto il “Trillo del diavolo” e costruisce un galeone (destinato a non essere mai finito ed a cui si legano molte vicende riguardanti il passato del personaggio), riceve i clienti che, prima però devo passare l’esame dell’assistente di Dylan Dog, Groucho. Stravagante essere quest’ultimo (che ha le fattezze di uno dei fratelli Marx) che sottopone chi ha appena suonato al campanello dell’orrore ad estenuanti avances (nel caso di una bella donna) o a freddure e barzellette (in tutti gli altri casi).

Dylan ha molto successo con le donne tant’è che, dai primi fumetti, quasi in ogni storia diventa l’amante di ogni cliente, convinto di esserne innamorato. Da questo punto di vista le storie non hanno mai un lieto fine: o viene lasciato o rischia di esserne ucciso o, nel peggiore dei casi, è l’innamorata di turno che muore. Solo alcune donne lasciano segni indelebili e, periodicamente, trovano il modo di ritornare nella vita del bel Dylan. Bree Daniels, la prostituta che continua a chiamarlo “Dailan”, Lili, la terrorista irlandese che torna dal passato, quando Dylan Dog era una gente di Scotland Yard e Morgana, figura misteriosa, presente dal primo numero, donna, madre, amante. Di fronte ad efferati omicidi il referente di Dylan Dog a Scotland Yard è l’ispettore Bloch, (il cui aspetto fisico è una citazione dell’attore di gialli Robert Morley e il cui cognome è probabilmente un omaggio allo scrittore Robert Bloch). Dylan è stato in giovinezza uno dei suoi migliori agenti. Tra i due il rapporto esistente è molto vicino a quello tra padre e figlio.
Dylan si muove col suo “quinto senso e mezzo”, ossia cioè la sensazione che qualcosa non torni, che ci sia qualcosa da scoprire che avverte ad ogni nuovo caso. “Giuda ballerino” invece è l’esclamazione dell’investigatore già dal primo numero. Lo stesso Sclavi svela che il modo di dire è appartenuto ad un suo amico di lunga data, il giornalista Gianluigi Gonano.

Gabriella Lax