Archivio tag | borchie

“Vunk”, punk alla maniera Versace

Versace_AW13_tangent_mag_feat

Se il “Punk” è firmato Versace diventa “Vunk”. Esplosione di borchie, pelle e vernice sulle passerelle milanesi per il marchio di Donatella Versace. Finalmente la stilista calabrese ha deciso di inventarsi (almeno nel nome) qualcosa di nuovo. Proprio qualche tempo fa si era meritata, dalle righe di questo piccolo blog, la mia personale tirata d’orecchie per il maniacale vizio di ripescare dall’archivio (peraltro geniale) del fratello Gianni le idee e le commistioni. Si è data una mossa Donatella. «Mi sono chiesta come sarebbe il punk oggi. la risposta è Vunk, ovvero un punk à la Versace maniera, per una collezione che guarda al futuro».

Dunque il nuovo movimento glamorous di Donatella una sorta di punk targato “2013”, un punk del nuovo millennio, sempre secondo il nuovo senso del glamour di Versace. Ben diverso dalle riletture organiche operate da Gianni Versace (ricordare l’abito nero che fece scalpore, indossato da Liz Hurley, cucito con spille da balia?). Così, le modelle Versace, nelle sfilate, si trasformano in guerriere irriverenti, vere armi di seduzione, pericolosamente fatali. A far da cornice le acconciature chic, con capelli lisci e un ciuffo voluminoso sul davanti ed un make-up concentrato sugli occhi, con abbondante matita nera nella rima inferiore e ombretto nude look brillante.

I personaggi che ne risultano hanno l’anima in vinile mescolato a tartan, décor acuminati per descrivere la nuova estetica musical-glam della Medusa. «Io non penso mai al passato. Al futuro, invece, ci guardo sempre, e reagisco al presente. E ora voglio una donna energica ed energetica che si ribella a quello che vede e soprattutto al fatto di non essere considerata e premiata per quanto vale». Parola di Donatella.

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.

Largo alle borchie!

Pronti a fare impazzire i metal detector?!!Grandi o piccole. Poco importa. E’ l’invasione delle borchie. E le passerelle dei mesi scorsi, come adesso le vetrine dei marchi trandy ne fanno un uso smodato.

Una valanga di borchie, vanno oltre i semplici intenti décor, per venire incontro a sogni e desideri di fashion addict. Borse, cinture, calzature e oggetti di pelletteria e, sistematicamente, pantaloni, camicie e giubbotti, queste le vittime dei punti luce. E le borchie nascono come piccoli “pois” in metallo dorato per diventare anche coni dorati.

Il loro battesimo risale agli anni Settanta, dettato dallo stile al punk in embrione negli Stati Uniti, che di seguito troverà terreno fertile nel Regno Unito, soprattutto a Londra, il luogo in cui il linguaggio e la musica del genere verranno istituzionalizzati. E per le borchie la madrina d’eccezione nel campo delle stile, nella capitale mondiale delle tendenze, sarà proprio Vivianne Westwood che, insieme all’inseparabile Malcom McLaren, ne farà un mod intramontabile.

Se però, fino a quel momento, quello delle borchie nell’abbigliamento era stato un linguaggio legato a derivazioni musicali e proseliti di punk e metal, negli anni Ottanta ci pensa lo stilista Gianni Versace a “sdoganare” l’uso di questi piccoli accessori inserendoli nel taglio di abiti di uso anche quotidiano e mischiandoli all’uso di materiali inediti. Le passerelle hanno mostrato di recente le borchie illuminare ancora jeans, cappotti e persino i cerchietti. A questo si uniscano le linee d’intimo interamente borchiate.

E per completare il quadro nasce una tendenza ancor più singolare quella del “borchiato vintage” ossia vecchie scarpe, vecchie giacche, i vecchi blue jeans, vengono stravolti nella forma e nel colore con l’immancabile tocco borchiato.
Un accessorio borchiato sdrammatizza un abbigliamento troppo serio; un paio di jeans con le borchie e una giacca daranno grinta a tutto il look. Il consiglio è sempre quello di non esagerare.