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In Germania spopolano i modelli “curvy”

medella

Anche le donne curvy possono essere modelle felici. E possono farlo bene, guadagnando lautamente. Se la Germania è da vituperare per tanti motivi, certamente si può dire che sia molto più all’avanguardia da tanti punti di vista. “Der spieghel” ha raccontato la storia di Silvana Denker, giovane ventottenne, alta 1 metro e 77 e pesa 84 chili che fa la modella, posa davanti all’obiettivo dei fotografi ed è felice delle sue forme. Silvana sembra rappresentare nel migliore dei modi la tipica donna tedesca, tant’è che alcune aziende, come le catene di supermercati Lidl o Bonprix, hanno compreso che, promuovere i loro prodotti con uomini e donne nella media e non eccezionali, conviene.

Vedendo i modelli che più si avvicinano all’imperfezione, che costituisce la maggior parte dei casi, deve pensare: «Se questo vestito lo porta lei, posso indossarlo anche io».
Silvana, quando aveva vent’anni, era arrivata a pesare i 110 chili. Si sentiva grassa fino a quando non è riuscita a perdere 35 chili ed oggi lavora come attrice e modella e, ai casting, si trova davanti colleghe dalle forme “perfette”. Tuttavia riesce a guardare le cose da un’altra prospettiva. Se prima aveva dei dubbi su cosa fosse giusto fare, adesso pensa: «Perché dovrei dimagrire? Di recente ho dovuto addirittura ingrassare di cinque chili per un lavoro in Danimarca. Non ho alcun problema a mostrarmi in bikini anzi, sono contenta di essere il modello delle donne normali».

E tutto questo vale anche per gli uomini. E la storia di Hans Peter Reichart è significativa. Il giovane ha 27 anni, è alto 1 metro e 84 cm e con i suoi 110 chili ha trovato un lavoro. Studia all’università di Norimberga e posa per le aziende leader nella grande distribuzione tedesca. Confessa: «Ho pensato di dimagrire, ma la cosa finirebbe per danneggiarmi: come modello Extra Large sono particolare, colmo un vuoto e non devo competere con chi ha gli addominali scolpiti».
Il perché è presto spiegato. Secondo una serie di studi di “Size Germany” del 2009 la donna tedesca è ben lontana dalle misure classiche (90 – 60 – 90), ma è piuttosto 98.7 – 84.9 – 102.9. E allora perché rincorrere un ideale irrealizzabile. Mentre trovare modelli più in carne e più credibili.

Gabriella Lax

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In Svezia il manichino è curvy!

il manichino curvySono uomini senza sangue, avevo letto in un fumetto horror. In realtà, i manichini sono sempre stati piatti, plastificati come Barbie, freddi e, contro qualunque regola umana, capaci di indossare perfettamente (anche con l’aiuto di spillini invisibili!) ogni tipo di capo. Succede così, qualche tempo fa, a una blogger in Svezia, di fotografare e riportare sul web, le immagini di un manichino curvy (foto a fianco). Si è scatenato un putiferio. Su Facebook nasce una polemica relativa all’utilizzo di manichini femminili troppo esili (basic) che non rispecchiano affatto le curve delle donne più “generose”. Riproposta sul social network, da una pagina chiamata Women’s Rights News, la fotografia della 29enne Rebecka di Malmo, scattata in un punto vendita della catena Åhléns, è stata condivisa da decine di migliaia di utenti, che hanno apprezzato i manichini svedesi in quanto, più in carne e generosi, risponderebbero maggiormente alla realtà femminile. La foto di Rebecka fa il giro del mondo, trovando grandi apprezzamenti.

La foto  mostra due manichini: un standard e l’altro curvy. La mia domanda è, rispondete sinceramente, quale dei due più si attaglia alla realtà? L’immagine della donna formosa è stata legata, di recente, a sintomatologie patologiche di sovrappeso. In verità, nel passato, le donne con qualche chilo in più, erano simboli di fertilità e di salute: si pensi alla Venere di Willendorf. Le cause dell’attuale forma di “emarginazione” nei confronti delle donne curvy risiede nei modelli che tv, media e cinema ci propongono (non senza l’utilizzo di Photoshop), in realtà non veritieri, di donne magrissime e senza un filo di grasso, al limite della perfezione.

Personalmente il mio impatto col mondo curvy è stato del tutto casuale e molto piacevole. Alle sfilate di Milano, lo scorso settembre, ho conosciuto Barbara Christmann, giornalista italo tedesca, impegnata a realizzare interviste per il suo blog curvy (http://www.beautifulcurvy.com). La cosa che mi ha colpita è lo stato di benessere e serenità che si specchiava nel suo sguardo. Serenità nell’accettarsi e nel viversi anche se con qualche chilo in più. Una realtà di donne che, semplicemente, vivono bene con sé stesse.

Gabriella Lax

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