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“Buona scuola”, insegnanti calabresi in rivolta all’ufficio scolastico provinciale

banchiInsime per dire “no” alla riforma della “Buona scuola”. L’appuntamento stamattina all’Ufficio scolastico Provinciale di Reggio Calabria, in Via S. Anna II tronco – Località Spirito Santo, dove s’è svolta una manifestazione organizzata dal Comitato Spontaneo dei Docenti della Scuola Primaria – Fase C Gae –  della ns. Provincia rappresentati dalla docente D’Aguì Monica. La protesta sarà finalizzata a sollecitare un incontro con il Provveditore/Dirigente Dr.ssa Mirella Nappa per discutere sulla corretta applicazione della L.107/15 che ha dato vita alla c.d. “Buona Scuola” e sensibilizzare gli Enti preposti alla celere adozione di tutti gli strumenti previsti dalla norma. “La legge sulla Buona Scuola ci ha trasformato nei nuovi emigranti. – dice la rappresentante del Comitato Spontaneo – Ma ciò che meno si comprende è che le scelte poco oculate dei redattori della riforma scolastica hanno determinato disastrosi effetti collaterali, che non solo costringeranno migliaia di insegnanti con anni ed anni di esperienza acquisita in un umiliante precariato ad abbandonare terra e famiglia, ma finirà con “l’arricchire” (ancora una volta) le regioni del centro/nord. Resteranno, infatti, al sud gli insegnanti con meno anni di esperienza a discapito della continuità didattica e della qualità dell’insegnamento nelle ns. scuole”. Per ridurre al minimo possibile gli effetti negativi della riforma basterebbe applicare gli strumenti correttivi previsti dalla stessa L.107/15, che consente agli Enti Territoriali preposti e fra questi sicuramente l‘Ufficio Scolastico Provinciale di RC, di chiedere al MIUR un ulteriore contingente di posti, oltre a quelli già destinati alle assegnazioni in deroga, per la copertura dell’organico destinato al c.d. sostegno. Questo consentirebbe a centinaia di docenti in più, solo nella ns. provincia, di poter usufruire, per l’anno scolastico 2016/2017, dello strumento dell’assegnazione provvisoria e non essere costretti a migrare al nord.

Paolo Conte, storia di un romanzo musicale elegante e senza tempo al Castello Aragonese

