Archivio tag | cinema

L’arte in scena sul grande schermo

image001Impara l’arte…guardandola sul grande schermo. Ovvero, come racconta il produttore Phil Grabsky, la visione del film è consigliata «a tutti coloro che non possono raggiungere la Royal». Se finora avete immaginato opere da ammirare solo nei musei e nelle gallerie d’arte, potete ricredervi. Ed il primo grande esempio viene proprio in questi giorni. E’ cominciata lo scorso 11 aprile anche in Italia la stagione delle grandi esposizioni d’arte sul grande schermo, con “Ritratti di Vita” di Manet, dalla Royal Academy di Londra in contemporanea in trenta paesi nel mondo al cinema, retrospettiva dedicata al pittore impressionista. Una mostra al cinema che prende il via dopo il primo grande successo “Leonardo Live”, che ha portato la mostra sold out della National Gallery di Londra. Con “Exhibition: la grande arte al cinema”, cento sale italiane da Milano a Roma potranno esibire le esposizioni. Tornando a Manet, si tratta la mostra è la prima retrospettiva che ne racconta l’intera carriera, dal 1832, al 1883, dipinti provenienti da Europa, Asia e Usa per novanta minuti sul grande schermo ed un pubblico internazionale, con gli spettatori di Inghilterra, Argentina, Australia, Canada, Cile, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Guatemala, Ungheria, India, Malta, Olanda, Nuova Zelanda, Norvegia, Polonia, Russia, Svezia, Svizzera.

Una grande platea silenziosa molto maggiore rispetto al passato grazie alla tecnologia del cinema digitale che, in questo caso, non si limita a proporre su grande schermo soltanto i dipinti esposti ma svela cosa si nasconde creativamente e tecnicamente dietro una mostra e un quadro.
“Exhibition”si occuperà di “Munch 150”, dal Museo Nazionale e dal Museo Munch di Oslo, al cinema giovedì 27 giugno alle ore 20 e “Vermeer e la musica: l’arte dell’amore e del piacere” dalla National Gallery di Londra dal 10 ottobre.

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Tutti i volti di Vittorio De Sica

88384_desicaPiù volte ho cercato un’icona maschile d’eleganza. Ecco, Vittorio De Sica incarna perfettamente il gusto, la raffinatezza delicata e geniale. Regista, attore, premiato con l’Oscar ben quattro volte (per “Sciuscià”, “Ladri di biciclette”, “Ieri, oggi, domani” e “Il giardino dei Finzi-Contini”, ai quali si aggiungono “I bambini ci guardano ” e, soprattutto “Il tetto” ), Orso d’Oro a Berlino, Palma d’Oro a Cannes ha diretto magistralmente colleghi attori e chansonnier, De Sica incarna il prototipo dell’uomo di eleganza e humour. All’indimenticato personaggio del cinema italiano è dedicata a Roma, al Museo dell’Ara Pacis, una mostra multimediale dal titolo “Tutti De Sica”.

L’esposizione consta di dodici sezioni che vanno dal primo successo con Mario Mattoli e l’impresa di spettacoli Za Bum, alla popolarità raggiunta con le incisioni discografiche; dagli anni Trenta tutti volti al cinema (Il signor Max, 1937) ed alla recitazione, agli anni Quaranta che lo vedono trionfare nelle più alte vette come regista; dalla stagione del Neorealismo con i quattro indimenticabili capolavori del cinema mondiale Sciuscià (1946), Ladri di biciclette (1948), Miracolo a Milano (1950), Umberto D. (1952), per finire al rapporto con la politica in un Paese che cambia all’inizio degli anni Cinquanta. Si racconta anche del sodalizio artistico con Cesare Zavattini e quello con Sofia Loren; si va dalla sezione Il piacere della maschera –Vent’anni di interpretazioni, fino a un’ultima sala dove trova spazio una riflessione sull’immensa eredità lasciata dal maestro del cinema.

Un percorso fatto di 630 foto, 165 documenti e oggetti (tra i quali la bicicletta di Ladri di biciclette e l’Oscar vinto per il film), 17 manifesti, oltre 100 brani musicali, spezzoni di film, interviste dagli archivi privati dei figli, degli amici e dei collaboratori più cari per offrire al visitatore nuove occasioni di incontro con uno dei padri del Neorealismo.
La mostra è prodotta dalla Fondazione Cineteca di Bologna, ideata da Equa di Camilla Morabito, in collaborazione con l’Associazione “Amici di Vittorio De Sica”, sarà visitabile fino al 28 aprile, da martedì a domenica, dalle 9 alle 19.

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.

Il gatto è sempre un divo

gatChe si tratti di un randagio o di un esemplare da salotto, il gatto è sempre un divo. Elegante e sornione, si muove con la delicatezza di chi sta camminando sui gusci di uova. Per questo le modelle avrebbero molto da imparare…E poi, i gatti, o si odiano o si amano. Le vie di mezzo non sono ammesse. E la cosa è reciproca, lo stesso accade per il gatto verso l’uomo. Il micio sceglie un prediletto al quale dedicarsi per ricevere le coccole, al quale rivolgersi in maniera sublime per farsi portare il cibo. Uno ed uno solo: il resto del mondo per lui (grande opportunista!) non esisterà.

Avrete ben capito che chi vi parla è innamorata dei gatti. Musy, il meticcio persiano/siamese, ha accompagnato la mia esistenza da preadolescente, fino all’età adulta. Grigio e morbido. Io lo amavo. Lui nutriva nei miei confronti una particolare indifferenza che, sole a volte, si tramutava in avversione della quale, tuttora, porto addosso gli “amorosi” segni. Ce lo ricordiamo tutti nei libri di scuola, in antichi dipinti, il gatto immortalato al fianco di belle signore nell’Egitto Antico, vituperato poi nel Medio Evo come essere demoniaco e accompagnatore di streghe, per fortuna è stato rivalutano negli ultimi secoli, divenendo fedele compagno di ozio e di avventure per poeti e scrittori, felice connubio tra mistero e sinuosa bellezza senza tempo.

E, proprio ai gatti, è dedicata la mostra “Sua Maestà il Gatto”, che arriva in Italia direttamente dalla colta Montmartre, promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, in collaborazione con il Museo Parigino, ospitata al Museo Civico di Zoologia di Roma fino al 13 gennaio 2013. Nelle diverse sezioni le illustrazioni d’epoca e le trasposizioni artistiche, in pubblicità, nel teatro, nel cinema e nella letteratura, da assaporare immagine dopo immagine, che fanno tornare indietro nel tempo, fino alla Parigi romantica, trasgressiva e bohèmienne dell’800 e 900, quando il gatto era quasi un’icona, una divinità ed una fonte di ispirazione. Nonostante i graffi io comunque continuo a pensare che i gatti siano esseri regali.
“Prendono, meditando, i nobili atteggiamenti delle grandi/ sfingi allungate in fon(lo a solitudini, che sembrano/ addormirsi in un sogno senza fine”. (“I gatti” di Charles Baudelaire)

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.