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Crotone, ricoverata in un ospedale psichiatrico la giovane che ha soffocato la madre

carabinieriÈ stata arrestata in tarda serata la ventiduenne che nel primo pomeriggio di oggi aveva ucciso la propria madre, soffocandola. Al termine di un interrogatorio condotto, alla presenza dei suoi avvocati, presso la caserma del Comando Provinciale Carabinieri di Crotone, Federica Manica è stata ritenuta responsabile di omicidio volontario della madre Giovanna Salerno, di 48 anni. La Manica è ora ricoverata preso il reparto di Psichiatria dell’ospedale “S. Giovanni di Dio” di Crotone, ove si trova piantonata in attesa dell’udienza di convalida. Il delitto era stato commesso all’interno dell’abitazione occupata dalla vittima, dal marito pensionato e proprio dalla loro figlia. I Carabinieri, immediatamente intervenuti dopo essere stati allertati da una chiamata giunta sul “112”, avevano trovato il corpo senza vita della vittima riverso sul letto della camera matrimoniale, con accanto un sacchetto di plastica. Ancora aperti gli accertamenti su dinamica e movente, nell’ambito delle indagini condotte dai militari e dirette dal Pubblico Ministero dott.ssa Luisiana Di Vittorio, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone. Nelle prossime ore la salma sarà invece sottoposta a esame autoptico, per chiarire ulteriori aspetti della vicenda.

Maxi furto di gioielli da 100mila euro: i Carabinieri ritrovano tutto e denunciano 3 soggetti

oriUn maxi furto di gioielli per il valore di 105mila euro era stato perpetrato a Crotone ai danni di un noto commerciante orafo calabrese. L’uomo si è immediatamente recato presso la Stazione Carabinieri di Belvedere Spinello per denunciare il tutto e chiedere aiuto per il furto patito; in pratica circa una settimana fa, il commerciante dovendo chiudere il proprio negozio per alcuni giorni, aveva caricato nella propria autovettura alcune couvette contenenti anelli e preziosi vari, da dover portare in un secondo momento in un altro esercizio commerciale fuori provincia. La macchina, con all’interno i preziosi, veniva quindi parcheggiata dentro un box all’interno di una concessionaria-auto di proprietà dello stesso commerciante: tutto chiuso a chiave, tutto sigillato, macchina e box. Tuttavia la leggerezza fatale veniva compiuta quando l’uomo lasciava le chiavi dell’auto in una bacheca ad uso comune all’intero della concessionaria, tantoché alcune ore dopo, l’uomo riaprendo la propria autovettura si accorgeva immediatamente dell’assenza dei contenitori. Dopo aver ricontrollato per sicurezza nel negozio e nella propria abitazione, ormai sicuro che il furto fosse stato perpetrato proprio all’interno della concessionaria, il commerciante si recava dal Comandante della Stazione di Belvedere, Maresciallo Aiutante Tropiano chiedendo aiuto e fornendo i pochi elementi a disposizione per ricostruire l’accaduto. Elementi scarsi si, ma non per i militari di Belvedere: con un lavoro semplice ma accurato di analisi, sono stati scomposti tutti i particolari e le azioni  dell’accaduto, circoscrivendo quindi le circostanze di tempo e di luogo. Il furto era avvenuto in una dato spazio e in una data ora, e in quel sito poteva trovarsi in dette circostanze solo un uomo, un addetto alle pulizie. Con la conferma da parte di alcuni frammenti di immagini ricavate dal sistema di telecamere interno, veniva prelevato e portato in Caserma l’uomo addetto alle pulizie, il quale posto sotto serrato interrogatorio durato alcune ore, alla fine, stremato, confessava di aver prelevato le chiavi dalla bacheca, aperto la saracinesca e l’autovettura, e rubato i preziosi. Immediatamente con l’ausilio di militari del Nucleo Operativo, scattava la perquisizione domiciliare a seguito della quale veniva rinvenuto circa l’80 per cento della refurtiva; con un supplemento di interrogatorio si riusciva a rinvenire il restante bottino, venduto a due noti  esercizi “compro-oro” in centro a Crotone. Qui si recuperava il tutto e si  verificava la corretta registrazione degli avvenuti acquisti. In Caserma si dava inizio quindi al conteggio ed alla ricampionatura dei preziosi: tutto recuperato, o quasi. Mancava infatti alla lista un grosso diamante del valore di 5000 euro. Per questo motivo il Comandante di Stazione faceva ritorno nell’abitazione del soggetto fermato, dando ulteriore seguito alla perquisizione. Dopo aver perquisito praticamente dovunque, all’interno della zuccheriera , avvolto in carta stagnola, veniva rinvenuto la pietra preziosa. Tutto il materiale sequestrato veniva riconsegnato all’avente diritto; alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Crotone veniva quindi segnalato il primo soggetto fermato per furto aggravato, e i commercianti dei due “ compro oro” per acquisto di cose di sospetta provenienza. Per uno dei due, vi sarà a breve anche la segnalazione all’ufficio di Polizia Amministrativa per la valutazione su eventuali violazioni dei doveri inerenti la registrazione degli acquisti da privati.

(comunicato dei carabinieri di Crotone)

Rissa furibonda con l’accetta in famiglia: cinque arresti dei carabinieri a Crotone

carabinieriIn cinque sono finiti in manette per rissa aggravata in famiglia. I fatti risalgono alla scorsa domenica 14 agosto. I carabinieri della Tenenza di Isola Capo Rizzuto hanno tratto in arresto per rissa aggravata 5 soggetti ( tre uomini e due donne). Verso le 14 è giunta una chiamata presso la locale Caserma nella quale veniva segnalata una lite in un condominio in via Mosca: la situazione è subito parsa chiara ai militari dell’arma, in considerazione del fatto che già in passato era stato necessario intervenire presso la stessa famiglia, residente in un’unica palazzina, per sedare degli animatissimi litigi tra i componenti dei due ceppi della stessa famiglia. Sul posto sono state inviate ben tre pattuglie. Incredibile lo spettacolo che si è presentato agli occhi dei militari dell’arma: una decina di persone aggrovigliate una all’altra, sangue per terra, sui visi e sulle braccia di alcuni dei soggetti presenti in casa. Con non poche difficoltà venivano separate le diverse fazioni, avendo quindi finalmente  modo di individuare 5 soggetti che presentavano importanti ferite da armi da taglio ( ferite sulle spalle, sul cranio, sulle braccia e sulle mani). In seguito a perquisizione domiciliare veniva rinvenuta anche l’accetta, ancora insanguinata, utilizzata ora da uno ora dall’altro parente. Si rendeva necessario l’intervento di alcune ambulanze, mediante le quali i cinque soggetti venivano trasportati presso il pronto soccorso di Crotone, ove venivano riscontrati tutti affetti da ferite lacero contuse da arma da taglio con prognosi dai 5 ai 30 giorni; anche all’interno del nosocomio si sono poi susseguiti momenti di tensione, in relazione al fatto che i due gruppi familiari hanno continuato a lanciarsi a vicenda improperi e minacce di morte. A causa di ciò venivano inviate presso il Pronto Soccorso ulteriori pattuglie dalla Centrale Operativa di Crotone, per garantire la sicurezza di tutti. Nessuno dei soggetti veniva ricoverato, al contrario tutti venivano condotti in Caserma ove venivano dichiarati in arresto in flagranza di reato per rissa aggravata e lesioni personali. I militari chiedevano ed ottenevano dal Sostituto Procuratore di turno  di poter tradurre i due nucleo familiari presso abitazioni diverse da quelle poste nella stessa palazzina ove era avvenuto il tutto.