Paolo Conte foto di Dino Buffagni -IMG_6640_bDi Gabriella Lax

Memorie, ondulate e profanate. Sono eleganti seduzioni in musica quelle di Paolo Conte. Può rimanere in silenzio per tutto il concerto, può salutare a malapena il pubblico. Non importa a lui si perdona tutto. A parlare, per oltre un’ora e mezza, è la sua verve di chansonnier d’antan, il prestigio del racconto che invecchia per rimanere comunque attuale e fedele. E’ salito sul palco di piazza Castello, ieri sera Paolo Conte regalando al pubblico di Reggio Calabria, le canzoni di un tempo e le nuove proposte di “Snob” (Platinum/Universal), l’ultimo disco, spasmodica ricerca, ancora una volta, dei suoni essenziali. Un romanzo musicale che, a tratti, diviene agile poesia, il racconto perenne dello scorrere di giorni ed occasioni, appoggiati sulla vita reale. E dopo lo show di domenica scorsa della cantante internazionale Noa, Gil Dor e la band, il promoter calabrese Ruggero Pegna fa nuovamente centro, con l’unica tappa nel Sud Italia di Conte, inserita nel contesto della trentesima edizione di “Fatti di Musica”, la rassegna del miglior live d’autore organizzata da Ruggero Pegna, in collaborazione con “Alziamo il Sipario”, il progetto di eventi culturali ideato dall’Assessore Comunale alla Cultura Patrizia Nardi. Aprono la serata d’estate le parole di Ruggero Pegna “Portiamo eventi di qualità perchè la musica non è tutta uguale. Conte è un successo planetario con brani tradotti in molte lingue- e poi riferito al sodalizio con l’amministrazione comunale – da due anni riesco a parlare di musica vera. Dobbiamo sentirci in una Calabria piena di cultura che si arricchisce di musica e di emozioni”. Fieramente la Nardi “Abbraccio un progetto che prosegue e che pone al centro della musica la nostra città con le location uniche”. Inizia il live e l’atmosfera cambia e, come da copione, ci si ritrova improvvisamente catapultati nelle atmosfere fumose di un club jazz lontano migliaia di chilometri mentre Conte intona “Ratafià”, “Sotto le stelle del jazz”, “Come di”. Saccheggia i meandri dell’animo umano con infinite sfumature che vanno dallo humor alla malinconia in “Alle prese con una verde milonga”, “Snob”, “Recitando”, “Dancing”, “Gioco d’azzardo”. Trasformisti, camaleontici in scena con Conte i musicisti Nunzio Barbieri, chitarra, chitarra elettrica, Lucio Caliendo, oboe, fagotto, percussioni, tastiere, Claudio Chiara, sax alto, sax tenore, sax baritono, flauto, fisarmonica, basso, tastiere, Daniele Dall’Omo, chitarra, Daniele Di Gregorio, batteria, percussioni, marimba, piano, Luca Enipeo, chitarra, Massimo Pizianti, fisarmonica, bandoneon, clarinetto, sax baritono, piano, tastiere, Piergiorgio Rosso, violino, Jino Touche, contrabbasso, chitarra elettrica, Luca Velotti, sax soprano, sax tenore, sax contralto, sax baritono, clarinetto. Manca da Reggio da cinque anni Conte. Ma c’èancora tempo per sognare con gli occhi semichiusi “Gli impermeabili”, “Madeleine” e per perdersi nel viaggio romantico e reale di “Via con me” (unico bis concesso a fine spettacolo). Chiudono “Max”, “Diavolo Rosso” e “Le chic et le charme”. (foto di Dino Buffagni)

Tutte le tappe del tour calabrese per il cantautore Michelangelo Giordano

michelangelo giordanoTorna ad esibirsi nella sua terra natia con la sua musica ricca di sonorità folk etniche e ritmi popolari mediterranei il cantautore reggino Michelangelo Giordano.La prima data in Calabria è stata sabato scorso per l’occasione il cantautore reggino, insieme alla sua band, si è esibito sul palco della V Sagra Antichi Sapori in Piazza Municipio a Gallina di Reggio Calabria. La serata, organizzata dall’Associazione “La Quattordicesima” e patrocinata dal Comune di Reggio Calabria, è stata anche  un’occasione per conoscere e gustare i sapori, i suoni ed i colori tipici calabresi. Domenica tappa all’evento “Musicalmente Show” nel cuore della suggestiva città di Tropea (VV) ed il 5 agosto ancora un’altra data nella sua Reggio Calabria con un concerto unplugged a Gallico alle 21. Inoltre, durante l’estate, Michelangelo sarà l’ospite musicale del famoso concorso musicale “Miss Italia” nelle varie tappe regionali della Basilicata. Il tour estivo si chiuderà poi con un grande evento presso il centro storico di Reggio Calabria in una location di grande rilevanza storica e culturale.

Stanotte sbarcati 400 immigrati. E a Bruxelles Marino racconta del cuore di Reggio

