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Crotone, ricoverata in un ospedale psichiatrico la giovane che ha soffocato la madre

carabinieriÈ stata arrestata in tarda serata la ventiduenne che nel primo pomeriggio di oggi aveva ucciso la propria madre, soffocandola. Al termine di un interrogatorio condotto, alla presenza dei suoi avvocati, presso la caserma del Comando Provinciale Carabinieri di Crotone, Federica Manica è stata ritenuta responsabile di omicidio volontario della madre Giovanna Salerno, di 48 anni. La Manica è ora ricoverata preso il reparto di Psichiatria dell’ospedale “S. Giovanni di Dio” di Crotone, ove si trova piantonata in attesa dell’udienza di convalida. Il delitto era stato commesso all’interno dell’abitazione occupata dalla vittima, dal marito pensionato e proprio dalla loro figlia. I Carabinieri, immediatamente intervenuti dopo essere stati allertati da una chiamata giunta sul “112”, avevano trovato il corpo senza vita della vittima riverso sul letto della camera matrimoniale, con accanto un sacchetto di plastica. Ancora aperti gli accertamenti su dinamica e movente, nell’ambito delle indagini condotte dai militari e dirette dal Pubblico Ministero dott.ssa Luisiana Di Vittorio, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Crotone. Nelle prossime ore la salma sarà invece sottoposta a esame autoptico, per chiarire ulteriori aspetti della vicenda.

Taurianova, aveva sparato dopo un appostamento, dopo 4 giorni di fuga, 57enne fermato dai carabinieri

sopralluogo-ccAlle ore 13.00 circa di ieri 11 settembre, i Carabinieri della Compagnia di Taurianova, hanno tratto in arresto FRAZZICA Giuseppe, di anni 57 da Taurianova (RC), rintracciato al termine di una fuga durata quattro giorni, in quanto autore del tentato omicidio di MAIO Domenico di Taurianova, commesso il 7 settembre scorso. L’episodio si era verificato alle ore 08.00 circa di mercoledì scorso, allorquando l’autovettura a bordo della quale MAIO si stava recando al lavoro a San Martino di Taurianova era stata oggetto di alcuni colpi di pistola, esplosi da una persona appostata lungo il tragitto. Nella circostanza, solo grazie alla tempestiva reazione della vittima ed alla sua fuga, i colpi esplosi non avevano raggiunto la persona, ma avevano attinto esclusivamente il mezzo. Le indagini immediatamente avviate avevano consentito in tempi brevissimi di identificare l’autore del gesto in FRAZZICA Giuseppe, che però nel frattempo si era dato alla fuga ed aveva fatto perdere le sue tracce. Le serrate ricerche ed i prolungati pedinamenti che ne sono derivati, estesi anche all’area di Reggio Calabria, hanno infine consentito di rilevare nella mattinata di ieri un movimento anomalo della moglie, che lasciava presagire un possibile incontro con il marito in fuga. Il dispositivo così attivato ha quindi permesso di riscontrare che la donna si stava effettivamente recando dal marito, talché quest’ultimo è stato catturato lungo la S.P. 1 Gioia Tauro – Taurianova, in Loc. Cannavà. FRAZZICA è stato quindi tratto in arresto in esecuzione di un Decreto di fermo di indiziato di delitto già emesso dalla Procura della Repubblica di Palmi, nella persona del Pubblico Ministero, Sost. Proc. Rocco Cosentino, dovendo rispondere dei reati di tentato omicidio, detenzione illegale di arma e porto in luogo pubblico, nonché accensioni ed esplosioni pericolose, tutti aggravati. Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato associato presso la Casa circondariale di Palmi.

