Archivio tag | beatles

Paul McCartney all’Arena di Verona in 14mila

paul-mccartney
In 14mila in coda sotto la pioggia ma senza paura. Fino a qualche ora prima la tempesta minacciava l’Arena di Verona, ma loro, impavidi, non si sono voluti perdere nemmeno una nota del baronetto inglese. Conquista il pubblico italiano Paul McCartney qualche giorno fa, in un live che certamente rimarrà nella storia italiana. Tre ore di concerto con l’ex Beatles che interagisce in italiano con la folla di fan, arrivati da tutte le parti del Paese per l’unica tappa italiana dell’Out There Tour. Il live è stato preceduta da il dj set prima del concerto, che ha mescolato canzoni dei Beatles e big beat, versioni soul e italiane delle canzoni dei Fab Four, e ovviamente canzoni beatlesiane sulla pioggia e contro la pioggia.

E il baronetto, instancabile dall’alto dei suoi 72 anni, spesi nella culla della storia della musica, entusiasma col suo rock che è magia e consapevolezza di poter regalare gioia, matura e scanzonata al tempo stesso. Parla in italiano, propone 36 pezzi, una scaletta lunga e corposa, dove le canzoni dei Beatles e dei Wings, le due band che hanno occupato la vita di McCartney dagli anni Sessanta all’alba degli Ottanta, il repertorio che ha fatto la storia della musica, si diverte e fa divertire.

Da “Get Back” a “Lady Madonna”, da “Blackbird” a “Day Tripper”, da “And i love her” all’elettrica “Helter Skelter” fino a “Obladi Oblada” (con il pubblico in piedi a cantare in coro) all’immancabile e romantica “Yesterday” le super hit ci sono tutte o quasi. L’entusiasmo è così grane che non importa che il baronetto abbia inspiegabilmente dimenticato “Michelle”. Il pubblico (uno stranissimo miscuglio formato da anziani, giovani innamorati, famiglie con bambini piccoli) lo adora e glielo mostra saltellando e cantando e sir Paul, commosso da tanto entusiasmo, non ha molla un secondo, non si risparmia e corona gli sforzi dei fan con un concerto davvero indimenticabile.

Gabriella Lax
Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma

Yoko Ono, ottant’anni e non sentirli

rolling stonesInnamorata fedele, compagna nella provocazione. Yoko Ono compie ottanta anni e li festeggia con una mostra ed un concerto in un luogo a lei molto caro. L’artista e musicista, moglie del leggendario John Lennon, ha anticipando la data della ricorrenza con un concerto nel teatro Volksbuhne di Berlino, insieme alla rediviva “Plastic Ono Band”.

Una grande festa in musica, con tanto di torta e coro di auguri oltre che dell’inno pacifista “Give peace a chance”. E la scelta della capitale tedesca ospitante è presto spiegata: secondo il figlio Sean non c’è altro luogo al mondo che la madre ami quanto Berlino. Quasi metà della sua vita l’ha vissuta senza John Lennon che per lei lasciò la moglie Cinzia. Vituperata come guastafeste (per il rapporto non idilliaco con gli altri componenti dei Beatles) e guasta famiglie, Yoko Ono è riuscita solo la morte del marito a recuperare credibilità e ad assurgere agli onori della cronaca per quello che realmente è: un’artista.

I festeggiamenti proseguono con una retrospettiva al Museo Schirn di Francoforte. La mostra dal titolo “Yoko Ono. Half-A-Wind Show” raccoglie un centinaio di oggetti, tra cui film, installazioni, fotografie, disegni, testi e musica. Gli storici ed i critici d’arte che ne hanno studiato la figura, a tratti controversa, pensano che Yoko ha avuto una enorme importanza per il movimento d avanguardia negli anni 60 e 70, ma è contemporaneamente è un personaggio centrale del movimento pacifista e del femminismo. L’esposizione, che resterà aperta fino al 12 maggio, in seguito viaggierà per mezza Europa nel 2013 e 2014 facendo tappa in Spagna, Danimarca e Austria.