Di Gabriella Lax

sbarco notturno 2Bagnati. Spaventati. Sono arrivati nel cuore della notte al porto di Reggio Calabria, i circa 400 immigrati, tratti in salvo ieri sera a 50 miglia a largo di Capo Spartivento, provincia di Reggio Calabria. A portare i soccorsi al barcone in avaria, abbandonato in alto mare, sono state tre motovedette delle Capitanerie di Porto di Roccella Jonica e di Catania ed una motonave della Guardia di finanza. Infaticabili i volontari (Caritas, Coordinamento ecclesiale e la Croce Rossa italiana, Protezione civile e tanti altri) a lavoro già da ieri pomeriggio per preparare le tende per l’accoglienza. Presi dal freddo e inzuppati dal logorio delle onde, gli immigrati hanno ricevuto il primo conforto con le coperte. Sul posto, come di consueto, anche il grande tendone della Regione Calabria, per le cure agli immigrati affetti da patologie cutanee. I migranti (quasi tutti uomini), dopo le consuete procedure di identificazione, saranno trasferiti nel centro di accoglienza di Taranto, i minori non accompagnati invece troveranno accoglienza nella strutture della città dello Stretto. Una macchina collaudata quella dei primi soccorsi che fa sbarco notturno 5della città dello Stretto una perla dell’accoglienza. E proprio su questi temi si è discusso a Bruxelles, dove si è recato l’assessore comunale alle politiche sociali Giuseppe Marino, tra i protagonisti di un’esperienza importante sull’immigrazione. “Abbiamo incontrato parlamentari europei e membri della commissione, oltre a funzionari e dirigenti” chiarisce l’assessore, partito insieme ai ragazzi dell’istituto Piria, tra di essi Aliu e Moammed minori stranieri non accompagnati. “Insieme a loro – afferma – abbiamo parlato dell’esperienza di Reggio insieme al sindaco Mimmo Lucano che ha raccontato la splendida storia di Riace. Con Mario Talarico (sindaco di Carlopoli) e Giovanni Mannoccio (di Aquaformosa) abbiamo trasferito l’immagine di una Calabria accogliente e solidale”. L’iniziativa è stata organizzata da Andrea Cozzolino del Pd e dal gruppo S&D Socialist dell’Europarlamento. Ha partecipato anche l’europarlamentare calabrese Gianni Pittella. (Foto Marco Costantino)

Reggio, il lido comunale oggi così lontano dai fasti di un tempo…

Di Gabriella Lax

(foto servizio di Marco Costantino)

C’era una volta il lido comunale di Reggio Calabria. Era nato verso la fine degli anni Venti, grazie alla lungimiranza dell’ammiraglio Genoese Zerbi. lido comunale 2Un piccolo stabilimento balneare in legno su palafitte tra la battigia e il mare, già esistente nella Rada dei Giunchi, con zone riservate a uomini e donne nettamente separate, la scalinata che dalle cabine portava nelle limpide acque dello Stretto. Era il 1928 quando nacque il Lido Genoese-Zerbi, che venne intitolato proprio al suo ideatore. Ben presto il complesso balneare divenne punto di ritrovo d’eccellenza per ogni manifestazione mondana, culturale e sportiva. Punto di forza la caratteristica “rotonda”, regina delle serate danzanti ed eleganti ricevimenti, nella quale attraccavano di continuo imbarcazioni cariche di turisti.

lido comunale 3

C’è il lido comunale oggi, con l’estate che timida bussa alle porte. Lo scenario, per chi si volesse addentrare in spiaggia, è desolante. Ferri e ferraglie alla base della bella torre all’ingresso. Il paesaggio marino corredato da sporcizia, carte ed altri rifiuti. Muri interrotti da grosse fratture, scalini rotti nell’accesso alla spiaggia, ringhiere arrugginite e brutte scritte nei muri sudici ci accompagnano nel resto del percorso. Il degrado prosegue verso la zona della cabine: riverniciate di blu, non tutte mantengono la dignità del posto che custodiscono: il risultato sono porte forzate, mattonelle del pavimento frantumate in più punti. Uno spettacolo poco edificante all’occhio del visitatore. Dietro le porte spalancate spazio alle oscenità. Ben si comprende, dai resti sul pavimento, come quelle cabine vuote siano state adottate come riparo di fortuna da senzatetto. lido 1Stuoie, quel che resta di una sedia a sdraio, tutto quello che può servire a combattere il freddo. Preservativi gettati in terra, fazzoletti e bottiglie di alcolici vuote poi raccontano altre storie. Il resto lo lasciamo alla vostra immaginazione. Tra due colonne di cabine c’è anche quello che sembra un bagno nelle stesse condizioni: porcherie sul pavimento, escrementi, sanitari divelti. Le recinzioni esistenti nei confini della grande struttura balneare, evidentemente, nulla possono rispetto a quello che poi si verifica. Qualche tempo fa, era stato proposto un impianto di video sorveglianza per evitare incursioni notturne ed attività vandaliche. Sotto il lungo tratto della cabine c’è la sabbia sporca, con tutto quello che, nel mesi passati, il mare e l’incuria dei passanti, hanno deciso di regalare. Carte, cartacce, bottiglie, pezzi di plastica e pericolosi pezzi di vetro, ai quali si va ad aggiungere il solito quantitativo di alghe, ormai seccate al sole, rimaste per mesi a fermentare. Storie di degrado urbano che spengono il fiore all’occhiello che il lido era stato tanti anni fa.