(comunicato del comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria)

Operazione “Veleno”, medici e professionisti tentano estorsione aggravata ad una farmacia di Rosarno. Non è la ‘ndrangheta ma il metodo è mafioso

carabinieriI Carabinieri della Compagnia di Gioia Tauro, con il supporto dei comandi arma competenti per territori, hanno proceduto, nelle province di Cremona, Pistoia e Firenze, a dare esecuzione a 3 ordinanze di misura cautelare in carcere, emesse dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria – Direzione Distrettuale Antimafia – che ha pienamente condiviso le risultanze investigative raccolte dai militari del reggino, nei confronti del pregiudicato Frajia Francesco (44 anni), Cristiano Renato Maria (54 anni) e Cristiano Maurizio Gerardo (60 anni), gravemente indiziati per i reati di tentata estorsione aggravata in concorso, effettuata un mezzo di reiterate ed asfissianti richieste telefoniche e atti persecutori, il tutto aggravato dalla metodologia mafiosa ai danni di una nota famiglia di Reggio Calabria proprietaria di una farmacia nella cittadina di Rosarno. Nell’operazione “Veleno”, i soggetti sono ritenuti, rispettivamente, Frajia, l’esecutore materiale delle richieste telefoniche estorsive ed i fratelli Cristiano, mandanti delle stesse. L’attività di indagine inizia nel dicembre del 2015, a seguito della ricezione di telefonate minatorie a carattere estensivo su utenze in uso di Gaetano Cianci, proprietario dell’omonima farmacia sita a Rosarno, in passato bersaglio di azioni predatorie da parte della locale criminalità organizzata al punto da essere costantemente presidiata da un servizio di vigilanza fissa, in orario di chiusura, da parte delle forze dell’ordine e e agli altri componenti della famiglia, in particolare i due figli Rocco e Alessandra Cianci. Da qui sotto il coordinamento della procura della Repubblica di Reggio Calabria, scaturivano una serie di attività tecniche che hanno consentito di ricostruire in maniera puntuale quanto accaduto. Dai primi accertamenti espletati dall’analisi dei tabulati telefonici sulle utenze utilizzate dagli odierni indagati, formalmente intestati a cittadini stranieri che contrariamente a ciò in cui interlocutori palesavano un mancato accento calabrese, consentivano di accertare il luogo di provenienza delle chiamate minatorie, circoscrivibile nella città di Milano e provincia lombarde tra cui Cremona e Bergamo. L’attenzione investigativa, si focalizzava su Cristiano Renato Maria, ortopedico e marito di Cianci Alessandra, dalla quale è in fase di separazione, quest’ultima figlia di Gaetano Cianci che in combutta col fratello Maurizio, avevano assoldato un conterraneo (Frajia Francesco) per portare a termine il loro disegno criminoso che avrebbe, di qui a breve, anche potuto prevedere una scellerata azione delittuosa contro l’incolumità dei componenti della famiglia Cianci. Al termine delle formalità di rito, i tre soggetti sono stati tradotti presso le casa circondariale di Cremona (Frajia), Pistoia (Cristiano Renato) e Firenze-Sollicciano (Cristiano Maurizio), posti a disposizione dell’autorità giudiziaria mandante.

A Seminara finisce la latitanza di Antonio Pelle, assolto a giugno dal processo “Fehida”

Di Gabriella Lax

PELLE Antonio cl. '88Un latitante ricercato, cresciuto in un contesto intriso di tradizione criminale. Lui, Antonio Pelle, ha cercato di darsi alla fuga dal tetto di un’abitazione. Tutto inutile. E’ finito stanotte il periodo di latitanza del ventottenne, originario di Benestare. L’uomo era inserito nel programma di ricerca dei latitanti pericolosi (cd. elenco dei 100) nonché destinatario di mandato di cattura in ambito Shengen, irreperibile dal maggio 2012, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, associazione a delinquere di tipo mafioso e concorso in detenzione di sostanze stupefacenti .A concludere l’operazione, all’alba di oggi, i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, collaborati da militari dello Squadrone Cacciatori Calabria. Ad illustrare i fatti, stamane, al comando provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria c’erano il tenente colonnello Vincenzo Franzese, comandante del reparto operativo, il colonnello Lorenzo Falferi, comandante provinciale dei carabinieri di Reggio Calabria, Alessandro Mucci, comandante del nucleo operativo, il capitano Antonio Spinnato, comandante della compagnia dei carabinieri di Palmi.

