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Con l’abbraccio del sax e della danza alla Fata Morgana, apre la XXV edizione di “Ecojazz”

ecojazz alba

Di Tatiana Galtieri

Riverberi d’infinito si diramano sullo Stretto e come vibranti carezze danno il benvenuto al nuovo giorno. Questa la magia innescata da Dimitri Grechi Espinoza (sax) e dalle leggiadre movenze di Svetlana Kozlova (danza), il suggestivo duo che, ieri sera, nella cornice mozzafiato della Rotondetta, sul lungomare Falcomatà di Reggio Calabria, ha inaugurato la XXV edizione di Ecojazz, nel consueto appuntamento d’apertura “Il Jazz incontra la Fata Morgana”. Un prima dell’alba alla scoperta del suono, dialogo in note che setaccia «il rapporto con il riverbero – racconta il sassofonista russo, toscano d’adozione – Un progetto, Oreb, che ho avviato al Battistero, nella piazza dei Miracoli a Pisa». De profundis ad ampio spettro, tratto da Angel’s Blows, nuovo disco per strumento solista, concepito IMG_7628 copiaper non essere puro ascolto, ma slancio per un’oculata riflessione. «Preghiera sonora», di solito inscenata in edifici architettonici di pregio artistico, che ha ipnotizzato la platea reggina, coniugandosi con l‘incantevole spettacolo paesaggistico nostrano. Note che s’infrangono tra cielo e terra seducendo i presenti, capaci di «resistere stoicamente sul cemento – sottolinea Dimitri Grechi Espinoza, annoverato fra i primi dieci sassofonisti in Italia – a dimostrazione che l’Italia è un Paese di valore, di valori». Frammenti sonori che si accumulano e si stratificano scultorei, trovando adeguata collocazione. Un sodalizio armonico suggellato dalle eleganti incursioni dell‘etoile Svetlana Kozlova, ballerina dell’Accademia del balletto di Mosca e componente del corpo di ballo del Teatro Bolshoi, approdata nella città dello Stretto dal 2014. Panismo melodico sprigionato dal sax solista (chiamato «Oreb», altro nome che indica il monte Sinai) che s’incastona fino a divenire parte integrante della natura. Immersione estatica palpabile durante la performance di Dimitri Grechi Espinoza che, durante l’esecuzione, si volge verso lo Stretto, quasi a invocare miracolosamente la Fata Morgana. Flusso emozionale assaporato, sul finale, da uno standard jazz di Duke Ellington. Battesimo fortunato per il festival, organizzato dal patron Giovanni Laganà che ha ringraziato la platea e le presenze istituzionali, gli assessori comunali Patrizia Nardi, Mattia Neto e il consigliere Giovanni Latella intervenuti. La kermesse, nata per perpetuare la memoria del giudice Scopelliti e di tutte le vittime per la giustizia, ammalierà il suo affezionato pubblico fino martedì prossimo, 9 agosto, nella location del Centro Equitazione Foti di Pellaro. (foto Marco Costantino)

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