Archivio tag | due come noi che

Romantico in chiave jazz


Sul palco con Gino Paoli a raccontare le storia della musica italiana. Il pianoforte di Danilo Rea, già impegnato in altre illustri collaborazioni, si accompagna alla poesia vibrante di uno dei cantautori più amati nel disco “Due come noi che…”. “Il cielo in una stanza”, “Senza fine”, “Sapore di sale” in chiave jazz per raccontare al pubblico mezzo secolo di parole e di artisti quali Luigi Tenco e Fabrizio De Andrè.
Ma è la passione per il piano che lo accompagna, come confessa candidamente, sin da quando era bambino. Oggi Danilo Rea è uno dei musicisti jazz più versatili e conosciuti del panorama italiano. Per me resta indimenticabile l’esibizione al pianoforte insieme a Rita Marcotulli nella catartica prova con le immagini di fondo di “Metropolis” (capolavoro fantascientifico muto di Fritz Lang datato 1927, film espressionista e d’avanguardia precursore dei tempi), progetto iniziato per caso, commissionato a Roma qualche anno fa ai due musicisti di fama internazionale
Quando ha capito che avrebbe fatto il musicista?
«Non c’è stato un momento particolare, ho sempre registrato la stessa passione che si è alimentata negli anni. Il feeling che si stabilisce col pubblico è il fattore più importante. Lo scambio col pubblico diviene rigenerante Non c’è niente di più bello, alla fine di un concerto, quando ti si avvicina qualcuno per raccontarti quanto si è emozionato con la musica. E’ una gratificazione inenarrabile».
E’ importante per un musicista jazz la formazione classica?
«Sicuramente posso dire che la conoscenza di una formazione classica aiuta, soprattutto in determinati contesti. Pensi alla stessa creazione di “Opera” ad esempio».
Ha fatto della versatilità la sua forza musicale?
«In realtà non è stato un fatto voluto ma un’attitudine che mi è venuta naturale. Perché, mi sono detto, non devo improvvisare con la musica dei miei tempi? Se negli anni Cinquanta Armstrong suonava Gershewin, perché non posso io reinterpretare i musicisti contemporanei, da De andrè alla musica pop? »
Come trova la Calabria ed il suo pubblico?
«Dal punto di vista naturalistico è una zona spettacolare. Ogni volta che arrivo, in aereo, vedo questo incastro bellissimo tra montagne, mare e vegetazione. E’ un posto in cui si trova tutto ed ai massimi livelli: c’è una storia millenaria alle spalle. E poi il pubblico ho imparato a conoscerlo, è maturato insieme a me negli anni e lo trovo molto attento».

Gabriella Lax