IMG_9665 copia(1)Quest’ultimo racconta i particolari dell’arresto. “Pelle si trovava all’interno di un edifico di Seminara, in frazione Sant’Anna, in una struttura a due piani con delle adiacenze. Abbiamo cinturato la zona per evitare a fuga e così è stato, considerato che Pelle ha cercato di darsi alla fuga da un tetto ma è stato trovato dopo una seconda e più approfondita perquisizione”. L’edificio appartiene ad un uomo (A.P. di anni 48),, deferito per favoreggiamento personale. L’uomo era noto alle forze dell’ordine per reati non gravi da giustificare la presenza del Pelle. Tra i due non risultano legami di lavoro né di parentela.

Pelle ha due provvedimenti di custodia cautelare ed n mandato di cattura internazionale per traffico di sostanze stupefacenti. Un personaggio di spicco della famiglia Pelle Vottari – chiarisce Falferi – L’operazione è il risultato della spiccata capacità di penetrare il territorio. Ogni movimento strano, ogni situazione anomala che non risponda ai canoni usuali e che è possibile individuare viene segnalata e fatta oggetto di ulteriori approfondimenti. In questo caso, ieri sera, le anomalie hanno riguardato il territorio di Seminara, sono state processate dal comando e ieri sera, si è deciso di intervenire”. Pelle, con molta probabilità, si trovava in transito in quelle aree di gravitazione della locride. Tocca a Mucci, inquadrare il personaggio dal punto di vista storico biografico di Pelle. “ A suo carico due provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria di Roma, per due operazione del 2012 e del 2015 (rispettivamente operazione “GOOD LUCK” portata a termine in Roma, è ritenuto elemento di spicco dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta VOTTARI alias “FRUNZU” e GIORGI alias “SUPPERA” operante prevalentemente in San Luca, Benestare e Bovalino con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale)..Nel processo Fehida, era stato condannato a 12 anni di reclusione ma lo scorso giugno era stato assolto dalla corte di cassazione, per non aver commesso il fatto. Ciò non ne sminuisce la caratura criminale, in particolare per la famiglia di appartenenza, è inserito in un contesto di alto spessore criminale, come già ricostruito nel processo Fehida”. (foto Marco Costantino)

 

In manette il latitante Antonio Pelle. Era irreperibile dal maggio 2012

carabinieriAlle ore 04.30 circa di oggi 04 settembre 2016, in Seminara (RC), i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, collaborati da militari dello Squadrone Cacciatori Calabria, hanno tratto in arresto PELLE Antonio, 28 anni da Benestare, latitante inserito nel programma di ricerca dei latitanti pericolosi (cd. elenco dei 100) nonché destinatario di mandato di cattura in ambito Shengen, irreperibile dal maggio 2012, per i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, associazione a delinquere di tipo mafioso e concorso in detenzione di sostanze stupefacenti. Prevenuto è ritenuto elemento di spicco dell’articolazione territoriale della ‘ndrangheta VOTTARI alias “FRUNZU” e GIORGI alias “SUPPERA” operante prevalentemente in San Luca, Benestare e Bovalino con ramificazioni in tutta la provincia ed in altre in ambito nazionale.

