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Film, la “versione” dei Rolling Stones

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Uscire indenni dallo spirito di ribellione/distruzione che ha caratterizzato gli anni Sessanta e Settanta non è stato un gioco da ragazzi. Band di grande caratura si sono autodistrutte per molto meno. Eppure i Rolling Stones ci sono ancora. Vivi e (molto) vegeti sono arrivati a celebrare i cinquant’anni della loro carriera anche con una serie di concerti. Immagini straordinarie ed inedite, performance live, di materiale storico e cinegiornali dell’epoca, musica con “M” maiuscola caratterizzano “The Rolling Stones Crossfire Hurracane”, il docufilm di Brett Morgen, in arrivo in trecento sale cinematografiche a fine mese, distribuito da Microcinema.

Un uscita che rientra nei festeggiamenti dei 50 anni di carriera della band. Presentato in Inghilterra ad ottobre, il film è prodotto da Mick Jagger. Si tratta della “Versione ufficiale” della storia della band, coi protagonisti del gruppo che si raccontano, con serenità e sincerità, in prima persona. Sarebbe stato impossibile riassumere anni di lavoro in musica in sole due ore, così il regista si è focalizzato sui primi vent’anni della storia del gruppo, gli anni dell’“innocenza”, in cui avviene la trasformazione e degli Stones diventano ciò che compiutamente sono oggi. «Mi concentro sul periodo che va dall’arresto di Jagger e Richards nel 1967, che li trasforma definitivamente in “bad boys”, quando Richards smette di interpretare un personaggio e diventa quel personaggio, fino al 1977, quando Keith viene arrestato in Canada, è sul punto di distruggere definitivamente la band e invece inizia il suo percorso di uscita dalla tossicodipendenza e parte per loro una nuova carriera».

«Avremmo potuto fare come i Beatles e realizzare una lunga serie. Ma Mick Jagger ha subito pensato ad un lavoro diverso, meno ortodosso, non un documentario tradizionale, non una celebrazione o un film di memorie. E anche a me piaceva l’idea di raccontare gli Stones in maniera diversa, e spero di esserci riuscito» chiarisce il regista, già documentarista di livello, impegnato in “Chicago 10”, nominato all’Oscar per il suo On the ropes e (naturalmente) grande appassionato di musica.

Gabriella Lax

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