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“The Sound of Change”, a Londra live per dire “no” alla violenza sulle donne

Salma Hayek, Frida Giannini e Beyoncé

Salma Hayek, Frida Giannini e Beyoncé

«Ci sono donne che rischiano la vita per far conoscere al mondo la violenza di cui altre donne sono vittime, insegnanti, giornaliste, registe. Io non ci sto e non dovete accettarlo neanche voi». (Madonna)

Che il fenomeno della violenza sulle donne acquisti una dimensione universale (ahinoi) lo dimostrano le continue manifestazioni (“contro”) che si susseguono in ogni parte del mondo. Dopo l’evento mondiale del 14 febbraio, la scorsa settimana, Londra ha ospitato un concerto dal titolo “The Sound of Change”, sorta di “Live Aid” al femminile, sul palco del “Twickenham Stadium”, organizzato dalla fondazione Chime for Change e benedetto da un discorso d’apertura del principe Harry, che è il presidente di questo tempio del rugby, e infiammato da un arrabbiato discorso di Madonna.

Unica protagonista italiana Laura Pausini che, dal palco, ha cantato con molta emozione, rivelando che, negli ultimi giorni, una sua grande fan, membro della sua comunità (senza fare il nome per rispetto del dolore dei familiari) era stata vittima di femminicidio.
Lo scopo del live è stato quello di raccogliere fondi e creare consapevolezza affinché donne e bambine possano godere nel mondo delle pari opportunità. Un’iniziativa che non ha precedenti, che ha registrato l’intervento di madrine d’eccezione, partner prestigiosi ed investimenti. Educazione, salute e giustizia, sintetizzano il messaggio lanciato a tutto il mondo. Tematiche promosse da Frida Giannini, direttore creativo di Gucci e dell’intero progetto, Beyoncé, diva del nuovo soul curatrice dell’evento, e dall’attrice Salma Hayek Pinault, produttore esecutivo della sezione Chime Film, che ha curato una serie di microdocumentari che condiscono lo spettacolo cui hanno preso parte, tra gli altri, Ziggy Marley, Cameron Diaz, Kylie Minogue, Katy Perry, James Franco, Gwyneth Paltrow e Halle Berry.

Alle loro spalle una schiera di consulenti eccellenti: Gordon e Sarah Brown, Arianna Huffington, Alicia Keys, John Legend, Julia Roberts, Desmond Tutu e Meryl Streep, solo per citare alcuni nomi. In cinquantamila dunque per seguire sul palco JLo, Beyoncé (tra le più applaudite) che ha dedicato al pubblico un’esibizione di 45 minuti. Sul palco anche star al maschile come Simon Le Bon senza i Duran Duran.

I presentatori della serata, oltre Madonna, James Franco, Jessica Chastain e Freida Pinto, Desmond Tutu e Blake Lively, hanno rivelato spietatamente elencato i numeri dell’emergenza. «Vogliamo un mondo dove ogni bambina abbia diritto alla scolarità, poiché i due terzi degli analfabeti del mondo sono donne; il 60 per cento dei bambini che non frequentano le scuole dell’obbligo sono donne; il 70 per cento delle donne ha subito almeno una volta nella vita violenze fisiche o sessuali; solo il 21 per cento delle donne occupa in politica ruoli prominenti; 800 donne al giorno muoiono di parto o di gravidanza; l’80 per cento degli 800mila esseri umani che ogni anno vengono venduti o scambiati come schiavi sono donne; ogni anno 10 milioni di ragazze sotto i 18 anni devono accettare un matrimonio combinato; 603 milioni di donne vivono in ambienti in cui la violenza non è reato».

Madonna, nel 1977, appena arrivata a New York, dopo aver lasciato l’università per studiare danza, all’inizio degli anni Ottanta, fu aggredita e stuprata da alcuni sconosciuti vicino alla sua scuola. Una testimonianza sincera la sua che arricchisce di valore un evento per una sensibilizzazione costante contro un fenomeno dilagante che, negli ultimi mesi, viene sempre può allo scoperto.

Gabriella Lax
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Beyoncé il 18 maggio live a Milano

beyonce_439--439x550Concerto italiano per la popstar Beyoncé. La serata americana della finale del Superbowl è stata l’occasione per esibirsi (questa volta rigorosamente dal vivo, al contrario di quanto era accaduto per la festa per l’insediamento del presidente Barach Obama) e di annunciare i live in giro per il mondo. Dunque, dopo tre lunghi anni di assenza dalle scene musicali, la ex Destiny’s Child, con 75 milioni di dischi venduti, torna per “The Mrs Carter Show World Tour” che partirà dall’Europa il 15 aprile prossimo e approderà in Italia a Milano, il 18 maggio al Mediolanum Forum di Assago. Nella stessa occasione la Parkwood Entertainment ha annunciato da New York le tappe del tour, in 20 città europee tra cui Dublino, Berlino, Parigi e quattro serate alla O2 di Londra.

Le prevendite sono già iniziate. Tornando alla performance in Louisiana, Beyoncé non ha percepito un centesimo: secondo la politica della National Football League, non è previsto alcun compenso per gli artisti scelti per cantare davanti a una platea di milioni di telespettatori. E’ giallo invece sulla storia del vestito che ha indossato Beyoncé per l’occasione e, a tal proposito, nascono leggende metropolitane.

Sulla rete circola incessantemente la voce che si tratti di un abito confezionato da una sarta italiana di Faenza che preferisce restare anonima (il suo nome è Roberta) e che già in altre occasioni aveva cucito in segreto abiti per vip. Ufficialmente, l’abito corto, un corpetto nero in pelle, in un trionfo di pizzi, merletti e calze parigine, tutto in perfetto stile amazzone, sarebbe stato partorito dallo stilista Rubin Singer. Quello che non è giallo invece è verde, come la rabbia degli animalisti su tutte le furie che hanno protestato per il materiale di cui l’abito era fatto. Peta è sceso in campo lamentandosi che il microscopico costume della cantante era fatto di pitone, iguana e mucca.

Gabriella Lax

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