Pubblicato “Stili di donne, stili di vita” Nuovo calendario di “Miss Italia”

miss_italia_calendario--400x300«Un mondo di donne che racconta i cambiamenti di altre donne». Così Patrizia Mirigliani, presidente del concorso italiano di bellezza per eccellenza “Miss Italia”, descrive il nuovo calendario “Stili di donne, stili di vita”. L’album di scatti è stato presentato dalla Mirigliani, insieme ad, Elsa Martinelli, Laura Laurenzi, Laura Delli Colli e la fashion editor Alessia Caliendo, all’hotel Majestic di Roma. Il lavoro è stato realizzato dal fotografo Claudio Porcarelli con le immagini di Giusy Buscemi, la “Miss Italia” in carica.
«Il calendario è stato sempre un progetto tutto al femminile. Già lo scorso anno avevamo presentato “Donne che vincono”» chiarisce la Mirigliani che, dal 2003, ha sostituito il padre Enzo Mirigliani, patron del concorso. Signora dell’innovazione potremmo definirla. A lei, tra i tanti, il merito di aver introdotto per le miss la taglia 44, la più vera e veritiera poiché vicina alla tipologia fisica della donna mediterranea, tutt’altro che androgina, ma dalle forme morbide.
«Mio padre Enzo Mirigliani ci ha insegnato a vivere le cose con grande semplicità. Ed è stato un insegnamento trasmesso a tutte le ragazze del concorso. Il calendario ripropone la “bellezza
democratica” che non deve essere un simbolo trasgressivo, bensì avere le fattezze della ragazza della porta accanto».

Nelle immagini, Giusy Buscemi impersona le icone di stile da inizio secolo ad oggi. Sfila con un vestito vintage di Krizia, color oro, come una diva del cinema degli anni Quaranta; sfoggia il costume intero degli anni Cinquanta, per poi indossare la minigonna di Mary Quant degli anni
sessanta per poi rispuntare con i classici pantaloni a zampa simboli degli anni settanta. Ad accompagnare le immagini altrettante firme di donne di stile che raccontano quegli anni: Nicole Fontana e la grande indossatrice Elsa Martinelli, la giornalista di moda Cinzia Malvini per gli anni
Novanta; Lucia Bosè che fa rivivere l’anno della sua vittoria a “Miss Italia”; Silvana Pampanini per gli anni Quaranta, Barbara Palombelli per gli anni Settanta e Giusy Ferrè per gli Ottanta.

«Il calendario è diviso in decadi e parla di bellezza e di stile – afferma il presidente Mirigliani – perché, diciamocelo, lo stile, di questi tempi, si è un po’ perso nel mondo femminile. Ci siamo posti l’obiettivo di raccontare come alcuni cambiamenti nel mondo della moda abbiano influito così tanto sul mondo della donne».

