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Toponomastica reggina: la Giunta comunale recepisce le indicazioni della Commissione per l’intitolazione delle vie cittadine

reggio-corso(foto Marco Costantino)

La rampa tra via Possidonea e via Reggio Campi sarà presto intitolata a Massimo Mazzetto, atleta della Viola Basket, che proprio in quel luogo perse la vita nel 1986. È quanto deliberato nei giorni scorsi dalla Giunta guidata dal Sindaco Giuseppe Falcomatà che ha recepito alcune delle prime indicazioni fornite dalla Commissione Toponomastica. Il centro civico di Pellaro sarà intitolato a Cosimo Cardea, medico ed amministratore pellarese. Sempre a Pellaro una via della zona sud sarà dedicata a Giovanni Scudo, mentre il Lungomare sarà intitolato a Paolo Latella, ex assessore e consigliere regionale, autore della prima legge regionale sugli asili nido e promotore dei primi stanziamenti per la costruzione dell’Ospedale di Reggio Calabria.

Nella zona di Ravagnese, Via Giuseppe Valentino Sindaco della ricostruzione dopo il terremoto del 1908. La piazza antistante le Officine Omeca diventerà piazza Maestri del Lavoro; ed ancora via Francesco Crucitti, medico di Karol Wojtyla e Piazza Leopoldo Trieste. Le rampe che dal Lungomare Falcomatà portano sul Corso Vittorio Emanuele III e che oggi vengono chiamate semplicemente “salite”, diventeranno salita Giovanbattista Mori, salita Camillo Autore, salita Gino Zani, salita Ernesto Basile, salita Francesco Jerace, salita Michele Prestipino, salita Rocco Larussa, salita Alessandro Monteleone.

A queste si aggiungono numerose traverse che diverranno Via Michele Barbaro, via Italo Greco, via Antonio Priolo, via Gaetano Cingari, via Enzo Misefari, via Raffaele Valensise, via Amintore Fanfani, via Giuseppe Saragat, via Gaetano Sardiello, via Sandro Pertini, via Enrico de Nicola, via Giovanni Gronchi, via Luigi Einaudi, via Antonio Segni, via Alcide De Gasperi.

Nella zona del rione Ferrovieri, via Giovanni Spadolini, via Lina Merlin, via Nilde Jotti, via Maria Montessori, via Albert Einstein, via Marie Curie, via Giovanni Alfonso Borrelli, via Nicolò Copernico, via Giovanni Keplero, via Isaac Newton, via Maria Gaetana Agnesi.

Spazio anche alla tradizione magnogreca: nasceranno via Metauros, via Medma, via Kroton, via Sibari, via Metaponto, via Heraclea, via Taranto, via Ipponio.

Verrà, inoltre ripristinato il tratto della via XXI Agosto che riprenderà l’antica denominazione via Scala di Giuda. (cominicato stampa)

Protesta degli immigrati, Muraca: “Ci sono i fondi per la struttura di Archi, ma nel frattempo serve una soluzione per gli ospiti”

immigrati-7settDi Gabriella Lax

Scendono in strada i minori non accompagnati. Dopo la protesta al centro di primissima accoglienza di Archi, dello scorso 18 luglio, stamane la manifestazione ha investito le vie del centro storico. I giovani ospiti chiedono condizioni di vita migliori e, soprattutto, chiedono di poter raggiungere le città del Nord Italia. Specchietti per le allodole. Anche nei grandi centri urbani riguardo all’accoglienza dei migranti, in Italia, come all’estero la situazione al collasso è generalizzata. L’assessore comunale alla legalità ed alla sicurezza Giovanni Muraca che (insieme al delegato comunale alla protezione civile Antonio Ruvolo) segue la vicenda dall’inizio, spiega le problematiche del caso. Reggio Calabria è un centro di primissima accoglienza, ciò presuppone una sosta degli immigrati per pochi giorni per poi raggiungere altri centri. “Ma la realtà dei fatti – afferma Muraca -è che i centri di prima accoglienza ed il resto sono completamente saturi”. Nella città dello Stretto sono tre i presidi per l’emergenza degli immigrati: oltre all’ex polo universitario di Archi, c’è lo “Scatolone” ed i locali della Capitaneria di porto. dsc_9891-copia-copiaI continui sbarchi poi non consentono un attimo di pausa. Giorni necessari per realizzare uno degli intenti dell’amministrazione Falcomatà. “Col 99% di certezza abbiamo ottenuto un finanziamento del ministero – chiarisce l’assessore – con questi fondi si potrebbero utilizzare per sistemare nel migliore dei modi e rendere più confortevole la struttura di Archi”. Ma il problema è: dove sistemare gli immigrati (considerata la cadenza dei nuovi sbarchi) nel tempo necessario per fare i lavori? Un interrogativo non di poco conto se si tiene presente il numero degli immigrati presenti. Insomma una bella “patata bollente” con la quale i volontari e la popolazione si sono finora misurati egregiamente. Una questione che potrebbe alleggerirsi se condivisa con i sindaci della città metropolitana. “Molti di loro si sono dimostrati disponibili – dice Muraca – Bagaladi ad esempio, ha accolto 30 minori. La cosa più triste sono gli amministratori che in pubblico fanno i paladini dell’integrazione e che in realtà ci hanno sempre voltato le spalle”.

