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Marks&Angel, sinergicamente borse!

23712257_alessia-marcuzzi-presenta-la-sua-linea-di-borse-marks-angels-6Per un’esperta di stile passare dalla teoria alla pratica è più che illuminante. Così è stato per Alessia Marcuzzi, esuberante mamma, conduttrice vulcanica che è una presenza granitica nel mondo fashion grazie al suo rinomato blog “La Pinella” e che ora sbarca nell’olimpo dei designer con un marchio di borse realizzate insieme a Laura Angelilli (già mente e cuore di “L’Aura”, brand di abbigliamento e accessori cult tra le star). Si chiama “Marks&Angel” la collezione presentata qualche giorno fa a Milano, in una boutique di via Durini.

La collaborazione con la giovane stilista per la Marcuzzi è iniziata lo scorso anno, mentre si trovava a Parigi per attività correlate al suo blog. Leggenda narra che la conduttrice sia stata rapita dalla visione di una piccola borsa a tracollo animalier in camoscio, firmata “L’Aura”. Un amore a prima vista, che l’ha portata ad incontrare la stilista ed e a costruire con lei un rapporto (soprattutto) di amicizia e professionale sfociato poi nella collezione di modernissimi e trendy accessori. Il risultato finale è dunque una collezione dove a farla da protagonista è il mood militare, con grande spazio al camouflage, nappe, stemmi e borchie, addolciti da modelli come tracolline, clutch, bauletto, Birkin, Kelly, e dettagli di stile quali inserti di tessuto dorato e applicazioni a forma di stella e dalla possibilità di scegliere le medesime borse in versioni più o meno sofisticate.

Adatte probabilmente ad un look casual, ma non solo per le giovanissime, considerate le realizzazioni in pellami pregiati come camoscio, camoscio lavorazione pitone e serpente. In pratica una collezione sinergica che vede conglobate le intuizioni tipiche di L’Aura con la freschezza e la solarità della Marcuzzi.

Gabriella Lax

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Dimmi che borsa porti…


Lo sapete bene che la borsa per le donne non è solo un accessorio, ma il simbolo di femminilità per eccellenza. Gli uomini non sentono la necessità di portarsi dietro mille oggetti (magari inutili) e per uscire di casa basta loro un portafogli e le chiavi. Per il gentil sesso invece, la borsa è un mondo che vive a sé e che, non a caso, la dice lunga sulla personalità di chi la indossa. La borsa racconta di chi la fa propria poiché contempla la vera psiche sia per forma, che per grandezza e contenuto.Ecco allora, borsa dopo borsa, in sintesi, i significati dell’accessorio irrinunciabile.
E’ molto sicura di sé, a proprio agio nella sua raffinatezza, la donna che sceglie la borsa piccola (baguette), che si sposa perfettamente col suo essere amante dell’ordine e della precisione, col contenuto ridotto al minimo indispensabile. E’ trendy al 100%, ma rivela un bisogno d’amore e di essere riconosciuta.
Chi ama indossare il borsone a tracolla è una donna di sicuro molto ansiosa che cerca sicurezza negli oggetti che la circondano. Portata di traverso e col peso sapientemente distribuito, la borsa può contenere di tutto. Il borsone con i manici corti (specie se di vari colori vivaci), è indice di personalità moderatamente esibizionista ed estroversa. Il contenuto è simile alla baguette: si tratta dunque solo di oggetti utili ed indispensabili.
La borsa con manico lungo denota una personalità poco niente appariscente e apparentemente banale. Chi la preferisce accompagnandola sia su un abbigliamento sportivo che elegante è una persona sicura di sé che non sente il bisogno di dimostrare niente a nessuno. In genere il contenuto si limita al necessario.Relegato principalmente per uso scolastico, lo zainetto è tornato in auge, divenendo compagno fedele di tante donne. La comodità lo caratterizza, essendo munito di tasche e taschine consente di dove portarsi di tutto. In realtà chi lo utilizza potrebbe accusare la sindrome di Peter Pan…

Dalla “reticula” alla Birkin

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“Un uomo che ti regala una borsa è speciale. Un uomo che ti regala una Birkin è il principe azzurro”. La Birkin è una borsa di culto firmata da Hermès, uno degli accessori più ricercati dalle donne.