Gabriella Lax

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Mariottini, l’uomo che trovò i Bronzi

Bronzi-rinvenimentoEra uscito, come ogni mattina, per una battuta di pesca subacquea e invece, Stefano Mariottini, sub romano, ormai quarant’anni fa, si imbattè in quello che poi si rivelerà un vero tesoro: i Bronzi di Riace. Le due statue, nascoste nel mar Ionio, sono diventate negli anni un autentico simbolo di “calabresità” in tutto il mondo. Dopo tutto questo tempo lo ascoltiamo nel racconto di quella giornata del 1972 che gli cambiò la vita.

Nel 1972 era la prima volta che veniva in Calabria?
«No, assolutamente. La prima volta che andai in Calabria fu insieme ad un collega di università nel 1964 per la pesca subacquea e per fare una ricerca sulla tesi di laurea (ero studente di chimica). Da quell’anno in poi, fui talmente affascinato da quei luoghi, che tornai in Calabria quasi tutte le estati».

Cosa accadde la mattina del 16 agosto del 1972?
«Ero uscito, come facevo di solito, per una battuta di pesca in mare e, verso mezzogiorno, mentre cercavo scogli isolati, vidi una spalla spuntare dalla sabbia. Immediatamente pensai, le confesso, che si trattasse di un morto. Solo quando vidi il colore verdastro, riuscii a toccare, constatai la perfezione anatomica, mi accorsi che si trattava metallo e mi tranquillizzai. A quel punto iniziai a spostare la sabbia con le mani per liberare la statua che poi sarà chiamata “A”, distesa sul fianco; evidentemente, col movimento delle pinne, smossi la sabbia che copriva ad un metro la statua “B”, rivelandone testa e piedi».

Quando vennero tirate fuori dal mare?
«Il giorno dopo feci la denuncia al soprintendente dell’epoca che chiamò i Carabinieri (i sub quel giorno erano impegnati nel record d’apnea di Maiorca) ed alla guardia Finanza. Il 22 e 23 agosto le statue furono tirare fuori e trasportate immediatamente al museo Nazionale di Reggio Calabria su dei camioncini, dove erano montate le lettighe in legno, furono adagiate su materassini per evitare danni durante il percorso».

Quando comprese la grandezza della scoperta?
«Qualche giorno prima avevo fatto delle altre scoperte ma l’eccezionalità della cosa in sé direi immediatamente perché statue di quella fattezza non erano state mai trovate».

Quando ha visto le due statue in posizione verticale?
«Fu al Quirinale, nell’esposizione di Roma del 1981, voluta dal presidente della Repubblica dell’epoca Sandro Pertini».

Le hanno tributato riconoscimenti in questi anni?
«Si tantissimi, da tante parti del mondo. In Calabria nel 2007 ho ricevuto il Premio Anthurium per meriti archeologici. Ma, soprattutto, il riconoscimento più importante stato in trent’anni portare avanti i progetti di ricerca archeologica subacquea con la direttrice Maria Teresa Iannelli e fare ritrovamenti importanti che danno lustro al territorio calabrese».

I bronzi, dopo la permanenza in acqua, lei che è un chimico me lo può confermare, non sono in ottime condizioni. Tra desideri di clonazione, tentativi di “scippo” da parte di altre città e vicissitudini di vario genere, ritiene che siano stati giustamente valorizzati?
«A Roma hanno clonato la statua di “Marco Aurelio”, senza contare che si capisce che ci si trova davanti ad un’imitazione e che quella vera sta a soli a cento metri. Per il resto, a mio avviso, i Bronzi stanno bene dove stanno, ossia a Reggio Calabria. Come diceva giustamente lei hanno notevoli problemi per il prolungato soggiorno in acqua e lo stato delle terre di fusione all’interno, le ipotesi di corrosione. Penso che con la riapertura del museo Nazionale della Magna Graecia, dopo la ristrutturazione, saranno opportunamente sistemati».

Figlio bello audace, bronzo di Versace” (Da “Ottocento” Fabrizio De Andrè)

Gabriella Lax

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