Prime iniziative del neo Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari sul tema dell’immigrazione. Giovedì pomeriggio, il Prefetto effettuerà un sopralluogo presso l’attendamento in San Ferdinando – unitamente al Capo Dipartimento della Protezione civile regionale, Dr. Tansi, e ai componenti della Commissione Straordinaria di quel Comune – al fine di verificare lo stato di attuazione degli interventi relativi alla prima fase del noto Protocollo operativo, stipulato presso questo Palazzo del Governo lo scorso 19 febbraio, mirante a garantire, nell’immediato, la riconduzione dell’attendamento a condizioni di vivibilità, unitamente ad interventi di bonifica e iniziative volte a una ordinata “gestione del campo”. Venerdì 9 settembre, alle ore 12,15 presiederà, per la prima volta in questa sede, il Consiglio Territoriale dell’Immigrazione sul tema dell’accoglienza dei migranti in questo territorio provinciale. Lunedì 12 settembre, alle ore 12,30, il Prefetto di Bari presiederà, invece, un incontro con tutti i Sindaci della provincia per una ulteriore sensibilizzazione degli stessi sulla necessità di attivare forme di accoglienza diffusa dei cittadini extracomunitari in tutta la provincia. Infatti la recente ondata migratoria che ha interessato le coste italiane e quelle calabresi e siciliane in particolare comporta l’esigenza che sia avviata ogni utile iniziativa per il reperimento di nuovi posti.

Il sindaco Falcomatà al prefetto Di Bari: “Pienezza dei diritti miglior auspicio per opera di servizio verso la comunità”

sindaco e prefetto 2«Rivolgo i miei più cordiali saluti, insieme con gli auguri di buon lavoro, al nuovo Prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari, al quale va il benvenuto da parte della comunità reggina, dell’Amministrazione comunale e dalla Città Metropolitana che rappresento». E’ quanto ha dichiarato il Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà a margine dell’incontro tenutosi questa mattina a Palazzo San Giorgio con il nuovo Prefetto Michele Di Bari. «Ho accolto con viva soddisfazione le parole del Prefetto Di Bari – ha aggiunto il Sindaco Metropolitano – che nella sua prima lettera pubblica alle istituzioni cittadine ha richiamato la necessità di vivere la pienezza dei diritti. Sono parole importanti soprattutto in una terra difficile e complessa come la nostra, un territorio di frontiera dove le Istituzioni rappresentano un baluardo importante per la comunità. Credo sia il miglior auspicio per l’inizio di un percorso di collaborazione istituzionale, a servizio dei cittadini, per l’affermazione della cultura della legalità sul nostro territorio e per la lotta a tutte le organizzazioni criminali».

