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Tutti i segreti per un perfetto “swap party”

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Swapping? Si grazie! E’ dura per noi fashion victim sostenere i costi della moda. Menomale che c’è lo “swapping” ossia l’“arte del baratto” che consente di rinnovare il guardaroba senza spendere nemmeno un euro. Perché, mie care, la parola d’ordine in tempi di crisi, anche per la moda, è re-inventare, riciclare! Da Manhattan, cuore pulsante dello shopping, gli swap party (da “swap” letteralmente significa scambiare, barattare) sono l’ultima tendenza in fatto di moda per fare shopping a costo zero.

Prima c’è stata la moda delle borse in affitto, che consentiva, tramite un canone, di cambiare borsa ogni mese; oggi il nuovo trend dello shopping è lo “swap” (letteralmente “baratto”) che è a costo zero. Acquisti frettolosi, shopping compulsivo o poco attento, regali poco graditi, cambi di taglia repentini si trasformano in risorse inesauribili: fare swapping consente di soddisfare la voglia di essere sempre alla moda e sfoggiare qualcosa di nuovo, senza svuotare il portafogli.

E per organizzare uno “swap party”, niente paura, ci sono poche e semplici regole: basta mettere insieme un gruppo fashion victim amiche, far portare loro almeno dieci abiti (già lavati e stirati!) e accessori a volontà dimenticati nel fondo di qualche armadio, selezionare, con almeno due settimane d’anticipo, una data che sia adatta a tutte le partecipanti, saggiare la disponibilità ed il gioco è fatto. Ricordate che la merce non si compra ma si scambia. Cercate di invitare amiche più o meno della stessa taglia per ovviare a spiacevoli inconvenienti (con conseguenti emarginazioni).

Si comincia davanti ad un aperitivo o un tè: l’intrattenimento preliminare consentirà alle amiche di vecchia data ed alle news entry di socializzare il necessario. Per il baratto ciascuna partecipante, in senso orario, illustra la sua merce. Nel caso in cui ci fossero più interessate allo stesso abito o accessorio sarà necessario munirsi di un battitore d’asta o lanciare un dado. Per creare il giusto ordine gli oggetti possono essere disposti a mucchi, a seconda del tipo di valore (caro, medio, economico) e poi contraddistinti con appositi cartoncini colorati (andranno benissimo i post-it) distribuiti alle partecipanti in relazione al numero di capi portati. Ci sarà il nome su ogni biglietto che verrà chiuso ed inserito in una boccia per l’estrazione. Ogni estratta può individuare liberamente un capo nel cumulo dal colore corrispondente segnalato dal colore del bigliettino che riporta il suo nome. Abiti e gli accessori barattati possono essere donati in beneficenza.

Gabriella Lax