Comunicato stampa dei Carabinieri di Reggio Calabria

Polistena, sette colpi di arma da fuoco contro i vicini dopo un litigio

carabinieriAncora colpi di pistola, ancora per futili motivi. E’ successo a Polistena, nel reggino, nel pomeriggio di oggi. Per fortuna senza conseguenze mortali. Erano le 14.30 quando, nei pressi ed all’interno dell’autofficina dei fratelli MANAGÒ, un uomo esplodeva complessivamente nr. 7 (sette) colpi di pistola, attingendo MANAGÒ Graziano, di anni 55 da Polistena (RC), già noto alle FF.OO., ed il germano MANAGÒ Elio Antonio, di anni 44 da Polistena (RC), incensurato. Seguito occorso entrambi venivano soccorsi e ricoverati all’Ospedale di Polistena (RC), in prognosi riservata, non in pericolo di vita, poiché affetti da ferite da colpi d’arma da fuoco rispettivamente il primo alla gamba sinistra ed al braccio destro ed il secondo al braccio ed alla zona sotto ascellare sinistra. L’immediata attività d’indagine consentiva ai Carabinieri della Compagnia di Taurianova di ricostruire puntualmente l’accaduto ed individuare il responsabile identificato in CONDOLUCI Serafino, di anni 55 da Polistena (RC), fattorino, già noto alle FF.OO.,che veniva rintracciato poco distante nella zona industriale di quel comune mentre tentava di allontanarsi a bordo della propria autovettura e sottoposto a fermo di indiziato di delitto per i reati di tentato omicidio e porto e ricettazione di arma da fuoco. Il movente del gesto è riconducibile a reiterati litigi pregressi per questioni di vicinato, l’ultimo dei quali avvenuto  nella mattinata odierna. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la Casa Circondariale di Palmi (RC).

(comunicato stampa dei carabinieri di Reggio Calabria)

Abusi sulla ragazzina, don Zampaglione “I bambini violati sono un grido che sale a Dio”. Il Comune di Reggio vuole costituirsi parte civile

donne violenzeDi Gabriella Lax

Traumi che solo l’amore ed il tempo potranno guarire quelli della giovane di Melito Porto Salvo che per anni ha subito violenze. Un caso che è balzato ieri agli onori della cronaca con l’arresto dei suoi aguzzini nel corso dell’operazione “Ricatto”, messa a segno dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria e della compagnia di Melito, su mandato della Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

Hanno volti qualunque, perchè i mostri hanno sembianze umane. Quelle dei parenti, a volte, o dei cari amici di famiglia, o come nel caso della calabrese, del primo amore, con il carico emotivo di speranze ed aspettative che comporta. La comunità reggina ne esce sconvolta ed indignata dopo la diffusione della storia dai particolari scabrosi ed aberranti per le modalità in cui, in questi terribili anni, si sono susseguite le violenze anche di gruppo sulla ragazza. Lunedì alle 18 a piazza Italia ci sarà un presidio di Collettiva Autonomia “#ilsilenzioècomplicità”.

Parroco ed educatore, sulla vicenda interviene don Giovanni Zampaglione, cita il vangelo di Matteo (“Chi invece scandalizza uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da un asino e fosse gettato negli abissi del mare”) e spiega “Mi permetto di dire che i bambini sono il frutto più bello della benedizione che il Creatore ha dato all’uomo e alla donna. E’ triste, vergognoso e disumano vedere questi abusi sui bambini (insieme ad emarginazione, abbandono, sfruttamento per indegni traffici o commerci). Sono un grido che sale a Dio. Coni bambini non si scherza. Bisogna rispettarli ed amarli sempre”.

Ed il Comune di Reggio Calabria annuncia che intende costituirsi parte civile nel processo contro i bruti. Di questa intenzione si fa portatore l’assessore al bilancio Armando Neri che, in una nota, nel tardo pomeriggio di ieri, sottolinea “Fatico a definire uomo chi abusa in gruppo e ripetutamente di una bambina di appena 13 anni. Credo che di fronte a questi episodi di violenza sorda e aberrante, l’indignazione della comunità non possa più bastare, bisogna andare oltre, senza indugio, senza omertà. La solidarietà alle vittime non può bastare. Chiederò al Sindaco Metropolitano Giuseppe Falcomatà, sensibile ed attento nella tutela dei diritti dei più deboli, al Consiglio Regionale tutto, al Presidente della Giunta Mario Oliverio e al Consiglio comunale di Melito Porto Salvo di costituirsi parte civile nel processo contro il branco di Melito Porto Salvo. La comunità melitese, reggina e metropolitana sono fortemente turbate, le istituzioni devono essere tutte presenti per condannare questi gesti disumani, interrotti solo dal provvidenziale intervento delle forze dell’ordine e della magistratura che ringrazio per l’opera meritoria di pulizia che stanno portando avanti sul nostro territorio”.