Il sindaco Falcomatà sul branco di Melito: “Scendiamo in piazza per riscattare la comunità”

sindaco«Le violenze collettive del branco di Melito Porto Salvo nei confronti di una bambina di appena 13 anni rappresentano una sconfitta pesante per l’intera comunità calabrese. Non solo per i fatti, gravissimi in sé, che dovrebbero richiamare ad una riflessione profonda sulla condizione malata che spinge un manipolo di bestie poco più che maggiorenni ad abusare ripetutamente di una bambina soggiogandola fisicamente e mentalmente». E’ quanto si legge in una nota a firma del Sindaco Metropolitano di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà. «Ci sono due fattori – prosegue la nota – sui quali va comunque posto un accento ulteriore: il primo è il contesto ‘ndranghetista all’interno del quale si sono verificati gli osceni episodi messi alla luce dall’indagine della magistratura reggina. Il secondo certamente il velo di silenzio omertoso che ha coperto questa vicenda. Come è possibile che nessuno sapesse nulla? Come è possibile che un’intera comunità abbia lasciato che una bambina bruciasse tra le fiamme di un inferno fatto di molestie, di violenza e di schiavitù per cosi tanto tempo. I fatti di Melito Porto Salvo in sostanza condannano un’intera comunità, che ora deve necessariamente fare i conti con se stessa e con la genesi patologica che ha consentito che quelle barbare ed inaudite violenze fossero perpetrate praticamente sotto la luce del sole». «Condannando quei fatti – scrive ancora il Sindaco Falcomatà – è necessario condannare il contesto entro il quale quegli stessi fatti si sono generati. E quindi la mentalità ‘ndranghetista dei padrini che vorrebbero ergersi a padroni di una comunità, tenendola di fatto in ostaggio, barattando il silenzio con la violenza, l’omertà con l’intimidazione». «Ho apprezzato la dura presa di posizione pubblica rilevata dall’Assessore reggino Armando Neri, che per primo ha sollevato la necessità per le istituzioni, tutte, nessuna esclusa, di squarciare quel velo di silenzio e di omertà che ha ammantato questa vicenda, costituendosi parte civile nel processo contro gli aguzzini della tredicenne di Melito. Da Sindaco Metropolitano mi attiverò affinché tutte le istituzioni si schierino prontamente dalla parte giusta, rappresentando lo sdegno dell’intera comunità metropolitana e condannando apertamente ed in tutti i modi possibili quello scempio». «Ma ritengo che ciò non possa bastare – conclude il Sindaco – l’intera comunità di Melito Porto Salvo è chiamata ad uno slancio collettivo che porti in strada lo sdegno e la condanna nei confronti di questi tragici avvenimenti. I cittadini di Melito Porto Salvo e di tutta la nostra Città Metropolitana hanno una grande occasione: la comunità deve riscattarsi. E deve farlo presto, organizzando un’iniziativa pubblica che manifesti apertamente la voglia di cambiamento e di riscatti di chi non vuole più continuare a subire in silenzio. Lo dobbiamo a noi stessi, lo dobbiamo a questa terra, lo dobbiamo ai nostri figli. E’ ora di uscire pubblicamente e scegliere da che parte stare». (foto Marco Costantino)

Abusi sulla ragazzina, don Zampaglione “I bambini violati sono un grido che sale a Dio”. Il Comune di Reggio vuole costituirsi parte civile

donne violenzeDi Gabriella Lax

Traumi che solo l’amore ed il tempo potranno guarire quelli della giovane di Melito Porto Salvo che per anni ha subito violenze. Un caso che è balzato ieri agli onori della cronaca con l’arresto dei suoi aguzzini nel corso dell’operazione “Ricatto”, messa a segno dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e della compagnia di Melito, su mandato della Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Hanno volti qualunque, perchè i mostri hanno sembianze umane. Quelle dei parenti, a volte, o dei cari amici di famiglia, o come nel caso della calabrese, del primo amore, con il carico emotivo di speranze ed aspettative che comporta. La comunità reggina ne esce sconvolta ed indignata dopo la diffusione della storia dai particolari scabrosi ed aberranti per le modalità in cui, in questi terribili anni, si sono susseguite le violenze anche di gruppo sulla ragazza. Lunedì alle 18 a piazza Italia ci sarà un presidio di Collettiva Autonomia “#ilsilenzioècomplicità”.

Parroco ed educatore, sulla vicenda interviene don Giovanni Zampaglione, cita il vangelo di Matteo (“Chi invece scandalizza uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino e fosse gettato negli abissi del mare”) e spiega “Mi permetto di dire che i bambini sono il frutto più bello della benedizione che il Creatore ha dato all’uomo e alla donna. E’ triste, vergognoso e disumano vedere questi abusi sui bambini (insieme ad emarginazione, abbandono, sfruttamento per indegni traffici o commerci). Sono un grido che sale a Dio. Coni bambini non si scherza. Bisogna rispettarli ed amarli sempre”.

