Archivio tag | Antonio Marras

A Prato, vintage mon amour…

mostra-vintage-a-prato_127165_big
Tutto ciò che è stato. Tutto ciò che ancora può essere. Occorre celebrare il vintage come un fenomeno di costume che cresce a dismisura. Per conoscere meglio il vintage e la sua storia ecco che in mostra a Prato, al Museo del tessuto, fino al 31 maggio, “Vintage, l’irresistibile fascino del vissuto”, in collaborazione con Angelo Vintage Archive e la partecipazione di prestigiosi marchi internazionali di moda. Abiti in stile folk, tute da lavoro, denim d’antan, insomma un omaggio allo stile in un percorso con quattro sezioni e oltre cento abiti.

La prima sezione con costumi e raffinati abiti antichi mostra la sopravvivenza dei vestiti che dovevano durare nel tempo. In esposizione veri reperti storici del Museo:accanto ad abiti del Museo Stibbert e della Galleria del Costume di Firenze, nonché del Museo Nazionale di Arti e Tradizioni Popolari di Roma. La seconda sezione espone tute, denim, il ruolo cioè di abito usato come divisa della protesta, simbolo dei movimenti giovanili. E’ una sezione che sottende a Prato come capitale mondiale della raccolta di abiti usati, reimpiegati per il recupero delle fibre destinate ad alimentare l’industria della lana rigenerata, attiva dalla seconda metà del XIX secolo (stracci pratesi.).

Nella terza sezione, gli abiti della protesta e della rivolta giovanile. Vengono esposti jeans usurati e uniformi personalizzate, l’eskimo e altri abiti folk ed hippie che diventano ispirazione per gli stilisti del periodo come Yves Saint Laurent. C’è anche una selezione di pezzi di Dior, Cardin, Balenciaga, Chanel risalenti agli anni Cinquanta e Sessanta, mentre vestiti di Valentino, YSL, Thierry Mugler e Issey Miyake confermano come già negli anni Ottanta e Novanta era già diffusa la passione per il vintage.

La quarta sezione della mostra sottolinea come degrado ed usura dei tessuti nel settore della moda abbiano ispirato gli stilisti: da quelli trattati da Mariano Fortuny alle lavorazioni in cui tagli, macchie e decolorazioni diventano marchi come Stone Island, Massimo Osti e Marithé e François Girbaud. Ciliegina sulla torta un capo militare originale della seconda guerra mondiale reinventato da Antonio Marras.

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.

Cento alberi d’autore in beneficienza

il-natale-dei-100-alberi-dautore-agatha-ruiz-de-la-prada
«Donare un albero diventa un simbolo di quanto sia importante sentirsi responsabili anche della vita degli altri». Parola di Franca Sozzani, madrina d’eccezione, insieme a Sofia Loren, della diciannovesima edizione della manifestazione “Il Natale dei 100 alberi d’autore”, svoltasi qualche giorno fa a Roma, nello spazio espositivo di via Borgognona 38B, gentilmente concesso dalla famiglia Fendi, organizzata da Edoardo Tasca e Simona Gabrielli, presentato dalla giornalista di “Moda” Cinzia Malvini, con Anna Laura Ribes e Tosca D’Aquino.

C’è l’albero preparato coi biscotti, quello decorato con la carta velina o con rosse e festose forme di scarpe, fino ad arrivare alle sedie animalier, agli orsetti, gli angeli d’argento ed i cappottini. Spazio alla fantasia per la mostra evento dell’Associazione presieduta da Sergio Valente, con l’obiettivo di contribuire fattivamente alla ricostruzione di beni artistici (restauro del Teatro Borgatti di Cento danneggiato dal sisma che ha colpito il territorio emiliano), a progetti di ricerca scientifica,sostenendo situazioni di indigenza (in particolare, spiega il patron, si è pensato alle popolazioni dell’Africa), grazie alla generosità e alla sensibilità dei grandi protagonisti della moda, del design, del cinema e dell’arte.

Hanno partecipato all’evento Missoni, Pierre Cardin, Fendi, Bulgari, Ferrari, Custo Barcelona, Luis Vuitton, Raffaella Curiel, Renè Caovilla,Tod’s, Hogan, Bagutta, Paladini, Emilio Pucci, Damiani, Max Mara, Fratelli Rossetti, Borsalino, Gucci, Tom Ford, Valentino, Gianfranco Ferrè, Versace, Alberta Ferretti, Mila Schon, Roberto Cavalli,Blumarine, Fausto Sarli, Etro, Paul Smith, Salvatore Ferragamo, Krizia, Agata Ruiz de la Prada, Ernesto Esposito, Alessandro Dell’Acqua, Antonio Marras, Ermanno Scervino, Costume National, Jimmy Choo, Calvin Klein, Elie Saab, Renato Balestra, Givenchy, Moschino.

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.

La seduzione dei maestri “sarti”

I modelli Enrico Coveri

I modelli Enrico Coveri

Evidenziare la necessità di un ritorno alle origini per il prêt à porter e, soprattutto, l’importanza dell’artigianalità. A Roma, al salone d’onore del Museo nazionale delle arti e tradizioni, fino al 10 febbraio la mostra “La seduzione dell’artigianato ovvero: il bello e ben fatto” celebra i maestri della sartorie nella moda degli ultimi cento anni. L’esposizione, nata col contributo della Camera di Commercio di Roma e con il Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali della Provincia di Roma, della Camera Nazionale della Moda Italiana e di AltaRoma, è promossa da Unindustria -Unione delle Industrie e delle Imprese di Roma ed altre città laziali ed è stata curata dal vice presidente con delega alla moda della sezione tessile abbigliamento moda e accessori Unindustria, Stefano Dominella e dalla storica della moda Bonizza Giordani Aragno.

L’esposizione si caratterizza per gli splendidi manufatti inediti e contemporanei, in un viaggio quello del “bello e ben fatto” che comincia dal 1911, dal costume popolare italiano che all’Expo internazionale nella capitale sancì il ruolo dell’Italia come leader del settore manifatturiero in Europa. Si prosegue poi con le tele, tessuti dipinti a mano ed altre particolari lavorazioni degli anni Trenta. La mostra si completa con l’esposizione di fotografie di laboratori-couture e sartorie realizzate con indubbia maestria, anche grazie all’utilizzo di moderne tecnologie. Hanno contribuito alla riuscita dell’evento tantissime case di moda: Armani, Antonio Marras, Blumarine, Renato Belestra, Roberta di Camerino, Max Mara, Laura Biagiotti, Roberto Cavalli, solo per citarne alcuni.

Che la moda sia da un lato un campo tutto da esplorare e che, soprattutto, conosce poco la crisi è già assodato. Partendo da questi assunti, è Stefano Dominella, chiarire senza mezzi termini «Per un giovane che ha terminato gli studi, intraprendere la strada della moda, della sartoria, costituisce un lavoro creativo che può fargli guadagnare anche parecchio, a seconda della capacità, ma che gli consente comunque di circondarsi di artisti ed esperti del settore e di scoprire un mondo sorprendente e stimolante». Per questo motivo, nella mostra, sono stati coinvolti gli allievi dei più importanti istituti e accademie di moda e design e storici atelier di calzature che ancora oggi realizzano un prodotto rigorosamente fatto a mano, futura base per la prosecuzione di un pregiato “Made in Italy” degno di questo nome.

Gabriella Lax

Tutti i diritti riservati. Senza l’autorizzazione è vietata la riproduzione in qualsiasi forma.