La vedova Lennon è ancora politicamente impegnata in battaglie anti-establishment e sta per pubblicare col figlio Sean il nuovo album della Plastic Ono Band.Ultimamente avevano supito alcune sue dichiarazioni secondo le quali al defunto marito sarebbe piaciuta molto Lady Gaga.
Ora scommetto che vorreste sapere se per me Yoko Ono sia stata la causa dello scioglimento dei Beatles. Penso che se una cosa deve tenere non c’è amante o artista che possa distruggerla. Oltre alla musica evidentemente le basi su cui poggiava l’equilibrio dei Beatles non erano poi così solide. Metteteci pure che erano quattro belle teste (calde) pensanti…

Ps: La foto che ho scelto è l’ultima pubblicata da Rolling Stones e scattata solo poche ore prima dell’uccisione di Lennon che si complimentò con la fotografa che li ritrasse perché, disse, aveva colto l’essenza del loro rapporto.

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.

Paul Mcartney coi Nirvana incanta NY

Paul-McCartney-C-performs-009Neanche nei sogni più allucinanti ci saremmo mai immaginati Chris Novoselic e Dave Grohl dei Nirvana suonare con Paul Mcartney al posto di Kurt Cobain. Un’idea che, al solo pensiero, fa venire i brividi per l’emozione a tutti gli estimatori della musica con la “M” maiuscola.. Ma, la realtà, a volte, ha più fantasia dell’immaginazione e dei sogni. Così succede che un progetto benefico riesce a raccogliere attorno a sé gli artisti più importanti e significativi della musica recente e che un concerto si trasformi in uno degli eventi musicali con cassa di risonanza (per restare in tema) addirittura mondiale.

Una nuova Woodstock si è materializzata al Madison Square Garden di New York, in occasione del concertone dal titolo “12.12.12: The Concert for Sandy Relief”, organizzato per raccogliere fondi da destinare alle vittime dell’uragano Sandy, abbattutosi sulla costa orientale degli Stati Uniti lo scorso ottobre, provocando oltre 140 vittime negli Usa, di cui 104 a New York e in New Jersey. Il ricavato sarà distribuito dalla “Robin Hood Foundation” alle popolazioni colpite dall’uragano. E’ stato Bruce Springsteen, originario del New Jersey ad aprire il live, ed a chiamare, poco dopo sul palco, il suo “vicino di casa”, Jon Bon Jovi (all’anagrafe Bongiovanni, cognome che tradisce le chiare origini italiane del rocker).

Insieme a loro Eddie Vadder (Pearl Jam), Eric Clapton, Billy Joel, Alicia Keys, Chris Martin, l’ex Pink Floyd Roger Waters, Kanye West, The Who (Roger Daltrey e Peter Townsend, entrambi sulla soglia dei 70 anni ed in splendida forma) e gli ever green Rolling Stones. Dietro le quinte invece tante celebrità tra cui Susan Sarandon, Ben Stiller, Whoopy Goldberg, Katie Holmes, Quentin Tarantino e Chelsea Clinton pronte a ricevere le donazioni attraverso un’apposita linea telefonica.
Evento, tra gli eventi della serata, è stata l’inedita esibizione del cantante dei Beatles insieme ai superstiti dei Nirvana che non suonavano insieme praticamente da vent’anni, da quando cioè quel maledetto giorno d’aprile del 1994, il cantante, leader Kurt Cobain, si tolse la vita nella sua casa di Seattle. Comici i retroscena delle operazioni che hanno portato Mcartney sul palco con Novoselic, al basso e Grohl alla batteria.

«Non so dove siano stati, ma loro continuavano a dire quanto bello fosse essere tornati a suonare insieme – ha raccontato McCartney a proposito di Grohl e Novoselic – così mi è venuto spontaneo chiedere “Hey, ragazzi, ma voi non suonavate già insieme?”. A quel punto qualcuno mi ha sussurrato: “Sì, ma questi sono i Nirvana. E tu sei Kurt Cobain”. Non ci potevo credere...».
Caro Paul, va bene che essendo un pezzo di storia della musica vivente meriti tutto il nostro rispetto e la devozione, ma una tiratina d’orecchie, te la meriteresti…

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.