Ed il Comune di Reggio Calabria annuncia che intende costituirsi parte civile nel processo contro i bruti. Di questa intenzione si fa portatore l’assessore al bilancio Armando Neri che, in una nota, nel tardo pomeriggio di ieri, sottolinea “Fatico a definire uomo chi abusa in gruppo e ripetutamente di una bambina di appena 13 anni. Credo che di fronte a questi episodi di violenza sorda e aberrante, l’indignazione della comunità non possa più bastare, bisogna andare oltre, senza indugio, senza omertà. La solidarietà alle vittime non può bastare. Chiederò al Sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà, sensibile ed attento nella tutela dei diritti dei più deboli, al Consiglio Regionale tutto, al Presidente della Giunta Mario Oliverio e al Consiglio comunale di Melito Porto Salvo di costituirsi parte civile nel processo contro il branco di Melito Porto Salvo. La comunità melitese, reggina e metropolitana sono fortemente turbate, le istituzioni devono essere tutte presenti per condannare questi gesti disumani, interrotti solo dal provvidenziale intervento delle forze dell’ordine e della magistratura che ringrazio per l’opera meritoria di pulizia che stanno portando avanti sul nostro territorio”.

L’ira funesta di Falcomatà: “E’ mortificante che in questo dibattito manchino i cittadini ed i corpi intermedi”

sindacodi Gabriella Lax

“Noto diverse pesanti assenze. Al netto di sei interventi da parte del pubblico di chi rappresenta le parti sociali e le associazioni di categoria ed i lavorati, la cosa peggiore e più mortificante che io osservo è l’assenza della città”. Tuona così il sindaco Giuseppe Falcomatà, nell’intervento conclusivo prima della discussione sulla mozione per salvaguardare i livelli occupazionali nelle imprese colpite dall’interdittiva antimafia, oggi in consiglio comunale. “Dove sono i cittadini, le associazioni di categoria, i corpi intermedi, i club service, le parti sociali? Sono silenti, alcuni di loro sono presenti fisicamente ma non danno un contributo alla discussione, per poi criticare se non si riesce ad arrivare ad un obiettivo che dovrebbe esser appannaggio della società. E invece in questa città si continua, come nelle tragedie greche, ad essere dioscuri, “l’un contro l’altro armati” a dispetto di chi non lo so- e prosegue –la città deve schierarsi anche qundo è più difficile e deve fare i cortei e le fiaccolate quando sono indiscussioni i diirtti che vengono minati, non nascondersi dietro social network e sigle”. Falcomatà, a dispettodellerichieste di interventi dell’opposizione sottolinea l’inutilità della presenza di rappresentanti della Prefettura nel consiglio odienro poichè “essa osserva ed applica le norme, giusteo sbaglaite che siano. Cosa dunque avrebbe to portare di più al dibattito?”.La soluzione per il primo cittadino sarebbe “Lavorare per l’ampliamento della disciplina della continuità aziandale e un mandato al sindaco affinchè lavori nei tavoli isitituzionali del Governo e dell’Anci per la rivisitazione di una legge che, pur giusta nei principi, porta effetti non produttivi nel territorio in cui è applicata. Per questo serve analizzare e correggere le alterazioni del sistema e la politica non deve arrivare ultima dopo le sentenze e le decisione i dei Tar, ma ha la possibilità di farlo prima”. L’ordine del giorno sull’interdittiva passa all’unanimità nel civico consesso che riprende i lavori alle 15.30 dopo una breve interruzione. Infine viene approvato un ordine del giorno aggiunto, sottoscritto da maggioranza ed opposizione, per dare un aiuto alle popolazioni terremotate. Anche quest’ultimo approvato all’unanimità. Il presidente del consiglio comunale Demetrio Delfino ricorda che dalla prossima seduta (intorno a metà settembre nds) 33 rintocchi di campana annunceranno l’inizio del civico consesso. Si ripristina così un’abitudine che negli anni si era persa.