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando le donne romane utilizzavano le “reticula”, tornate in voga a Parigi, durante la Rivoluzione francese. Fino ad allora infatti le ampie vesti femminili, spesso dotate di tasche, avevano eclissato la borsa. Se mettiamo da parte la scarsella, pacchettino da appendere alla cintura, è nell’Ottocento che, solo dopo il tramonto degli abiti in crinolina, riappare la borsa. Il boom arriva dopo la prima guerra mondiale, con la produzione in scala industriale e l’utilizzo di materiali durevoli. Già dagli anni Trenta nascono le prime borse storiche: la Kelly di Hermès, nata inizialmente come porta sella, da utilizzare nel corso delle battute di caccia e presa a cuore dal pubblico femminile, si chiamerà così solo vent’anni più tardi in onore della principessa Grace Kelly, fotografata da Life mentre, col prezioso accessorio, tentava di nascondere il pancione.

Fu poi l’epoca del primo secchiello a tracolla disegnato da Elsa Schiaparelli e della Gucci in tela nei classici verde e rosso. Gli anni Cinquanta sono rappresentati dall’innovazione di Coco Chanel e dalle sue creazioni come la borsa quadrata, in pelle caratterizzata dall’effetto metalassé, arricchita da un’elegante chiusura a fermaglio e dalla catena a tracolla. Solo negli anni Sessanta si deve a Mary Quant, storica inventrice della minigonna, la presentazione della borsa a tracolla e delle sacche in tessuto morbido e sfrangiato, stile hippy per intenderci.

Si arriva al periodo delle borse Borbonese, col marchio di fabbrica costituito dallocchio di pernice che rende il brand famoso nel mondo. Gli ultimi anni sono quelli dell’avvento (nonostante quella della borsa sia una moda passeggera) del pret à porter italiano, caratterizzato dall’introduzione di nuovi pellami e la comparsa di materiali nati in laboratorio come il nylon ultraresistente.

Gabriella Lax

O la borsa o la vita

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“I briganti ti chiedono o la borsa o la vita. Le donne vogliono tutt’è due”. La frase di Samuel Butler scopre, in tutta la sua verità, l’importanza per le donne dell’accessorio per eccellenza la borsa. Ogni donna vi porta dentro non solo il necessaire, ma tutto il suo mondo.

Per questo la borsa assurge a simbolo di femminilità. Dunque aprire la borsa di una donna è scoprirne l’anima. La borsa da accessorio diviene compagna di vita. Gli uomini non sentono la necessità di portarsi dietro mille oggetti (magari inutili) e per uscire di casa basta loro un portafogli e le chiavi. Per il gentil sesso invece, la borsa è un mondo che vive a sé e che, non a caso, la dice lunga sulla personalità di chi la indossa. Mini o maxi, a spalla o a tracolla, poco importa, la borsa è il punto focale di ogni outfit e riesce a vivere di vita propria. Gli occhiali danno risalto al viso e all’incarnato, il foulard al collo ma la borsa è unica ed indipendente, non si può decidere di privarsene. E’ l’unico elemento capace di dare perfezione ad ogni donna, alta, magra, grassa o longilinea. Inoltre la borsa rappresenta uno status symbol, un accessorio dal quale non si può prescindere: le donne in carriera la scelgono griffata, ostentando successo e sicurezza; le donne giovani sognano le più celebri cult bag. La borsa racconta di chi la fa propria poiché contempla la vera psiche sia per forma, che per grandezza e contenuto. E’ molto sicura di sé, a proprio agio nella sua raffinatezza, la donna che sceglie la borsa piccola (baguette), che si sposa perfettamente col suo essere amante dell’ordine e della precisione. Chi ama indossare il borsone a tracolla è una donna di sicuro molto ansiosa che cerca sicurezza negli oggetti che la circondano. Portata di traverso e col peso sapientemente distribuito, la borsa può contenere di tutto. Il borsone con i manici  corti (specie se di vari colori vivaci), è indice di personalità moderatamente esibizionista ed estroversa. E poi confessiamolo, almeno una volta nella vita, ognuna di noi ha ceduto al fascino di una borsa storica.

Gabriella Lax