Di seguito il testo della mozione sull’interdittiva antimafia

Città di Reggio Calabria
Al Presidente del Consiglio

Noi sottoscritti consiglieri comunali presentiamo – ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs 267/2000 e dell’art. 48 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale – la mozione denominata “iniziative per la tutela dei livelli occupazionali dei lavoratori delle imprese colpite da interdittive antimafia”
PREMESSO
che molte aziende del nostro territorio sono raggiunte da interdittive antimafia, un giusto provvedimento mirato a liberare l’economia dalle infiltrazioni della criminalità organizzata;
che questo provvedimento comporta, spesso, il licenziamento coatto dei lavoratori delle aziende che hanno rapporti con la Pubblica Amministrazione;
che in una realtà come la nostra con uno dei tassi di disoccupazione più alti d’Europa ogni posto di lavoro va difeso “con le unghie e con i denti”;
che questa Amministrazione per espressa volontà del Sindaco ha convocato il consiglio comunale odierno proprio al fine di individuare una soluzione condivisa per detti problemi da individuare unitamente ai lavoratori, alle associazioni e ai cittadini;
che il lavoro dei dipendenti onesti delle attività economiche e produttive deve essere tutelato una volta che le imprese vengono colpite giustamente da provvedimenti di interdittiva;
che, infatti, soprattutto alle nostre latitudini non deve e non dovrà mai passare  il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”;

CONSIDERATO
che con decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 sono state introdotte disposizioni urgenti finalizzate a monitorare le imprese che hanno rapporti con enti pubblici in materia di contratto per lavori, prestazioni di servizi e forniture;
che ai sensi dell’art. 32 comma 10 sono state previste misure straordinarie  per la gestione e il sostegno che possono essere applicate per iniziativa del Prefetto nei confronti di aziende per le quali sia stata emessa una informazione antimafia interdittiva allorquando vi sia “l’urgente necessità di assicurare il completamento della esecuzione del contratto ovvero la sua prosecuzione al fine di garantire la continuità di funzioni e servizi indifferibili per la tutela dei diritti fondamentali, nonché per la salvaguardia dei livelli occupazionali o dell’integrità dei bilanci pubblici”
che detti provvedimenti normativi sono preordinati ad assicurare e scongiurare che la adozione dei provvedimenti inibitori nei confronti delle imprese si riverberino sulla conclusione di opere già avviate, sulla continuità di servizi, per tutelare i livelli occupazionali e l’integrità dei bilanci prevedendo forme di intervento mirato da parte della Amministrazione pubblica per la tutela sei sopra menzionati interessi;
che pertanto esistono disposti normativi che, in caso vi sia da assicurare la continuità di funzioni e servizi e la salvaguardia dei livelli occupazionali, prevedono l’applicazione di misure straordinarie di “Gestione, sostegno e monitoraggio”;
che infatti nei casi previsti  dall’art. 32 comma 10 del decreto legge 24 giugno 2014 n. 90 convertito con legge 11 agosto 2014 n. 114 è prevista la possibilità di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi, con contestuale sospensione dell’esercizio dei poteri di disposizione e gestione dei titolari della società, incaricati alla prosecuzione dei contratti pubblici in corso in vigore per la tutela dei servizi e per il mantenimento e la tutela dei livelli occupazionali.
Che vi è, altresì, la necessità di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da provvedimento di interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge, e cioè anche per opere, funzioni e servizi non indifferibili, in quanto non deve passare il messaggio che “con le mafie si lavora e con lo Stato no”
Tutto quanto premesso e considerato
IL CONSIGLIO COMUNALE
Dichiara la propria volontà di tutelare i livelli occupazionali dei lavoratori le cui ditte sono state colpite da interdittive antimafia nonché la continuità di opere, funzioni e servizi ed a tal fine
IMPEGNA IL SINDACO
A promuovere ogni misura atta ed idonea al raggiungimento delle finalità di cui sopra incentivando la applicazione della prevista possibilità normativa, nei casi tassativamente previsti dalla legge, di disporre una straordinaria e temporanea gestione attraverso la nomina di commissari prefettizi al fine di tutelare i livelli occupazionali e la erogazione di servizi in favore della collettività;
Trasmettere ordine del giorno e relativa discussione nel tavolo Nazionale Anci;
A chiedere al Governo la possibilità di estendere analogicamente l’applicazione della normativa di straordinaria e temporanea gestione al fine di tutelare i livelli occupazionali delle imprese colpite da interdittiva anche nei casi oggi non tassativamente previsti dalla legge;
A chiedere al Governo di valutare un aggiornamento della normativa attualmente vigente in tema di misure interdittive.

Interdittiva antimafia, il consiglio comunale di Reggio cerca soluzioni per salvaguardare i livelli occupazionali

20160830_113332.jpgdi Gabriella Lax

Coniugare l’importanza strategica delle interdittive antimafia con la salvaguardia dei livelli occupazionali. Lodevole iniziativa dell’amministrazione Falcomatà che stamane ha convocato un consiglio comunale per discutere degli effetti dell’interdittiva antimafia nelle aziende reggine. Il consiglio comunale si apre con l’inversione degli ordini del giorno. Al primo posto passa la discussione sul debito fuori bilancio (62mila euro) di pagamenti nei confronti dell’impresa di pompefunebri Crea, utilizzata per il trasporto delle 45 salme degli immigrati giunti cadavere alporto di Reggio Calabri ae sepolti al cimitero di Armo. Anche un tema così delicato dà adito all’opposizione di negare il voto favorevole per le modalità utilizzate. La mozione passa con 19 voti favorevoli e 5 contrari. L’assessore alla legalità Giovanni Muraca illustra “le problematiche che hanno portato al licenziamento di tanti lavoratori – chiarisce – un vuoto normativo che con una mozione oggi cercheremo di colmare”. E poi specifica “Questa amministrazione sostiene e combatte la ‘ndrangheta sul territorio, siamo favorevoli all’interdittiva antimafia ma non vogliamo che la gente pensi che la mafia dà il lavoro e lo Stato lo toglie”. La soluzione per  Muraca sta nell’articolo 32 del decreto legge 90 del 2014, un punto di partenza su cui lavorare e da spingere al Governo, con la nomina di nuovi amministratori che consentano all’azienda di proseguire l’attività. Si sono susseguiti poi una serie di interventi, aperti da Andrea Cuzzocrea, presidente di Confindustria Reggio Calabria che fala cronistoria dell’interdittiva, nata nel 1998 come misura amministrativa di massima tutela anticipatoria e poi “Serve difendere quel poco che rimane dell’economia sul territorio”. Pregnante l’intervento del capogruppo del Pd in consiglio regionale Seby Romeo “L’amministrazione Falcomatà fa politica aperta e trasparente su un tema scivoloso, che è andare oltre le competenze. Non è la sede per dibattere quel livello di questione. La discussione non20160830_113900 può essere riferita ai casi singoli. Dobbiamo dare risposta a due necessità: garantre i livelli occupazionalie poi la congrutità dell’erogazione dei servizi di vitale importanza”.

Mimmo Nasone ribadisce che “il problema dell’interdittiva è promuovere un approfondimento, uno studio, con proposta di tutela del diritto al lavoro senza fare sconti alla criminalità. Che emerga il grido di lavoro dei reggini onesti”. Per il consigliere Riccardo Mauro da sostenere “il caso Reggio, grazie anche alla presenza del sindaco Falcomatà come delegato dell’Anci che si interfaccia col Governo”. Lucio Dattola ribadisce “Mi oppongo ad un atteggiamento paramafioso”. Anche per il consigliere Demetrio Martino “L’interdittiva ha bisogno di chiarmenti interpretativi o rivisitazioni in qualche punto, considerando la legge 114 del 2014 che con nuovi amministratori nominati dal prefetto prevede che le aziende possano andare avanti”. Massimo Ripepi “Invoca leggi speciali per la città speciale”. Per Antonino Castorina “massimo sostegno per la garanzia di difendere posti di lavoro e dare forza alle aziende sane e trasparente. Un ordine del giorno che deriva da un percorso condiviso con le parte sociali e le istanze del Governo”. “Le chiedo termianto il consiglio di interfacciarsi con la politica del governo affinchè si possa ripristinare al meglio al situazione dei lavoratori reggini” chiede il consigliere Giuseppe Dascoli. Un dibattito che non può terminare in questa sede di certo. (prima parte)